Capua: la crisi è aperta. Maggioranza di programma o elezioni.

Il 7novembre del 2020 lanciai l’allarme dalle pagine di questo blog: “Serve più dialogo o si va a sbattere”. Purtroppo non è servito. Con la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio Comunale firmata da sei consiglieri la maggioranza politica non c’è più. Quella mozione è chiaramente un pretesto per forzare una soluzione di contrasti politici lasciati aperti per troppo tempo. Quali sono le ragioni di questa deriva? La coalizione che ha vinto le elezioni nel 2019 era basata su una ritrovata unità dei due partiti di centrosinistra, il PD e la sinistra radicale – alleata con il gruppo civico di Frattasi “Capua Bene Comune”. Una unità costruita sulla scelta del tandem Sindaco – Vicesindaco proposto al corpo elettorale. Intorno a quel nucleo politico si è poi realizzata una alleanza elettorale con altre tre liste civiche, non tutte tradizionalmente appartenenti al centrosinistra. Una maggioranza larga era necessaria per vincere ma non è stato mai negato che l’obiettivo – dichiarato nel programma comune – era quello di trasformare, nel corso della concreta azione di governo, quella alleanza elettorale in una alleanza politica in grado di dare alla città una nuova classe dirigente di cui Capua è priva da troppo tempo. Il risultato, purtroppo, è quello che vediamo e bisogna riconoscere che quell’obiettivo politico è fallito. Le ragioni di questo fallimento sono due: da un lato la spaccatura intervenuta in Capua Bene Comune, che ha privato la coalizione del suo nucleo politico; dall’altro le divergenze tra il Sindaco e i gruppi civici sull’assetto della giunta municipale. È stato un errore aver lasciato incancrenire questi problemi senza affrontarli con la dovuta attenzione e determinazione. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Se è fallito l’obiettivo politico non è fallimentare, però, il lavoro amministrativo che è stato fatto in questi circa due anni, segnati in gran parte dalla tragedia della pandemia contro cui ancora si combatte. L’amministrazione ha trovato un Municipio ridotto in una condizione pietosa: senza fondi, con un bilancio gravato per i prossimi venti anni da un pesante fardello e una macchina amministrativa ridotta ai minimi termini. La vicenda giudiziaria che tiene banco dal 2018 ha inoltre indebolito ulteriormente la già disastrata macchina comunale. Basta pensare alle condizioni dell’ufficio tecnico che è stato di recente decapitato. Nonostante pandemia, i debiti, le difficili condizioni dell’apparato burocratico e lo stato disastroso dei servizi pubblici, sono state avviate a soluzione diverse questioni. Innanzitutto la revisione del progetto del ponte nuovo, ormai prossimo al giudizio della magistratura per il dissequestro definitivo – dopo i numerosi e completi sondaggi effettuati – e il recupero di un milione di euro per la sua messa in sicurezza. In secondo luogo la riesumazione di tutti i progetti concernenti le grandi infrastrutture che giacevano nei cassetti delle varie istituzioni da oltre 14 anni: la linea tranviaria Capua – Aversa; l’elettrificazione e l’ammodernamento della ex ferrovia Alifana; il prolungamento della tangenziale di Napoli fino ai caselli di Capua e Santa Maria; l’adozione del PUC , fondamentale anche per il rilancio dell’area industriale in zona CIRA, oggi forte dell’approvazione del Programma Nazionale di Ricerche Aerospaziale; il confronto avvisto con De Luca per recuperare il progetto del nuovo ospedale di Capua e Santa Maria, lasciato cadere 15 anni fa; la messa a bando da parte di “Servizi Difesa” del riuso a fini turistici del Castello di Carlo V; il finanziamento del progetto per la messa in sicurezza del centro abitato di Sant’Angelo e della Basilica Benedettina. Tutte questioni decisive per un vero sviluppo futuro non solo di Capua ma dell’intera conurbazione. Ci sono poi i lavori appaltati ed in esecuzione: da via Napoli e quadrivio Caputo, al quartiere Santagata, alla messa in sicurezza della villa e di alcune strade, all’ex Facem – in attesa di conferma del finanziamento regionale – alla rimozione delle “ecoballe” depositate al sito del Frascale. Vi sono poi gli appalti in corso: dal Bosco di San Vito all’asilo nido di Sant’Angelo, all’efficientamento energetico dei palazzi F1 ed F2. Sarebbe un vero peccato bloccare questo lavoro che è stato possibile per l’impegno dalle componenti della maggioranza che hanno un rapporto forte con la Regione Campania. Rapporto che, per una città finanziariamente in ginocchio come Capua, è vitale. Tra l’altro le elezioni non risolverebbero la crisi politica. Se il centrosinistra piange il centrodestra non ride. È una costatazione oggettiva e non vale solo per Capua. Basta pensare alla situazione politica nazionale che vede il governo Draghi come tentativo estremo per non perdere l’occasione del Recovery Plan che significherebbe la deriva definitiva dell’Italia. È evidente che l’acutezza della crisi politica sta cambiando il quadro politico Tutto è in movimento e tra un anno nulla sarà come prima perché le coalizioni hanno un bisogno estremo di rigenerarsi. Ma se una maggioranza politica oggi a Capua non c’è più come è possibile evitare che la crisi politica produca lo scioglimento del Consiglio e l’ennesimo arrivo di un Commissario? C’è una sola possibilità: verificare l’esistenza delle condizioni per dare vita ad una maggioranza di programma con un obiettivo ben definito e limitato nel tempo: completare nel giro di 12/24 mesi il lavoro iniziato. Fare prevalere, dunque, l’interesse della città e l’esigenza vitale per Capua di ricostruire partiti e coalizioni politiche credibili che oggi obiettivamente non ci sono. Lo dico da cittadino che cerca di ragionare con il semplice buonsenso. Ovviamente so bene che di questi tempi il buonsenso in politica è merce rara ma bisogna pur sempre sperare in una presa di coscienza doverosa quando la città si trova in momenti così difficili e delicati. La partita è nelle mani dei consiglieri comunali ma spero che la parte viva e sana della città, le forze politiche e sociali, sappiano far sentire la propria voce per fare prevalere l’interesse generale.

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