Capua: ZTL o commercianti, questo è il problema?

E’ bastato che l’amministrazione comunale cominciasse solo a discutere di ZTL nel centro storico per riaprire una polemica antica e senza mai fine. Qualche giorno fa si è svolta una assemblea di commercianti nella sede della Pro Loco con un ordine del giorno, fatto girare su WhatsApp, che era tutto un programma: “azioni da intraprendere contro divieti di sosta”. Per fortuna poi la discussione è stata più ampia, anche se sul punto della ztl l’assemblea ha espresso il proprio disappunto sui tempi e sulle modalità ritenendo che “le condizioni attuali della città non permettano tale provvedimento”. Questa circostanza mi ha ricordato due esperienze. La prima mi riguarda direttamente e mi riporta al 1975, quando fui eletto per la prima volta consigliere comunale e il Sindaco dell’epoca, Pompeo Rendina, mi delegò ad occuparmi del settore dell’annona e del commercio. Ebbene anche 45 anni fa le richieste dei commercianti di Capua erano più o meno le stesse di oggi: contrarietà all’istituzione di una isola pedonale nel centro storico e contrasto alla proliferazione delle licenze commerciali in città. La convinzione è dunque rimasta la stessa e cioè che le loro difficoltà (innegabili) dipendono dai flussi di automobili nel centro storico e dall’eccesso di liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, anche se il tempo trascorso e le esperienze di altre città dimostrano esattamente il contrario. Confesso che all’epoca io dissentivo da loro sull’isola pedonale ma la pensavo, sbagliando, allo stesso modo sulla concorrenza, tanto che avviammo l’elaborazione di un piano del commercio abbastanza restrittivo. La seconda esperienza riguarda, invece, una pizzeria che io frequentavo tanto tempo fa. Questa pizzeria da alcuni anni si è “sdoppiata” e io continuo ad esserne cliente: quelle dei Pepe a Caiazzo. Una attività che si tramanda da tre generazioni e da me conosciuta quando era gestita insieme dai due fratelli, che oggi sono titolari di due distinte pizzerie, entrambe di grande successo. La storia credo sia ormai nota. L’attività già andava a gonfie vele quando uno dei due fratelli, d’intesa con l’altro, decise di avviare un nuovo progetto. Franco Pepe ristrutturò egregiamente un palazzo del settecento in un vicolo del corso principale del paese – non più largo di un metro e mezzo, nel quale bisogna stare attenti anche a camminare (perché è in discesa e per il tipo di pavimentazione). Nel vicoletto con l’auto è impossibile entrare, mentre il corso di Caiazzo è zona a traffico limitato tutte le sere e dalle 10,30 alle ore 24,00 di tutte le domeniche e i giorni festivi. Il risultato è che la vecchia pizzeria ha ampliato i locali e la clientela, tanto che bisogna sempre fare la fila per entrarci, mentre la nuova (Pepe in Grani) è conosciuta in tutto il mondo, ha raggiunto un fatturato e un numero di dipendenti da stabilimento industriale e ha prodotto nel paese un aumento considerevole delle attività di ristorazione e commerciali. Si può dire che Caiazzo, soprattutto grazie ai fratelli Pepe, ha ritrovato nel turismo un settore importante della sua economia. Qual’è la differenza tra Caiazzo e Capua? Caiazzo è un paese delle prime colline che si incontrano sulla strada verso le aree interne del Matese. Capua la città più bella della conurbazione casertana, vicinissima a Napoli e con collegamenti autostradali invidiabili. Caiazzo non ha il CIRA e il polo aeronautico, non è sede di un dipartimento universitario e istituti di secondo grado che attirano migliaia di studenti ogni giorno, non ha una Scuola Militare frequentata da oltre un migliaio di allievi della ferma breve. Ha una quantità di attività commerciali in proporzione agli abitanti di gran lunga superiore. Dove sta allora la ragione delle differenti fortune delle rispettive attività commerciali? Secondo me nella capacità degli imprenditori della zona di elaborare progetti innovativi in tanti campi: quello della ristorazione, nel caso dei Pepe, e nella valorizzazione delle risorse locali nel campo dell’agricoltura (vino, olio, zootecnia). E’ bene dire che a Caiazzo non ci sono certo più parcheggi di Capua, dove, anzi, la sera si chiude il grande parcheggio della spianata Olivares, nei pressi della sede del Dipartimento di economia. Ovviamente a me non sfuggono i problemi annosi della nostra città, le difficoltà nel settore della raccolta dei rifiuti (di cui ben si conoscono le cause e i tempi ragionevoli di risoluzione), il ponte nuovo chiuso e sequestrato dalla magistratura (per il quale la nuova amministrazione ha intrapreso una lotta contro il tempo – e il dissesto – per arrivare al dissequestro e alla ristrutturazione completa), la quantità di ex complessi conventuali e di caserme abbandonati e il cui riuso è tutt’altro che semplice. Ma Capua ha tante facce, non solo quella della decadenza del suo centro storico. E’ la città del più grande centro di ricerca del Paese e del polo aeronautico, di un dipartimento di Economia aziendale dell’Università che tanto potrebbe fare per il rilancio e la modernizzazione della economia cittadina, commercio compreso, se solo ci ponessimo la domanda di cosa possiamo fare noi per garantire agli studenti servizi fondamentali e per stabilire con il Dipartimento un rapporto sinergico e positivo. Capua è sede di una Scuola Militare su cui si regge l’economia di una parte della città, nonostante da pare nostra non siano stati prodotti molti sforzi per comprenderne le esigenze e organizzare una risposta capace non solo di soddisfarle ma anche di far cogliere alla città tutto il potenziale di questa risorsa indubbia. Insomma non mi pare che una ZTL possa rappresentare un pericolo e un problema per il commercio cittadino. Se la fortuna delle attività commerciali di una città dipendessero dal caos del traffico e del parcheggio selvaggio i commercianti di Capua oggi sarebbero i più ricchi del circondario. Basta passare la sera a via Duomo, in via Gran Priorato di Malta o in piazza dei Giudici per rendersi conto che nel centro storico di Capua è più difficile camminare che parcheggiare. Io mi preoccuperei molto di più di questo aspetto della nostra condizione. La realtà dei fatti ci dice altro. Il commercio è florido non dove passano più auto e dove ci sono meno divieti di sosta ma dove gli imprenditori si pongono il problema di cosa devono cambiare nella loro offerta per incontrare la domanda, facendo in modo che siano sempre di più gli automobilisti che arrivano nel centro, con la disponibilità anche a pagarlo un parcheggio, per poter spendere nei loro esercizi commerciali. Per fortuna qualche esempio in questa direzione anche a Capua non è mancato e non manca. Purtroppo sono ancora pochi quelli che hanno capito che il nemico non è la volontà di cambiamento ma il conservatorismo e la pigrizia mentale di chi crede che commercio e professioni possono prosperare senza saper innovare mettendosi al passo con le grandi trasformazioni che hanno mutato radicalmente il nostro modo di vivere, di lavorare e di organizzare le città. Discutiamo pure del modo migliore di organizzare una ZTL nel centro storico meraviglioso (nonostante tutto) della nostra città. Mobilitiamoci anche, se è necessario. Ma per realizzarla in tempi brevi e non per rimandare alle calende greche. Soprattutto discutiamone con la consapevolezza dei luoghi e dei tempi e con l’indispensabile apertura al cambiamento.

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