Verso un MANIFESTO per TERRA di LAVORO nelMEZZOGIORNO ed in EUROPA.

agoraterradilavoro@gmail.com


Terra di lavoro ha radici lunghe.
Nata per indicare l’antico territorio campano, la circoscrizione nasceva come giustizierato
normanno nella prima metà del XII secolo, passava per gli aragonesi, il vicereame e il nuovo Regno
del 1734; era quindi riordinata e modernizzata nel corso del decennio francese, anche se Caserta
diventava capoluogo solo nei primi anni della restaurazione borbonica. Nel Regno d’Italia si
presentava come la più estesa provincia della nazione, fino alla soppressione per mano fascista nel 1927. La rinascita di Terra di Lavoro doveva aspettare la conclusione della guerra mondiale,
quando, pur registrando notevoli amputazioni territoriali, tornava alla vita con circa 2600 kmq.
La provincia di Caserta ha però anche un cuore moderno.
Dopo il 1957 e l’inizio della fase industrialista della Cassa per il Mezzogiorno, Terra di Lavoro
s’imponeva infatti come uno dei principali laboratori della modernizzazione produttiva nel
Mezzogiorno. Un’esperienza che ne mutava profondamente le vocazioni, i consumi, le aspettative
individuali e collettive, la cultura politica, la stessa consapevolezza dei diritti.
La crisi economica degli anni 70 e 80, con la conseguente deindustrializzazione, interrompeva il
processo di crescita, ma non provocava, nonostante le enormi difficoltà, una pura e semplice
regressione al passato. Terra di lavoro, infatti, reagiva costruendo reti, patti, dinamiche
autopropulsive, occasioni produttive e infrastrutturali, in linea con le esperienze maturate e le
energie suscitate dalla precedente modernizzazione. Molto contava la disponibilità a ripensarsi e a
rilanciarsi nel retroterra strategico della metropoli napoletana, confidando per di più sul naturale
ruolo di cerniera tra Nord e Sud che candidava la provincia a polo attrattivo di esperienze
innovative e di forte impatto. Erano tutte scelte dirimenti che davano respiro — riorganizzandole e
riqualificandole — alle funzioni direzionali della regione e della sua principale area metropolitana,
indispensabili per un rilancio dello sviluppo dell’intero Mezzogiorno. Ci riferiamo, tra le altre cose,
all’insediamento della Seconda Università (oggi Università della Campania), alla costruzione di
importanti infrastrutture di valore meridionale e nazionale (dal CIRA di Capua, ai Centri di
Competenza, alla Stazione di Smistamento e all’Interporto Maddaloni-Marcianise, agli investimenti
in impianti di produzione dell’energia).
Radici lunghe e modernità, quindi, in una provincia che oggi conta quasi un milione di abitanti. Una
suggestiva ambivalenza che rivela e, al tempo stesso, alimenta un diffuso patrimonio di idee,
competenze, cultura e capacità produttiva.
Eppure, la provincia vive ormai da almeno un decennio in una condizione d’estrema marginalità
che contrasta apertamente con il suo grande potenziale. Per un verso, ciò rappresenta solo un
capitolo del più generale abbandono subito dall’intero Mezzogiorno; per un altro, invece, Caserta
sconta una specifica e devastante caduta di progettualità della città di Napoli, quando invece
sarebbe assolutamente necessario ridefinire le sue funzioni di grande capitale del Sud dentro il più
vasto contesto regionale. Un quadro d’impoverimento, d’emarginazione, di perdita di speranze, da
cui è scaturita anche una nuova massiccia emigrazione che sta privando il territorio delle migliori
risorse umane, intellettuali e morali. L’emergenza intollerabile della nostra provincia insiste, per l’appunto, in questo radicale contrasto
tra la depressione del presente e le potenziali risorse umane e materiali a sua disposizione.
Un’emergenza che precipita nella crisi della sanità e nella tormentata evocazione del policlinico,
nell’incompiutezza delle infrastrutture di collegamento (a iniziare dall’interporto e dall’eterno
convitato di pietra aeroportuale), nel profondo disagio economico e produttivo, nella vergognosa
piaga camorrista, nel mancato decollo del turismo, nel disastro ambientale, nelle questioni aperte
della formazione scolastica e universitaria. Di questo vogliamo chiamare a discutere tutti e tutte,
con l’unico obiettivo di tutelare gli interessi generali e rilanciare le sorti di Terra di lavoro, nel più
ampio contesto della ripresa campana e del riscatto meridionale.
