Si: se non ci indigniamo e non reagiamo non siamo attenti

Heather Heyer – l’assistente legale rimasta uccisa dopo che un’auto si è lanciata contro un corteo antirazzista formatosi per contrastare una manifestazione dei suprematisti bianchi nello Stato della Virginia – aveva postato una frase nel novembre 2016, poi scelta come immagine di copertina del suo profilo Facebook, che deve farci riflettere  : “Se non vi indignate non siete attenti”. Alla luce di ciò che sta accadendo, non solo negli Stati Uniti, dobbiamo riconoscere che Heather aveva ragione e che indignarsi non solo è giusto ma non basta più. Perché ormai è chiaro che, se non reagiamo, parlare di rischio per la democrazia è riduttivo. Chi sono i primatisti bianchi? Un movimento nato negli Stati Uniti ai tempi della guerra civile e basato su due principi e cioè la superiorità degli uomini bianchi sugli altri gruppi razziali e la richiesta di egemonia della razza bianca su quella nera. Da qui sono nate associazioni come il Ku Klux Klan ma anche movimenti politici europei che da questa ideologia trovarono e trovano ispirazione. Mi riferisco non solo al nazismo di Hitler ma anche al fascismo di Mussolini che, non dimentichiamolo mai, promulgò in Italia le leggi razziali. Non è un caso se nelle manifestazioni dei suprematisti banchi americani, di queste infuocate giornate, spuntano bandiere e vesilli nazisti. Credo non sia stato neppure un caso se quella frase sia stata postata da Heather  Heyer nel novembre del 2016, quando alla Casa Bianca arrivava un uomo che era stato sostenuto esplicitamente da questi movimenti, che non aveva mai rifiutato questo sostegno e che oggi di fronte a quel che è accaduto si limita a una generica condanna delle violenze. A nessuno di noi deve sfuggire che siamo in presenza di una recrudescenza dell’estrema destra fascista e nazista in Italia ed in Europa, alimentata da una crisi gravissima che suscita nell’opinione pubblica paure su cui queste forze speculano. Sottovalutarlo significa appunto non essere attenti. E’ giunto il tempo non solo di indignarsi ma di reagire sapendo che non a caso la nostra Costituzione ha messo al bando queste ideologie autoritarie. Penso a quanto accaduto di recente nelle elezioni amministrative a Sermide e Felonica, dove sono state ammesse alla competizione elettorale liste che nel nome e nel simbolo facevano diretto riferimento al fascismo. Penso alle polemiche sulla proposta legge Fiano, che giustamente prevede pene più dure per chi inneggia al fascismo e al nazismo sul web. E’ inammissibile che forze come il movimento 5 stelle e il centro destra l’abbiano bollata come una  legge che introduce un reato di opinione. Non possiamo dimenticare la storia e le sue tragedie. Se vogliamo difendere il sistema democratico l’antifascismo rimane un discrimine. Ricordiamoci la grande verità affermata da Giacomo Matteotti assassinato dai fascisti nel 1924:  “il fascismo non è una opinione come le altre, è un crimine”. Affermare la superiorità di una razza sulle altre non è una opinione, è un crimine. Indignarsi non basta più occorre reagire.

Un commento

  1. D’accordo al 100%.Che altro aggiungere?Nulla,se non che il “torpore”,che x troppo tempo ci ha connotati,sarà difficilissimo sconfiggerlo.Ma è DOVEROSO provarci.

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