Capua: il punto sul ponte nuovo (Krall) con l’assessore Di Monaco

Costretti in casa, in attesa che passi “a “nuttata”, cerchiamo di impiegare il tempo in modo utile. E così è nata l’idea di una lunga chiacchierata telefonica con l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Capua Luigi Di Monaco (una intervista vera e propria, un faccia a faccia, non è praticabile per rispetto delle direttive del governo sull’emergenza coronavirus). Tentiamo di fare insieme il punto sulla tormentata vicenda della messa in sicurezza del ponte nuovo, ancora chiuso e posto sotto sequestro dalla magistratura. Il 22 dicembre scorso, sempre sulle pagine di questo blog, avevo già ricostruito in modo dettagliato la storia dei ritardi degli ultimi otto anni responsabili di questa sciagura. Ero poi ritornato sulla questione l’11 gennaio per dar conto dell’incontro svolto con il Ministro delle Infrastrutture Paola De Michele. Chi vuole può rileggere i due articoli scorrendo la homepage. A Di Monaco ho, perciò, chiesto di partire da ciò che è stato fatto dopo il rifiuto, opposto dal Tribunale, alla istanza di dissequestro che il Comune aveva presentato, una volta recuperato il finanziamento del primo lotto, per poter dare inizio ai lavori.

La risposta dell’assessore è complessa, perché ingarbugliate e complesse sono sia la storia e lo stato della pratica, sia le iniziative intraprese per portare a soluzione il problema. Provo allora a darvi prima un quadro generale e sintetico della situazione per poi entrare nei dettagli.

Sintetizzando la chiacchierata con Di Monaco lo “stato dell’arte” è questo. Prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione le armi a disposizione del comune per intervenire sulla messa in sicurezza del ponte erano solo tre: a) uno studio di fattibilità complessivo redatto nel 2012, che prevedeva una spesa di poco superiore a 1 Milione e 400 mila euro; b) il progetto esecutivo di un primo lotto – redatto nel 2014 – che garantiva solo il 40 per cento circa dei lavori previsti dallo studio di fattibilità; c) l’appalto dei lavori affidato ma privo del finanziamento, in quanto revocato dalla Regione per le vicende ormai note. Praticamente tutte armi spuntate perché non consentivano di avviare i lavori né di chiedere ulteriori finanziamenti. Lo studio di fattibilità, infatti, non è un progetto esecutivo e pertanto non poteva essere speso a sostegno di richieste di fondi regionali e nazionali. I lavori appaltati non potevano partire perché ormai privi di copertura finanziaria. Di fronte a questo stallo e all’ulteriore aggravamento delle condizioni strutturali del ponte, la magistratura, prima delle recenti elezioni amministrative, aveva deciso il sequestro del ponte nuovo. La nuova amministrazione era riuscita, dopo qualche mese dall’insediamento, a recuperare il finanziamento del primo lotto, attraverso l’approvazione da parte del Consiglio Regionale della Campania, di una legge di assestamento del bilancio del 2019 che appostava nuove risorse sul capitolo degli interventi di protezione civile e una delibera di giunta regionale che assegnava per il “ponte nuovo” di Capua quanto necessario per finanziare i lavori già appaltati. Purtroppo il Comune fu stoppato dal rifiuto opposto dal Tribunale al dissequestro (condizione necessaria per eseguire i lavori). Un rifiuto motivato dalla mancanza di sondaggi sulla struttura del ponte ed in particolare sulle fondazioni. Subito dopo la Regione, con legge del 30 dicembre 2019, aveva dato ai Comuni della Campania, cui erano stati revocati fondi per mancato rispetto dei tempi di progettazione o di aggiudicazione degli appalti, la possibilità di recuperare i finanziamenti perduti, a condizione di presentare una nuova progettazione esecutiva, sulle stesse opere oggetto della revoca, entro e non oltre il 28 febbraio 2020. Dunque il Comune di Capua poteva in tal modo aggiungere altri 600 mila euro al finanziamento già ottenuto sul capitolo della protezione civile, arrivando ad una disponibilità finanziaria complessiva sufficiente a realizzare più dell’85% dei lavori previsti dallo studio di fattibilità predisposto dalla facoltà di ingegneria della Federico II nel 2012 (e anche di più se in sede di aggiudicazione dell’appalto del secondo lotto dovesse arrivare un ribasso significativo come quello già realizzato sull’appalto del primo lotto). Di fronte a queste due novità l’amministrazione, dice Di Monaco, ha avviato una corsa contro il tempo, sia per trovare le risorse e poi appaltare i sondaggi richiesti dalla magistratura, sia per trovare le risorse da destinare alla copertura delle spese contrattuali di progettazione esecutiva di un secondo lotto, sia per incaricare progettisti in grado e disponibili a ultimare una progettazione esecutiva entro la scadenza ravvicinata fissata dalla legge regionale. Tre cose per niente semplici per un comune in dissesto finanziario. Ma non era solo finanziaria la difficoltà. Infatti, una volta trovate le risorse, bisognava far camminare in parallelo l’esecuzione dei sondaggi e la progettazione esecutiva del secondo lotto, sempre nei tempi perentori di legge. Inoltre era necessario anche capire dove poter reperire l’ulteriore finanziamento necessario agli eventuali lavori che potrebbero scaturire da una valutazione degli approfondimenti tecnici richiesti dalla magistratura. Fatta questa premessa vediamo quali risultati sono stati raggiunti: a) il comune ha richiesto e ottenuto dalla Regione la possibilità di finanziare l’esecuzione dei sondaggi con le risorse del quadro economico del primo lotto destinate agli imprevisti (intorno ai 30.000 euro); b) è stata selezionata una società specializzata per effettuare quanto richiesto dal Tribunale per ottenere il dissequestro; c) sono stati reperiti tra le pieghe del bilancio comunale circa 35000 euro per stipulare un contratto con un Raggruppamento Temporaneo di professionisti, che gode del supporto tecnico del Dipartimento di Ingegneria del II Ateneo, per la progettazione esecutiva del II lotto; d) il 27 febbraio – e quindi nei termini di legge – la Giunta Comunale ha approvato e presentato alla Regione Campania il progetto esecutivo del II lotto, ora all’esame della struttura tecnica regionale per l’approvazione definitiva e l’erogazione degli ulteriori 600 Mila euro; e) sempre la Giunta comunale ha deciso di effettuare le prove di carico per domenica 15 marzo sul ponte Romano, per valutare per tempo la necessità di procedere alla progettazione di interventi di miglioramento strutturale anche sul vecchio ponte, una volta che sarà riaperto il nuovo. Insomma per Di Monaco sono stati fatti passi in avanti notevoli. Ora bisogna predisporre gli atti per presentare una nuova istanza di dissequestro. Vediamo a che punto è questo lavoro