Non è un appello lanciato da forze organizzate. Al contrario, il nucleo promotore è costituito
cittadini operanti da anni nel mondo della cultura, del sindacato, della politica, dell’associazionismo
e del volontariato laico e cattolico, del mondo dell’imprenditoria e delle professioni, della scuola e
dell’università. Donne e uomini che, al di là dei loro specifici convincimenti e dei loro trascorsi
impegni pubblici, oggi — in autonomia e indipendenza — intendono mettere a disposizione
esperienze, dare un contributo alla risoluzione dei problemi del territorio casertano, ora resi ancor
più drammatici dalla pandemia che ha colpito il Paese e l’intero Pianeta, modificando
drammaticamente stili di vita, modelli di consumo, speranze e aspettative. Nel bene e nel male,
nulla sarà più come prima. Si consideri solo i danni provocati alla formazione scolastica, con un
anno interrotto bruscamente e nessuna certezza sulle modalità e tempi della ripresa: una
discontinuità che rischia di trasformarsi in un baratro per le nuove generazioni e, di conseguenza
per l’intera collettività.
Lo scopo dell’Associazione Agorà, come può comprendersi anche dalla scelta del nome, è quello di
sollecitare un dibattito ampio, libero, scevro da ogni altro interesse che non sia quello di contribuire
a superare nuove e antiche difficoltà, promuovendo nel contempo un momento forte di cittadinanza
attiva e responsabile che sia di stimolo, e non di ostacolo, a istituzioni spesso autoreferenziali; che
spinga, inoltre, la politica ad abbandonare i propri riti inadeguati, tornando nella società,
ricostruendo nessi, capacità di rappresentanza di bisogni collettivi, di lettura dei processi e di
elaborazione di possibili soluzioni. Agorà intende quindi essere un punto di riferimento per la
partecipazione dei cittadini, per superare atteggiamenti di attesa passiva e di pura delega. Una strada
che vogliamo percorrere proponendo una ipotesi di manifesto programmatico che alleghiamo al
nostro appello, per aprire una discussione e sollecitare un confronto con tutti i cittadini, con le
organizzazioni sindacali e politiche, con quelle imprenditoriali, con le forze dell’associazionismo e
del volontariato, con tutte le istituzioni territoriali.
Occorre, mai come in questa situazione, far sentire la propria voce per contribuire a ricostruire corpi
intermedi e istanze che orientino la formazione delle scelte, atteso che la quantità e qualità dei
problemi che attanagliano il territorio è tale che nessuno ce la può fare da solo.
Caserta 2 giugno 2020 Firmatari
Adolfo Villani – Consulente finanziario
Alessandro Tartaglione Giornalista Uff. Stampa e Comunicazione Beni Culturali della Campania
Andrea Russo – già Sindaco di Francolise
Antonella D’Andreti- Psicologa-Psicoterapepeuta.Com.Naz. Radicali.Collab. Sprar Ce -immigraz. Antonio De Pandis – Presidente Assoc.socio-cul. “Alto Casertano”-già Consigliere comunale Ce
Bernardo Pirolo – ex Sindaco di San Pietro Infine
Davide Vargas – Architetto
Francesco Madonna – Medico
Francesco Obrizio -Istituto Naz.Geofisica e Vulcanologia. Osservatorio Vesuviano
Enzo Cappello – Medico
Gianni Cerchia – Docente Storia Contemporanea .Università del Molise
Giovanni Pasquariello- Associazione dottorandi e dottori di Ricerca
Lucia Ranucci- Funzionaria Reg.Camp.già Sindaco Sparanise, Comm.ria EPT, Assess. Comune Ce
Maria Luisa Chirico- Direttore Dipartimento Lettere Università “L.Vanvitelli”
Mariano D’Amore – Professore ordinario di Economia Aziendale Università Parthenope Napoli
Pasquale La Cerra – Deputato.Già Direttore Dip.Materno-inf. e Dir.Sanitario Aziendale nel SSN
Raffaele Cutillo -Architetto
Ruggero Saponara – Oncologo Istituto “G.Pascale” Napoli
Vittorio Guida – Sindacalista
Wiliam Mattei – Promotore culturale e Dirigente d’impresa
agoraterradilavoro@gmail.com

