Il punto sui mercati e qualche consiglio ai naviganti

La pandemia è arrivata dopo un anno di forte crescita degli indici azionari globali, determinando in un tempo ristrettissimo movimenti al ribasso molto violenti. Il “distanziamento sociale” – necessario come unica arma di difesa da un virus sconosciuto, per il quale non ci sono né cure né vaccini – ha determinato una sorte di quarantena globale mai vista e di conseguenza una crisi sia di domanda che di offerta. Gli effetti sull’economia sono stati devastanti. Sia le vendite al dettaglio sia la produzione industriale, registrano una flessione di gran lunga peggiore di quella prodotta dalla “Grande Recessione” del 2008. A crescere come non mai è solo la disoccupazione. Le stesse previsioni sul PIL globale da parte del Fondo Monetario Internazionale disegnano uno scenario negativo che non ha precedenti. Nonostante tutti i dati in uscita confermino questo quadro allarmante c’è stato nelle ultime settimane un recupero consistente degli attivi finanziari rispetto ai minimi di marzo. Se l’indice azionario mondiale era arrivato a perdere oltre il 35 per cento oggi perde meno del 15 e se guardiamo alla variazione a 12 mesi segna un meno 5 per cento, che non è nulla rispetto allo zunami che ha travolto l’economia. Il recupero che c’è stato è certamente legato, innanzitutto, ai forti stimoli monetari e fiscali che banche centrali e governi hanno prontamente messo in campo. Ma hanno contato anche altri fattori riferibili agli sviluppi sul fronte della malattia: i risultati indubbi sul fronte del contenimento dei contagi; il passaggio ad una fase due nella lotta alla malattia che prevede una riapertura graduale delle attività produttive. Tuttavia i rischi non sono affatto scongiurati. Le incertezze sugli sviluppi della pandemia sono ancora molti. Il successo della fase due, infatti, dipende molto dai comportamenti e dal rispetto delle regole da parte di tutti ma anche dal successo dei mezzi che si stanno predisponendo, purtroppo con qualche ritardo, per ridurre i tassi di infezione: dai test di massa al tracciamento dei contatti. Non possiamo escludere, dunque, nuove fiammate della malattia e nuove fasi di lockdown. Tanto più che sul fronte delle cure e del vaccino i tempi potrebbero essere lunghi. Questo vuol dire che anche se oggi il valore dei titoli prezza le risposte positive venute dalle autorità monetarie e di governo – dopo un primo momento di sottovalutazione della malattia – non mancano incertezze sulle prospettive destinate a tenere le acque agitate. Guai, dunque, ad abbandonare un approccio prudente nelle scelte di investimento. L’alternarsi di gravi cadute e di decise risalite sui mercati, nel corso degli ultimi 12 anni, ha fatto scuola e questa crisi, pur così grave, non ha prodotto il panico che in passato ha portato a comportamenti sbagliati dettati dalle emozioni, che finiscono sempre per fare molto male a chi li pratica. Se è certamente vero che dopo una caduta c’è sempre una risalita e che nei tempi lunghi il mercato tende a crescere, è anche vero che è impossibile fare previsioni sui tempi, tanto più considerando che ormai i movimenti al ribasso e al rialzo possono essere veloci e violenti. Non è perciò il momento delle scommesse. Seguire le buone regole della diversificazione, del rispetto del proprio profilo di rischio e dei propri orizzonti temporali è decisivo per non farsi male e continuare a navigare con tranquillità – anche in una tempesta come questa – verso le proprie mete.

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