Per decidere i sondaggi da realizzare sono state fatte diverse riunioni, tra ufficio tecnico e progettisti del II lotto, al fine di acquisire dettagli costruttivi e sui materiali costituenti la struttura. Sono state effettuate poi “alcune operazioni in sito attraverso apertura di pozzetti d’ispezione, misurazioni, perforazioni ecc …” Molti dettagli strutturali sono stati desunti dalle indagini precedentemente effettuate dalla facoltà di Ingegneria della Federico II di Napoli, “attraverso prelievi di carote cilindriche e una campagna di indagini pacometriche, indagini sclerometriche, prelievi di campioni di barre di armature da sottoporre a prova”. Da tutto ciò è emerso “un aumento dello stato di degrado della struttura” rispetto al 2014. Il dato però positivo è che il progettista della costruzione originaria del ponte nuovo non è stato uno qualsiasi ma si chiamava Giulio Krall, ingegnere e matematico italiano, una delle autorità in campo internazionale, che è stato un pioniere delle scienze delle costruzioni e sperimentatore di forme e strutture innovative sulla costruzione di ponti (a proposito non sarebbe il caso di intitolare a lui il ponte nuovo?). È stato perciò deciso di “acquisire presso l’archivio di Stato centrale gli elaborati del progetto originario per conoscere dettagli che potrebbero essere di aiuto nella definizione di ulteriori e definitivi sondaggi da effettuare prima della richiesta di dissequestro e della progettazione di un terzo ed ultimo lotto che da presentare al Ministero delle Infrastrutture per il definitivo finanziamento. Ovviamente l’emergenza coronavirus, per ovvi motivi, sta comportando qualche ritardo per il reperimento del progetto originario e per la definizione degli ultimi dettagli propedeutici alla presentazione della nuova istanza di dissequestro e all’assegnazione dell’incarico progettuale per il terzo lotto. Di seguito riporto le tre fasi previste per il consolidamento del ponte come illustrate dall’assessore Di Monaco:

Prima fase: progettazione esecutiva, finanziamento e appalto già definiti. Avvio lavori non appena sarà approvata istanza di dissequestro. Opere previste: a)sostituzione della pericolante soletta nervata della camera lato centro Capua; b)sostituzione delle travi compromesse costituenti la chiusura della soletta in corrispondenza dei giunti; c) sostituzione dei tratti gravemente ammalato della soletta superiore sulle arcate del ponte in corrispondenza dell’evidente ammaloramento della pavimentazione stradale; d) realizzazione delle botole di accesso a tutte le camere della sezione cava costituente il ponte ad archi, al fine di poter effettuare il ripristino di tutto l’intradosso della soletta stessa e di alcune zone di copriferro dei setti che corrono paralleli all’asse del ponte stesso; e) ottimizzazione del pacchetto stradale sopra la soletta il cls ammalorata con una riduzione dei carichi permanenti non strutturali.

Seconda fase; progetto esecutivo II lotto finanziato con 600 mila euro. Inizio procedura d’appalto appena approvato definitivamente dalla Regione. Interventi previsti: a) intervento con sabbiatura, trattamento barre e ripristino copriferro sulla restante parte dei setti longitudinali ed all’intradosso della soletta inferiore; b) integrazione armatura esistente di sette e volte da tre archi principali ; c) ripristino della statica delle pareti d’ala della volta lato Nord mediante apposizione di opportuni tiranti metallici; d) pulizia superficiale dei calcestruzzi sulla volta inferiore all’intradosso e all’estradosso; e) trattamento dei ferri d’armatura dei suddetti elementi strutturali con profilatura delle superfici con malta a ritiro controllato; f) risanamento dell’arco lato Nord; g) ripristino con tiranti in acciaio delle armature di cucitura dei timpani alle pile e alle spalle, attualmente in avanzato stato di ossidazione;h) ripristino con tiranti in acciaio armonico delle armature dei tiranti superiori che assicurano l’equilibrio in corrispondenza dei tagli nei timpani introdotti da Krall in fase di costruzione del ponte. Tempi di intervento 120 giorni consecutivi.

Terza fase: definizione degli interventi da progettare per il terzo ed ultimo lotto in base alla valutazione del vecchio progetto oltre al ripristino dell’alveo per aumentare la attuale portata. Da presentare per il finanziamento al Ministero delle Infrastrutture.

In conclusione c è ancora tanto da fare ma ora davvero possiamo dire vi sono punti fermi sia sui finanziamenti disponibili che sul grosso della progettazione esecutiva. Daremo conto ovviamente dei prossimi sviluppi.