Dal rilancio del CIRA nuove opportunità per Capua e per l’area casertana

Tre notizie positive, apparse su diversi organi di stampa negli ultimi mesi, segnalano buone performance e importanti prospettive di sviluppo per il CIRA di Capua. La prima riguarda il consuntivo del bilancio 2019 , chiuso con un utile di 5,2 milioni di euro e un valore di produzione complessivo di 47 milioni di euro – in crescita del 18% sul 2018. Risultati che sono il frutto delle attività di impianti di ricerca all’avanguardia, utilizzati da aziende nazionali ed estere. Parliamo di impianti come il complesso del Plasma Wind Tunnel dotato di due impianti ipersonici, di Scirocco e Ghibli per la simulazione al suolo delle condizioni aerotermodinamiche dei velivoli spaziali durante la fase di rientro, del Icing Wind Tunnel, utilizzato per le prove di resilienza alla formazione di ghiaccio sulle ali dei veicoli – per il quale già si registra il pieno delle richieste di utilizzo per i prossimi due anni. La seconda notizia riguarda l’approvazione da parte del governo del nuovo Programma Nazionale di Ricerca Aerospaziale (PRORA) – per la realizzazione di investimenti nel settore – che sostituisce quello approvato nel 2005 in fase di scadenza. Il governo ha già sbloccato una prima trance di 113 milioni di euro, che si aggiungono alle dotazioni finanziarie standard del CIRA. A questi si aggiungono 80 milioni di euro fino al 2026 di auto – investimento di utili propri accantonati dal CIRA negli anni passati. Circa 200 milioni di euro che saranno impiegati a sostegno di un preciso piano industriale. Una parte consistente del budget sarà investita in nuovi impianti di prova, finalizzati allo sviluppo di soluzioni ecosostenibili innovative di propulsione. Il CIRA, insomma, si allinea alla scelta compita dalla UE e sancita nel Recovery Plan per la riconversione ecologica dell’economia. Lo fa guardando al campo del trasporto aereo attraverso la ricerca di nuovi materiali e di innovativi processi costruttivi: dai velivoli a guida autonoma, oppure pilotati da remoto; all’urban air per la mobilità in ambito urbano e l’interurban per il collegamento tra città relativamente vicine non servite dall’aviazione civile; ad attività di ricerca nell’osservazione della Terra – attraverso lo sviluppo di innovative piattaforme stratosferiche – e delle esplorazioni in volo suborbitale. Insieme con il consorzio ALI e l’Università Federico II di Napoli, il Cira ha, inoltre, realizzato una capsula spaziale “Mini Irene “, un dimostratore di un sistema di protezione termica innovativa per il rientro in atmosfera. Il 19 febbraio scorso è stato siglato il contratto per il lancio di questa capsula a bordo del Souding Rocket Meser 15 nell’ambito della missione SX3 – M15 in programma a maggio 2022. La terza notizia riguarda il rinnovo dell’accordo di collaborazione tra il Cira e l’Università Vanvitelli, firmato dal Rettore Gianfranco Nicoletti e dal Presidente del CIRA Giuseppe Morsillo, che accresce la sinergia tra CIRA e Dipartimenti di Ingegneria, Scienze Ambientali e Fisica Informatica, sul piano delle attività di formazione, di ricerca, di partnership di progetto, di condivisione di laboratori, strumentazioni, attrezzature e personale. Insomma siamo di fronte ad un piano di rilancio in grande della ricerca aerospaziale e dell’attività del CIRA su progetti strategici di ricerca e sviluppo tecnologico fondamentali per la competitività delle nostre industrie e del sistema Paese, con ricadute significative sul piano dell’occupazione dei giovani ricercatori formati dalle nostre Università. Una attività quella del Cira che oltre ad assumere una valenza nazionale può, dunque, avere una grande ricaduta per lo sviluppo del territorio, se gli enti locali di riferimento riusciranno ad esprimere una iniziativa adeguata e sinergica sul piano della infrastrutturazione e della organizzazione di servizi avanzati che in tutti questi anni è mancata. Per troppo tempo sono stati lasciati nel cassetto progetti decisivi, come: l’inserimento dell’area capuana e casertana nella metropolitana regionale; il prolungamento della tangenziale di Napoli fino ai caselli dell’A1 di Santa Maria Capua Vetere e Capua; il risanamento ambientale del territorio; lo sviluppo delle infrastrutture digitali. Qualcosa da un po’ di tempo si muove: l’iniziativa di alcuni sindaci per la linea Tranviaria da Capua alla stazione metropolitana di Aversa e il rilancio della grande visibilità regionale di competenza dell’ANAS e della Regione; l’iniziativa del sindacato per la modernizzazione dell’ex ferrovia Alifana – da Piedimonte a Santa Maria – e la metropolitana leggera Capua – Maddaloni; l’appalto da parte dell’Enac di oltre tre milioni di euro per il prolungamento della pista in erba dell’Aeroporto Salomone di Capua, che procede, tuttavia, troppo lentamente. Ma è ancora troppo poco. Serve una forte accelerazione che richiede una iniziativa sinergica e consapevole della classe politica di Terra di Lavoro – dai Comuni, alla Provincia, alla Regione, ai parlamentari nazionali ed europei – ancora troppo presa dal piccolo cabotaggio e poco concentrata sulle questioni fondamentali di modernizzazione del territorio, segno di una politica locale nel suo complesso ancora priva di una chiara visione dello sviluppo della nostra comunità.

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