Il PD di Capua sulla crisi politica aperta al Comune

Il testo integrale del documento approvato ieri 26 febbraio 2021 dal direttivo del circolo del PD di Capua e dal gruppo consiliare

La richiesta di sfiducia, avanzata da sei consiglieri comunali di maggioranza nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, apre formalmente una crisi politica nella coalizione che ha vinto le elezioni amministrative ed espresso l’attuale Giunta Municipale. Il PD intende esprimere con chiarezza e responsabilità la propria opinione indicando le condizioni per verificare la possibilità di portare a termine la consiliatura. Tutti sono a conoscenza delle condizioni drammatiche del bilancio patrimoniale e finanziario oltre che dell’apparato burocratico del nostro comune, devastato da un quindicennio di pessima gestione. Nonostante ciò – e nonostante la fase di inaudita emergenza sanitaria ed economica che ancora attraversano il Paese tutto ed il Mondo intero – si può dire che, in uno spazio di tempo ristretto e complicato dagli effetti della pandemia, sono stati avviati a soluzione diversi problemi:
A- dal recupero di finanziamenti per circa 1,3 milioni per il ponte nuovo, alla nomina di un consulente scientifico e alla esecuzione dei sondaggi necessari per rivedere una progettazione nata male ed ottenere il dissequestro definitivo del cantiere;
B – dall’appalto dei lavori per realizzare una nuova rotonda al quadrivio Caputo, il rifacimento dei marciapiedi e della pavimentazione di via Napoli, al recupero dei finanziamenti per l’asilo nido a S. Angelo, il completamento dell’urbanizzazione del rione Carlo Santagata, l’efficientamento energetico delle palazzine F1 ed F2, il completamento del fabbricato ex Facem, la gara per la riqualificazione del bosco di San Vito;
C – dall’accordo quadro per la manutenzione della rete stradale, pur nei limiti imposti dalle difficili condizioni finanziarie del comune, ai lavori di manutenzione straordinaria delle scuole cittadine, che hanno risolto emergenze decennali, fino all’apertura in città di una sezione distaccata dell’Istituto Alberghiero di Caserta e i contatti in corso per una sezione distaccata del Conservatorio di Napoli in città;
D – dall’adozione del PUC, al lavoro che si sta facendo per arrivare alla sua approvazione definitiva attraverso il consenso più ampio della città e le modifiche necessarie per ottenerne l’approvazione da parte delle istituzioni competenti, all’avviso esplorativo da parte del Ministero della Difesa per il riuso ai fini turistici del Castello di Carlo V, su cui è finalmente caduto il vincolo militare;
E – dal finanziamento di 209 milioni, deliberato dalla Regione per la Linea Tranviaria Capua Santa Maria Aversa – che consentirà l’inserimento dell’area capuana nella rete della metropolitana napoletana e regionale – alle iniziative, avviate con i sindaci delle altre città interessate, per finanziare anche l’elettrificazione dell’ex ferrovia Alifana, la metropolitana leggera Capua Maddaloni e il prolungamento della tangenziale di Napoli fino ai caselli dell’A1 di Santa Maria e Capua, su cui sono stati già attivati ANAS e Regione Campania, la richiesta avanzata alla Regione e i contatti in corso per finanziamenti per l’importo di 5 milioni di euro per la rete strale cittadina;
F – dal finanziamento in via di perfezionamento da parte della Regione per la rete fognaria e il risanamento ambientale dell’area industriale del CIRA e del Volturno Nord, alla progettazione ultimata per la rifunzionalizzazione delle pompe di sollevamento e il completamento della rete fognaria del centro storico;
G – dalla costituzione dell’Ambito Ottimale di 100mila abitanti, con Santa Maria Capua Vetere e altri comuni vicini, per la raccolta dei rifiuti che, una volta andato a regime, consentirà al nostro Comune di liberarsi dell’attuale disastrosa gestione, ereditata dal passato, all’appalto per la messa in sicurezza dei Portici di via Duomo, della villa comunale e di diverse strade del centro storico attraverso la rimozione dei famigerati paletti;
H – dalle prime assunzioni, per coprire almeno parzialmente i vuoti in organico, al passaggio dal tempo parziale al tempo pieno per i vigili urbani, all’accordo con i creditori che non avevano accettato il pagamento delle loro spettanze, limitato al 40 per cento previsto dal vecchio dissesto, che ha fatto scongiurare un secondo dissesto per il bilancio comunale.

Il PD ha dato e sta continuando a dare un contributo determinante per il raggiungimento di questi obiettivi, attraverso il lavoro sinergico dell’assessore Luigi Di Monaco, del gruppo consiliare del partito (Davide Castelbuono e Patrizia Aversano Stabile) – che ha sempre collaborato con tutti gli assessori, senza distinzione alcuna – e l’impegno di tutto il circolo sul piano dell’elaborazione e della attivazione della necessaria collaborazione con i gruppi del partito presenti ai diversi livelli istituzionali, dalla Regione al Parlamento. Inoltre il circolo del PD ha sempre cercato di segnalare in modo costruttivo e con correttezza atteggiamenti o iniziative della maggioranza che sembravano poco utili all’efficienza dell’azione amministrativa. Tuttavia nel corso dell’ultimo anno si sono determinate delle rotture tra i gruppi di Capua 3 luglio e Capua Bene Comune e le loro rappresentanze nella giunta comunale, rispettivamente l’assessore Affinito e l’assessore Frattasi, cui si sono poi aggiunte le dimissioni dell’assessore D’Orta, che era stata designata dal gruppo consiliare di Capua nel cuore.
È stato un errore del Sindaco non aver affrontato e risolto con rapidità queste contraddizioni politiche interne alla maggioranza man mano che si sono manifestate, consentendo il loro sommarsi fino ad arrivare ad una crisi politica della maggioranza virtualmente aperta da prima delle festività natalizie. A ciò si aggiunge ora il grave errore – ed atto di infantilismo politico – di scaricare i problemi interni alla maggioranza sulla figura del presidente del consiglio – eletto con il voto unanime dell’assemblea – cui non spetta certo di mediare tra la maggioranza e il sindaco ma di svolgere, invece, un ruolo di garanzia nei confronti di tutto il consiglio comunale.
Sarebbe un vero peccato se il buon lavoro amministrativo avviato dovesse essere interrotto a causa dei conflitti personali e politici che si sono aperti all’interno di alcune forze di maggioranza. Questi conflitti devono essere affrontati e risolti per quello che sono, senza furbizie da parte di nessuno e senza cercare alibi o scorciatoie che non affrontano i nodi veri della crisi politica. Tuttavia per noi è evidente che così non si può andare avanti. La città ha bisogno di una maggioranza politica coesa e capace di fare squadra per affrontare la difficile fase della sua vita politica e sociale. Si verifichi in tempi rapidi la possibilità di rinsaldare la maggioranza che fin qui non è riuscita a trovare una vera coesione sul piano politico, oppure, in alternativa, se esistono le condizioni per proseguire la consiliatura in modo costruttivo sulla base di un vincolante accordo di programma da ricercare nell’ attuale consiglio comunale. In caso contrario se ne traggano tutte le conseguenze.

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