Capua: serve più dialogo o si va a sbattere

Da tempo non scrivo sulla politica Capuana. La pandemia, infatti, è intervenuta a distanza di pochi mesi dall’insediamento dell’amministrazione comunale ed ha oggettivamente rallentato non poco l’attuazione del programma. Solo chi è accecato dal pregiudizio può negare questa realtà. L’emergenza è stata ed è tale da dettare le priorità e l’agenda non solo del comune ma di tutte le istituzioni dello Stato. Nella situazione data il lavoro svolto su questioni decisive per la prospettiva a medio e lungo tempo della città non è di poco conto:dal recupero di più di un milione di finanziamenti per il ponte nuovo, alla realizzazione dei sondaggi che sono essenziali per ottenerne il dissequestro; dall’appalto dei lavori per la realizzazione della rotonda del quadrivio Caputo e il ricevimento dei marciapiedi di via Napoli, al rifinanziamento dei lavori al quartiere “Carlo Santagata”, allo sblocco dei lavori per l’ex Facem; dall’azione intrapresa con i comuni interessati, la regione e il Ministero dei Trasporti per la riprogettazione e il finanziamento della tratta della metropolitana regionale da Aversa a Capua e Piedimonte, alla ripresa del dialogo con l’Università della Campania per la realizzazione di un importante investimento per i servizi e le residenze universitarie in città; dalla scelta di entrare a fare parte dell’ambito di zona con Santa Maria Capua Vetere per cambiare la triste condizione che viviamo nel settore dello smaltimento de rifiuti, al lavoro svolto per la predisposizione di un nuovo piano urbanistico comunale. Questo solo per citare le questioni su cui sono stati fatti concreti passi in avanti o si è prossimi alle soluzioni. Tuttavia sull’attività di ordinaria amministrazione si registrano non poche difficoltà. Quella più evidente riguarda il settore dei rifiuti, nel quale – in attesa dell’espletamento dell’appalto per il servizio di raccolta nel nuovo Ambito Ottimale di gestione e della realizzazione del nuovo piano provinciale degli impianti per la raccolta differenziata – l’inefficienza del servizio di raccolta ha raggiunto livelli inaccettabili ed è la principale ragione del malessere diffuso tra i cittadini. Ancora più pesante è la situazione del personale, ormai ridotto ai minimi termini in settori cruciali della macchina amministrativa, e quella delle finanze – gravata com’è dal pesantissimo dissesto – non ancora risolto – intervenuto negli anni dell’amministrazione di centrodestra. Si tratta, ovviamente, di questioni non semplici da affrontare. Sia chiaro difficili per chiunque. Fanno sorridere quelli sempre pronti a pontificare e criticare a vanvera. Ma se alle oggettive e pesanti difficoltà – che erano ben note già nel corso della campagna elettorale – si aggiungono anche diversi punti di vista sulle soluzioni all’interno della maggioranza e dell’amministrazione – in mancanza di sforzi adeguati di dialogo e di ricerca di una sintesi – il rischio di deludere la città e determinare serie conseguenze sulla tenuta della maggioranza diventa concreto. Anche le recenti dimissioni del presidente e il successivo scioglimento di Capua & 20 dimostra il clima che si vive in città. La recente approvazione del bilancio di previsione per il 2021 con gli stretti voti necessari a causa dell’assenza di due consiglieri della maggioranza ne è una dimostrazione che deve essere considerata come un serio campanello di allarme. Tanto più in ragione della difficile discussione che si registra da alcuni mesi tra partiti, consiglieri, assessori e giunta di cui sono una spia non solo le recenti dimissioni dell’assessore all’ambiente. È normale che su scelte difficili – come quelle che riguardano la raccolta dei rifiuti, la forte carenza di personale, le gravi difficoltà finanziarie del comune, le attività culturali, le linee di indirizzo del piano urbanistico comunale – vi sia discussione e confronto. Sapevamo che la volontà dichiarata in campagna elettorale di costruire una coalizione in grado di proporsi come un soggetto politico – e non solo alleanza elettorale – era tutta da realizzare, tenuto conto di come era finita la precedente esperienza amministrativa del centrosinistra. Ma proprio per questo – se non si vuole fallire l’obiettivo – bisogna evitare da un lato che partiti e consiglieri di maggioranza assumano posizioni e comportamenti da oppositori e dall’altro che Sindaco e assessori si sottraggano dal ruolo che compete loro di promuovere confronti e di una ricercare una sintesi politica su tutte le questioni controverse. Ho contribuito a costruire questa coalizione, l’ho sostenuta in campagna elettorale e la sostengo ancora, convinto che sarebbe imperdonabile buttare a mare il buon lavoro che si è fatto e che un nuovo fallimento del centrosinistra riporterebbe Capua nelle mani delle forze che l’hanno messa in ginocchio. Sento pertanto di avere il diritto e il dovere di esprimere in questo momento delicato la mia opinione con umiltà e con la chiarezza che è necessaria nei momenti difficili. Servono dialogo, pazienza, umiltà e tanta politica. Se prevalgono i personalismi e gli atteggiamenti di sfida l’esito di questa esperienza diventa inevitabile. Come dovrebbe essere chiaro a tutti a tirare troppo la corda da una parte e dall’altra finisce sempre per spezzarsi.

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