Per ora i mercati guardano solo alla luce in fondo al tunnel

Se il mese di ottobre ha visto un andamento contrastato dei principali mercati finanziari internazionali, novembre ha segnato un generale ritorno al sereno. Il mese scorso, infatti, dopo il trimestre luglio settembre estremamente positivo per la crescita e per le performances degli indici azionari, Europa e Stati Uniti hanno perso terreno. L’Europa, che comunque ancora a settembre -nonostante la performance positiva dell’indice mondiale da inizio anno – vedeva gli indici azionari ancora con il segno meno, ad ottobre ha registrato la peggiore caduta mensile dallo scorso mese di Marzo. Gli Usa, che pure avevano segnato nella prima settimana un andamento positivo dei titoli azionari, nonostante avessero alle spalle una performance già straordinaria, nelle seconda metà del mese hanno perso diverso terreno. Ovviamente le ragioni di questo andamento sono legate all’incertezza politica che ha preceduto le elezioni presidenziali negli USA e alla seconda ondata della pandemia che ha attraversato l’Occidente. Nella regione Asia/Pacifico, che è uscita per prima dall’emergenza Covid, il buon andamento dell’economia nelle diverse regioni ha, invece, sostenuto i guadagni degli indici azionari anche ad Ottobre. In particolare la Cina ha segnalato la continuità ormai da molti mesi della ripresa economica, che ha ricevuto una ulteriore spinta dall’approvazione del nuovo piano di lungo termine, approvato dal comitato centrale del partito comunista cinese, che punta ad una forte accelerazione dall’alto dell’innovazione tecnologica come principale protagonista della crescita economica e dello sviluppo del processo di modernizzazione del Paese. Più attenuata la crescita dei listini dei paesi emergenti, a causa della nuova caduta dei prezzi del petrolio prodotta dalla impennata dei contagi Covid 19 in Occidente e dai conseguenti nuovi -anche se meno severi- lockdown. Novembre, invece, nonostante abbia segnato un rallentamento della crescita dell’economia globale, ha visto tornare il sereno sui listini azionari. L’MSCI World stamane segnava un +9,8% rispetto all’inizio di questo anno pur così terribile. Ovviamente si tratta di una media che tiene conto del +11,7% dell’azionario Cina, del +10,3% dei paesi emergenti, del +12,3% del S&P 500, del +12,6% del Nikkei 225 e del -6,3% dell’Eurostoxx 50. Differenze di cui tenere conto perché ci ricordano che con la pandemia, come per tutte le crisi, c è chi vince e c è chi perde. Questo vale non solo per le economie dei diversi continenti ma anche per i diversi settori ecconomici e i diversi comparti dei mercati. Ecco perché se i mercati finanziari ormai guardano solo alla luce in fondo al tunnel – che le buone notizie arrivate nel corso di questo mese sui vaccini lasciamo intravedere – e si preoccupano poco del rallentamento economico in atto, non bisogna abbandonare la prudenza e soprattutto bisogna sempre continuare a privilegiare la gestione attiva dei portafogli. Se i titoli delle società e dei settori legati alle nuove tecnologie digitali hanno corso tanto nei mesi della crisi – grazie alla spinta che la pandemia ha impresso all’innovazione tecnologica e alle nuove abitudini di vita, di studio e di lavoro -se questi titoli e settori continuano ad avere ottime prospettive nel lungo termine, forse nel breve e medio periodo è arrivato il momento dei titoli più ciclici che sono stati pesantemente colpiti dalla crisi e hanno ancora tanto da recuperare.

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