Cosa non convince della conferenza stampa di Draghi.

Ecco i punti salienti delle cose dette da Draghi in conferenza stampa rispetto alle perplessità da più parti espresse sulle recenti misure adottate dal governo per contrastare i rischi legati all’ondata pandemica in atto: “Problemi dipendono da non vaccinati perché 2/3 dei ricoveri, soprattutto quelli nelle terapie intensive, riguardano non vaccinati. E questo che mette gli ospedali sotto pressione.  Nessun paese europeo ha chiuso scuole per lungo tempo. Per governo scuola in presenza è priorità. Non ha senso chiudere le scuole senza chiudere tutto il resto. Su questi provvedimenti necessaria l’unità. Maggioranza molto grande richiede l’accettazione della mediazione purché questa sia accettabile.”. Su molte di queste considerazioni è difficile non concordare. Ma la questione cruciale riguarda l’ultimo punto. Certo una grande maggioranza richiede necessariamente una mediazione. Ma a condizione, come giustamente ha sottolineato Draghi, che questa mediazione abbia un senso, serva cioè ad affrontare con una certa efficacia il problema. È questo il caso? La ricerca di una mediazione ha prodotto una decisione adeguata rispetto all’obiettivo della tenuta del sistema ospedaliero indicata come vitale? A mio parere la risposta è no per due ragioni: la prima è legata ai tempi della mediazione. Le misure andavano adottate quando le notizie che arrivavano dagli altri paesi – aggrediti per primi dalla variante Omicron – hanno reso evidente che se l’Italia voleva mantenere il vantaggio acquisito nel corso dell’estate e dei primi mesi dell’autunno bisognava adottare subito misure nei confronti dei non vaccinati. La ricerca di una mediazione a tutti i costi ha impedito l’assunzione di qualsiasi misura, ad esempio quella dell’obbligo vaccinale o in alternativa la mediazione – questa si accettabile – di un lockdown per i non vaccinati come fatto dalla Germania. Una mediazione adeguata adottata in tempi utili avrebbe evitato l’impennata dei contagi che oggi è sotto gli occhi di tutti. Ma anche le tardive misure assunte nei giorni scorsi confermano che la mediazione è stata fatta al ribasso. Infatti, se si riconosce che il problema è quello dei non vaccinati che intasano gli ospedali, non c è dubbio che le misure adottate non sono sufficienti ad impedire che saltino visite e interventi chirurgici ordinari. Gran parte della rete ospedaliera è già in questa condizione. E ancora una volta, pur in presenza di una situazione che è andata fuori controllo a causa dei ritardi, si deve rinunciare sia all’obbligo vaccinale che ad un lockdown per i non vaccinati. Quanto alle scuole, è vero che non serve chiudere le scuole se i ragazzi la sera possono andare in pizzeria. Ma è anche vero che la didattica in presenza contribuirà a moltiplicare il contagio anche per l’assenza di misure più drastiche nei confronti dei non vaccinati in tutti i luoghi pubblici. Se l’adeguatezza delle mediazioni va misurata sui dati scientifici allora bisogna riconoscere che le vaccinazioni hanno ridotto il numero di ricoveri rispetto al numero dei contagi ma l’aumento dei contagi in modo esponenziale, come quello che stiamo osservando – a causa della straordinaria contagiosità della variante Omicron – mette comunque in crisi il sistema sanitario. C’è poi un aspetto più politico che va considerato. Se questa larga maggioranza di governo non riesce più ad esprimere una mediazione accettabile, o se volete utile al conseguimento degli obiettivi, ciò è legato all’avvicinarsi di due appuntamenti che rendono estremamente difficile continuare a tenere insieme forze così diverse: l’elezione del presidente della Repubblica e le elezioni politiche del 2023. I fatti ci dicono che su questi passaggi il gioco può saltare. Serve una mediazione politica adeguata e questa non può che riguardare governo, presidente della Repubblica e coalizione elettorale per il 2023. Purtroppo nessuno ha il coraggio di aprire questa discussione. Serve una nuova maggioranza di governo che sia anche meno grande dell’attuale ma che possa produrre “mediazioni adeguate al contesto”. Rinviare è pericoloso, come dimostrano anche le conseguenze dei ritardi accumulati nei confronti della variante Omicron. Se i problemi non si affrontano per tempo poi la situazione può sfuggire di mano. E questo per l’Italia può essere fatale. Bisogna prendere il toro per le corna. Purtroppo fino ad ora nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Neppure Mario Draghi.

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