Nella vicenda biografica di Enrico Villani:Crisi del liberalismo e avvento del fascismo in Terra di Lavoro di Felicio Corvese

La recensione di Felicio Corvese, Storico dell’Istituto Campano della Resistenza, pubblicata sul settimanale indipendente Il CAFFÈ del 15 ottobre 2021

Foto del dibattito organizzato dall’Associazione Culturale dell’Alto Casertano il 16 ottobre 2021 al Casale di Riardo

Il libro di Adolfo Villani Massoneria, liberali-
smo e fascismo in Terra di lavoro, che reca il
sottotitolo Alla scoperta di mio nonno Enri-
co Villani (1971-1945), studioso, massone,
fascista e primo sindaco di Ailano dopo la
liberazione del Sud (Frammenti, 2021), è il
felice risultato di un impegnativo percorso
di ricerca iniziato durante il lockdown im-
posto dalla pandemia, con la consultazione
dei documenti “a portata di mano” presenti
nell’archivio di famiglia e con lo scopo ini-
ziale di approfondire la conoscenza delle vi-
cende biografiche del nonno paterno, Enri-
co. Il lavoro di scavo di quella che l’autore
chiama «una rudimentale macchina del tem-
po» si è poi trasformato progressivamente
in un’indagine a più ampio spettro, che ha
investito il contesto storico-politico di Terra
di Lavoro e le vicende più generali della sto-
ria del Mezzogiorno dal periodo post-
unitario fino alla fine della Seconda Guerra
Mondiale. Il viaggio nel tempo comincia il
17 settembre 1871, giorno di nascita di Enri-
co Villani nel comune matesino di Ailano,
data che coincide con l’apertura della Galle-
ria del Frejus, a quel tempo la più lunga
d’Europa, e gli entusiastici festeggiamenti
che si tennero a Torino, cuore pulsante
dell’Italia sabauda e prossimo polo trainan-
te dell’industria italiana.
Un contesto, quello torinese, che significati-
vamente viene contrapposto al sottosvilup-
po meridionale e alla sua agricoltura pove-
rissima, specie quella dei territori montani e
collinari, non a caso le aree che avrebbero
fatto registrare, di lì a pochi anni, i picchi
più alti di esodo della popolazione contadi-
na. La ricerca delle tracce del nonno diviene
così l’occasione per gettare uno sguardo cir-
colare sui contesti in cui si svolse la sua atti-
vità. Ne nasce una rivisitazione coinvolgen-
te delle diverse fasi in cui si articola la storia
del Mezzogiorno, dal moto risorgimentale
in poi, con l’attenzione rivolta ai contesti
sociali e alle dinamiche politico-culturali che
riguardano Terra di Lavoro, con intercalati
alcuni giudizi comparativi col presente e la
crisi attuale, meritevoli di una più ampia di-
scussione, nei quali si avverte la forte tensio-
ne etico-politica dell’autore. Nella ricostru-
zione delle trances de vie del nonno è così
possibile leggere la parabola di una genera-
zione e di un intero ceto politico, la piccola
borghesia colta del Sud, che vive, non senza
grosse contraddizioni, le diverse tappe della
storia nazionale, dalla fase liberal-risorgi-
mentale, con l’adesione massiccia della bor-
ghesia italiana alla massoneria, alla Prima
Guerra Mondiale, alla crisi del liberalismo e
all’avvento del fascismo, al quale, con mo-
dalità diverse, quasi tutti i rappresentanti del
ceto medio finirono con l’aderire.
Una vita di impegno politico e culturale in-
tensa, quella di Enrico, studioso di storia
antica e archeologo, amministratore comu-
nale e maestro venerabile della massoneria
casertana, ruolo che lo pone in stretto con-
tatto con alcuni dei protagonisti della sce-
na politica nazionale, anch’essi membri in-
fluenti della massoneria casertana, come
Alberto Beneduce e Antonio Casertano.
Un percorso accidentato e di forti contrasti
interni quello dei liberal-massoni approdati
al PNF e finiti poi nel «guazzabuglio del fa-
scismo casertano». Proprio in Terra di Lavo-
ro si consumò il contrasto più duro tra l’ala
padovaniana degli “intransigenti” e il fasci-
smo normalizzatore che si apriva al vec-
chio ceto nazionalista e liberale. La fase
della ‘normalizzazione’ vide una lotta mol-
to accesa tra le diverse componenti, con
conflitti assai aspri per il controllo delle
amministrazioni comunali – un aspetto che
aveva caratterizzato ampiamente la lotta
politica nel Casertano già in età liberale –
mentre il fascismo si faceva ‘Stato’ e si av-
viava rapidamente a divenire un regime
