Ponte nuovo Capua: Approvato nuovo progetto. Più vicina la fine del tormentone?

Ieri il Commissario Prefettizio ha approvato il progetto del ponte ed oggi il settore dei lavori pubblici del comune di Capua ha trasmesso alle autorità competenti il nuovo progetto del secondo lotto dei lavori di “Ripristino della staticità del Ponte Nuovo sul Volturno”. Il progetto – cui si è giunti dopo due anni di lavoro, necessari per “riparare” i guasti prodotti da oltre un decennio di approssimazioni, ritardi ed errori – è in viaggio verso la Regione per ricevere, come ci auguriamo, l’approvazione definitiva. Si spera che, a questo punto, sia più vicina la fine del lungo tormentone iniziato nell’ormai lontano 13 ottobre del 2010, quando il comune di Capua inviò alla Regione Campania la relazione tecnica sullo stato del ponte, elaborata dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II di Napoli. Chi vuole ripercorrere le tappe del lungo e accidentato progetto può cercare e rileggere quattro articoli di questo blog (consultabili nella sezione “Capua nella città Regione”) che hanno provato a dare una informazione puntuale e corretta sullo “stato dell’arte” e che qui riporto in estrema sintesi:

A)il primo articolo è del 22 dicembre del 2019 e ripercorre le tappe dal dicembre del 2012, anno nel quale la Regione concede al comune un primo parziale finanziamento di 600 mila euro, fino al 5 luglio del 2017, che segna l’avvio della procedura di gara affidata alla Stazione Unica appaltante presso la Prefettura di Caserta con delibera della Giunta Centore. Un lungo periodo nel quale appaiono inspiegabili le ragioni del vuoto che si determina nei circa 5 anni che separano il giorno della concessione del finanziamento da parte della regione (2012) al giorno nel quale la giunta comunale delibera per la prima volta sull’appalto (2017). Gara che, come è noto, fu aggiudicata solo il 9 giugno del 2018, più di due mesi dopo la scadenza dei termini previsti dalla legge regionale, con la naturale conseguenza della revoca del finanziamento. Verso la fine di settembre dello stesso anno intervenne il decreto di sequestro preventivo da parte della magistratura che dispose il divieto del traffico veicolare e pedonale sul ponte nuovo;

B) il secondo articolo del Bolg è del 22 settembre del 2019 e informa dettagliatamente sul lavoro iniziato dalla nuova amministrazione Branco per recuperare il finanziamento del primo lotto di 600 mila euro che, tra l’esigenza di una variazione del bilancio regionale e il successivo rispetto delle procedure di assegnazione, arriva solo all’inizio di settembre dello stesso anno, quando parte la richiesta di dissequestro, necessario per avviare finalmente i lavori.  Il sogno svanisce in pochi giorni: il dissequestro sarà infatti negato dal magistrato, sulla base di una dettagliata consulenza tecnica che rileva l’inadeguatezza del progetto approvato nel 2012 perché privo di una base di conoscenza dell’effettivo stato della struttura che fosse fondata su adeguati sondaggi, ed in particolare sulla verifica delle fondazioni del ponte;

C) il terzo articolo, del marzo 2020, dà conto delle iniziative intraprese dall’amministrazione dopo il diniego del magistrato. Iniziative volte a reperire le risorse necessarie sia per poter procedere all’appalto dei sondaggi, sia per firmare il contratto di affidamento della progettazione di un secondo lotto, reso improvvisamente urgente dalla opportunità di ottenere un finanziamento aggiuntivo al primo, entro la scadenza del febbraio del 2020, prevista dalla legge regionale sui lavori pubblici. Alla luce dei rilievi della magistratura l’amministrazione ritiene anche di dover rafforzare la progettazione generale e la direzione dei lavori attraverso un ulteriore incarico di supervisione scientifica, conferito al professore ing. Michele Contaldo del Politecnico di Napoli. Tutto questo alla vigilia del primo lungo e duro lockdown imposto dalla pandemia di Covid 19. Definito un primo provvisorio progetto di secondo lotto, ottenuto un ulteriore finanziamento regionale di ulteriori 600 mila euro, che porta la dotazione complessiva a disposizione dell’amministrazione ad oltre un milione di euro, si procede ad appaltare l’esecuzione dei sondaggi ad una ditta specializzata di Milano;