L’appello dell’associazione Agorà Terra di Lavoro

Per un manifesto programmatico

La Campania e la provincia di Caserta sono state per lungo tempo il fulcro di un profondo
cambiamento economico e sociale, a partire dal processo di industrializzazione per poli ed assi degli
anni Sessanta e Settanta, passando attraverso la deindustrializzazione, il terremoto del 1980, la crisi
bradisismica del 1982-84 nei Campi Flegrei (Pozzuoli) area ad elevato rischio vulcanico ed il
decongestionamento di Napoli avvenuto nei decenni a cavallo del 2000 con una significativa
delocalizzazione di strutture e funzioni. Cambiamenti che erano il frutto di precise scelte di
programmazione che hanno conosciuto, tuttavia, una pesante battuta d’arresto dopo la grande
recessione del 2008, ancora non affrontata nelle sue cause di fondo e duramente pagata in modo
particolare dal Mezzogiorno (l’unica area del Paese e dell’Europa a registrare ancora oggi una
caduta del 10% sul PIL precedente allo scoppio della crisi).
Si tratta di riprendere e di aggiornare, alla luce del nuovo contesto economico globale, quella stessa
programmazione regionale e provinciale. Una programmazione che vedeva nel territorio di Terra di
lavoro un punto di forza per accrescere e qualificare le funzioni avanzate meridionali dell’area
metropolitana Campana – sempre più indispensabili per dare una guida allo sviluppo di tutto il Sud
– intorno a 7 nodi strategici:
1- un sistema dei trasporti intermodale che faccia del Mezzogiorno la grande piattaforma logistica
delle merci che dal Mediterraneo, sempre più crocevia dei traffici da e per l’Estremo Oriente,
devono raggiungere l’Europa. La presenza della Stazione di Smistamento e dell’Interporto Sud
Europa da un lato, la possibilità di utilizzare l’aeroporto di Grazzanise per superare i limiti che
presenta Capodichino per lo sviluppo del comparto del cargo aereo dall’altro; l’integrazione
dell’area casertana nell’area metropolitana regionale sul piano dei collegamenti (mediante
l’inserimento della ferrovia Alifana nella metropolitana regionale, la realizzazione della
metropolitana leggera Capua – Caserta Maddaloni, il collegamento diretto dall’A1 dal casello di
Capua a Grazzanise e Villa Literno che completi la tangenziale di Napoli, la riattivazione con
frequenza metropolitana della bretella ferroviaria tra le linee per Cassino e per Formia) possono
rappresentare un’importante occasione per un nuovo assetto del territorio. Si tratta di scelte che si
sposano pienamente con la priorità, indicata di recente dal nuovo Ministro delle Infrastrutture Paola
De Michele, di “portare i binari ferroviari in ogni porto e aeroporto italiano” come segnale di
connessione vera per le merci e le persone;
2-una nuova fase di sviluppo delle aree industriali alla luce degli impegni assunti dal nuovo governo
per il rilancio degli investimenti per l’industria 4.0, partendo dalla valorizzazione delle preesistenze
industriali, dell’Università e dei centri di ricerca e di trasferimento tecnologico di valore
meridionale e nazionale presenti sul territorio in diversi settori strategici (aerospazio, agroindustria,
trasposti, beni culturali), dalla possibilità di qualificare i servizi avanzati alle imprese nei consorzi
ASI;
3- un grande piano di sviluppo e qualificazione dei flussi turistici attraverso la messa a sistema delle
potenzialità della provincia di Caserta (la Reggia di Caserta e i siti reali, l’anfiteatro di Santa Maria
Capua Vetere, centri storici di prima grandezza come Aversa, Capua, Sessa, Teano, Carinola, il
sistema dei Musei territoriali a partire dal Museo Campano, i borghi medievali e le risorse naturalistiche delle aree interne e il litorale Domizio) che possono rappresentare un allargamento
dell’offerta turistica già forte a Napoli, nelle isole, a Salerno e Costiera sorrentina e amalfitana.