totalitario deciso a non tollerare la presen-
za di altre organizzazioni politiche, tra le
quali la massoneria, considerata particolar-
mente nociva per il regime, che fu messa
fuori legge, mentre i suoi aderenti furono
espulsi dal partito, così come avvenne nel
caso di Enrico Villani.
Un iter di ricerca complesso, che pone
all’autore diversi interrogativi che rappre-
sentano altrettanti nodi storiografici: il di-
vario Nord-Sud, il Casertano come territo-
rio-laboratorio nel quale è possibile osser-
vare l’avvio di processi che riguardano tut-
to il Mezzogiorno, la natura del fascismo
casertano, le ragioni della massiccia adesio-
ne della borghesia meridionale al fascismo.
Come spesso avviene, la lettura ravvicinata
e ‘localizzata’ dei processi storici ci rimanda
un quadro estremamente articolato e diffe-
renziato di aspetti nel quale non è facile
orientarsi. L’autore accenna anche alle bio-
grafie di altri personaggi che entrano nella
vita di Enrico, come Alberto Beneduce e
Adelchi Albanese, anch’essi massoni e lega-
ti, in vario modo, al fascismo. Personaggi
di caratura diversa, ma che vivono, come il
protagonista, le forti contraddizioni in cui
si dibatte un’intera generazione di giovani
del ceto medio meridionale nella prima
metà del ‘900, tutti costretti a fare i conti
col fascismo arrembante. Così anche il bril-
lante matematico e socialista riformista Al-
berto Beneduce – violentemente avversato
dai fascisti intransigenti, capitanati a Caser-
ta dal padovaniano Raffaele Di Lauro – fu
costretto a piegarsi al fascismo e, pur non
aderendo formalmente al PNF, divenne il
gran commis de l’état del regime e il princi-
pale costruttore dell’economia mista italia-
na, destinata a durare ben oltre il crollo del
fascismo.
Nel libro si ribadisce il giudizio di Renzo
De Felice, ripreso anche da Giovanni Cer-
chia nella prefazione, secondo cui il fasci-
smo, nato come movimento repubblicano
e antiborghese al Nord, si normalizzò poi
al Sud, attraverso la cooptazione dell’inte-
ra classe dirigente meridionale, per poi far-
si ‘Stato’ e con ciò chiudendo definitiva-
mente la partita a suo favore. Proprio il ri-
lievo che assunse a livello nazionale la vi-
cenda del fascismo casertano e il siluramen-
to del gruppo dirigente padovaniano ri-
propone il tema di Terra di Lavoro come
“laboratorio politico” nel quale è possibile
leggere i processi più generali che investo-
no il Mezzogiorno e l’Italia. La normalizza-
zione imposta da Mussolini, con l’azzera-
mento della componente oltranzista, gli re-
galò l’ampio consenso delle regioni meri-
dionali, nelle quali le percentuali di voto al
listone, nelle elezioni del ‘24, furono plebi-
scitarie, con Caserta che fece registrare i li-
velli di consenso più alti.
Nel farsi ‘Stato’ del fascismo un ruolo di
primo piano fu svolto da un altro politico
di spicco di Terra di Lavoro, Antonio Caser-
tano, “il ras dei Mazzoni”, uno dei princi-
pali promotori della legge Acerbo e atten-
to regista della fase di passaggio al fascismo
-regime nel Mezzogiorno. Con la fine della
guerra al Sud mutò completamente il qua-
dro politico generale, mentre una parte del
maggiorantato locale tradizionale, già fa-
scista, rientrava alla guida delle comunità
locali, non senza forti torbidi e scontri di
piazza, come quelli avvenuti a Piedimonte
ad opera di agitatori filo-fascisti, cui le for-
ze democratiche risposero con una grande
manifestazione alla quale parteciparono
anche Mario Palermo, sottosegretario alla
guerra, e Maurizio Valenzi, in rappresen-
tanza del CLN nazionale. Dopo l’espulsio-
ne dal partito fascista Enrico Villani si dedi-
cò agli studi storici e all’attività di archeolo-
go come Ispettore onorario dei monumen-
ti, per poi ritornare a svolgere, per breve
tempo, l’attività politico-amministrativa
come primo sindaco di Ailano dopo la li-
berazione. Il libro si conclude con una ricca
appendice documentaria, riguardante la
massoneria in Terra di Lavoro, che contiene
alcune schede nominative, gli elenchi delle
logge massoniche e i nominativi dei loro
componenti al momento della costituzio-
ne, documenti che possono consentire ul-
teriori ricerche e interessanti approfondi-
menti.

Foto premio Monte Carmignano – Caiazzo 9 ottobre 2021

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