D) Infine l’articolo pubblicato l’11 marzo 2021 riferisce della complessa fase delle indagini e dell’esigenza, scaturita dall’esame delle stesse, di procedere ad una revisione complessiva della progettazione dei due lotti da appaltare e delle opere necessarie per garantire la definitiva staticità del ponte nuovo. Una fase, quella delle indagini, lunga e complessa anche perché è stato necessario verificare geometria, dettagli costruttivi e materiali costituenti la struttura, alla luce delle nuove norme tecniche per le costruzioni, previste dal DM del gennaio 2018 e dalla circolare 7/2019, entrambi successivi sia al primo studio di fattibilità che al periodo di redazione del progetto del primo lotto. Inoltre la mancanza degli elaborati del progetto originario dell’opera ha reso necessarie in successione ripetute indagini dirette che hanno riguardato: indagini diagnostiche strutturali, indagini geognostiche, rilievo laser scanner, indagine georadar e indagine batimetrica. I risultati acquisiti hanno messo in evidenza una situazione ben più grave di quella evidenziata negli studi di fattibilità e nel progetto precedenti.

Insomma, la fase di studio, richiesta inderogabilmente dai consulenti del Tribunale, ha evidenziato un livello di sicurezza della struttura che i progettisti ritengono “pericolosamente inadeguato”, in quanto vi sono “porzioni strutturali che minacciano il collasso”. Ciò ha portato ad una radicale revisione di tutto l’impianto progettuale. Ho chiesto all’ex assessore ai lavori pubblici Luigi Di Monaco, che ha seguito in prima persona tutti i passaggi che hanno portato alla revisione del progetto complessivo, di fare il punto della situazione e di dare una valutazione su quanto resta ancora da fare dopo l’approvazione del progetto di secondo lotto da parte del Commissario Prefettizio del nostro Comune. In estrema sintesi Di Monaco rileva che, ottenuta l’approvazione del progetto di secondo lotto da parte della Regione (con cui vi sono stati continui contatti anche nella fase di indagine ed in quella di revisione del progetto,) e la revisione del progetto del primo lotto che necessita di un aggiornamento, dato il lungo tempo trascorso, il comune sarà in grado di richiedere il dissequestro provvisorio necessario per avviare i lavori del primo lotto e, contemporaneamente, l’appalto del secondo lotto. Tuttavia, aggiunge Di Monaco, i due finanziamenti al momento disponibili non basteranno a ripristinare la completa staticità del ponte in quanto c’è l’esigenza di reperire un ulteriore finanziamento per realizzare altri lavori, segnalati come necessari dall’esame dei risultati delle indagini. In particolare bisognerà avviare un progetto di terzo lotto per completare gli interventi di cucitura dei timpani dell’arcata in destra idraulica, il rifacimento di marciapiedi parapetti guard rail illuminazione e ringhiere. Occorre inoltre un ulteriore approfondimento della campagna di indagine sull’interazione tra strutture fondali con la corrente fluviale per valutare l’opportunità di eventuali opere di protezione in alveo delle pile e delle spalle. In conclusione non possiamo dire che è possibile già ora intravedere il momento della riapertura del Ponte Nuovo ma forse siamo più vicini alla fine del più che decennale tormentone capuano. Oggi abbiamo una valida progettazione esecutiva dei primi due lotti e la concreta possibilità di avviare in tempi non lunghi i lavori del primo lotto. Abbiamo il finanziamento del secondo lotto e l’indicazione precisa delle opere da progettare per arrivare in tempi brevi al progetto esecutivo e alla conseguente richiesta di finanziamento del terzo lotto, su cui è stato allertato da tempo il settore lavori pubblici della Regione. Non è poco per chi è consapevole del disastro da cui si è partiti e della complessità del cammino che è stato intrapreso negli ultimi due anni. Poi certo c’è sempre chi crede che si poteva risolvere tutto con un bel colpo di bacchetta magica, prescindendo da problemi progettuali, finanziari, burocratici ecc. D’altronde come diceva il premio Nobel per la letteratura George Bernard Shaw: “Per ogni problema complesso c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata”.

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