4- una scelta netta per la green economy e un nuovo modello di sviluppo sostenibile a partire da una
grande opera di bonifica del territorio: dalla rimozione delle ecoballe, al risanamento dei siti
inquinati da rifiuti tossici e nocivi, al completamento degli impianti per rafforzare la raccolta
differenziata e sviluppare un moderno ciclo dei rifiuti, al disinquinamento delle acque attraverso il
rilancio del grande progetto che coinvolga il Golfo di Napoli, partendo dai regi Lagni, dal Volturno
e del Garigliano;
5-un irrobustimento dello stato sociale che prenda le mosse dalla riorganizzazione del sistema
sanitario attraverso la realizzazione del policlinico di Caserta (fondamentale anche per l’ulteriore
radicamento territoriale dell’Università, lo sviluppo della capacità di ricerca e della cosiddetta
missione assistenziale), la revisione della rete ospedaliera in direzione di un potenziamento
dell’emergenza-urgenza e soprattutto una valorizzazione che punti soprattutto sulle strutture di
prevenzione e sulla medicina del territorio, una effettiva integrazione delle politiche sociali di
Comuni e ASL. Una azione oggi possibile, facendo leva anche sulle enormi risorse che l’Europa
mette in campo per combattere il coronavirus ;
6- un grande rilancio della battaglia per la legalità: con una lotta senza tregua alle mafie e alla
criminalità organizzata, l’impegno per la trasparenza dell’azione amministrativa, una profonda
riforma del sistema delle autonomie locali, il rilancio delle politiche del welfare (dalla sanità alle
politiche di protezione sociale), la lotta alla dispersione scolastica, l’impegno per la diffusione
dell’istruzione e della formazione.
7- Un grande investimento sulle reti, materiali e immateriali, che connettano le aree interne (l’osso)
ai flussi di traffico che caratterizzano le aree più forti e antropizzate (la polpa), allo scopo di
innescare una riorganizzazione territoriale che decongestioni le grandi conurbazioni e, di rimando,
presidi le periferie a rischio di spopolamento. Trasporti, comunicazione digitale, nuovi investimenti
produttivi, facilitazioni all’insediamento e rilancio dei servizi possono essere il cuore di un radicale
ripensamento del tessuto infra e inter-provinciale, per per costruire una nuova ipotesi
regionalistica.
È per noi tutti assolutamente evidente come sia essenziale ricostruire un asse politico e
programmatico forte tra Napoli e l’area casertana, per creare le premesse di un’azione di governo in
grado di rilanciare la crescita nel Sud, in un rapporto di reciprocità che superi i vecchi schemi di
contrapposizione. Nessuna delle partite decisive per lo sviluppo meridionale si possono giocare
senza una effettiva integrazione dell’area casertana dentro la più vasta area metropolitana regionale.
È questa l’unica concreta scelta strategica che può internazionalizzare il Sud e garantire il suo
inserimento nella rete dei corridoi trans–europei, dando finalmente un profilo realistico a quel
progetto di piattaforma logistica per l’Europa che fin qui è stata poco più di uno slogan.
In quest’area si trovano il Centro Italiano di Ricerca Aerospaziale di Capua, il più grande
investimento in ricerca scientifica realizzato in Italia negli ultimi trent’anni, i due più grandi Atenei
campani, oltre che i Centri di Competenza per il trasferimento tecnologico in settori strategici: dai
Beni Culturali, ai trasporti, all’agroindustria. Mettere in sinergia queste eccellenze significa aprire la
via ad una nuova fase di industrializzazione ad alto contenuto tecnologico. Qui vi sono, inoltre, i grandi attrattori turistici: da Pompei, alla costiera Sorrentina, alla Reggia di Caserta, alla città di
Napoli, che rappresentano i punti di forza su cui fondare una messa a sistema delle potenzialità
architettoniche e naturali su cui realizzare il grande polo turistico del Sud di rilievo internazionale.
Vi sono, dunque, le preesistenze e le opportunità per restituire al Mezzogiorno una prospettiva di
respiro europeo ed internazionale, grazie a un rilancio di politiche pubbliche nazionali che tornino a
tematizzare il Mezzogiorno come grande questione generale, ma anche con la speranza di un nuovo
e moderno sviluppo fondato sulle risorse endogene.

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...