Ponte Nuovo di Capua: i fatti, le cialtronerie e il lavoro da fare

Anche su un argomento serio e delicato come quello che riguarda la riapertura del ponte nuovo – chiuso al traffico e posto sotto sequestro dalla magistratura dal settembre 2017 – c’è a Capua chi fa ancora a gara per intorbidire le acque, mestare nel torbido, eccitare gli animi per colpire una amministrazione che si è insediata solo nel giugno del 2019. Innanzitutto stiamo ai fatti e riepiloghiamo i passaggi salienti di questa triste vicenda:

  1. il Comune di Capua trasmetteva in data 13/10/2010 (Giunta di centrodestra) alla Regione Campania la relazione tecnica elaborata dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Napoli, contenente uno studio di fattibilità dell’intervento di messa in sicurezza del Ponte Nuovo sul Volturno il cui costo veniva quantificato in 1,404 milioni di euro;
  2. la regione Campania (Presidente Caldoro e giunta di centrodestra) il 29 dicembre del 2012 concedeva un contributo di soli 600 mila euro per finanziare la progettazione e un primo lotto di lavori;
  3. il comune solo nel 2014 approvava il progetto del primo lotto che però non era stato commissionato alla facoltà Universitaria che aveva elaborato lo studio di fattibilità (qualcuno dovrebbe spiegarne la ragione);
  4. il progetto veniva approvato dal Genio Civile di Caserta il 16 settembre del 2015 ma il comune non avviava la procedura di gara. I 600 milioni non vengono utilizzati dalla giunta di centrodestra all’atto della fine della consiliatura 2011 – 2016;
  5. si insedia la giunta Centore e con determina dirigenziale del 5 luglio 2017 si avvia la procedura di gara che viene affidata alla Stazione Unica Appaltante presso la Prefettura di Caserta.
  6. il 20 giugno 2018 il Decreto n. 17431 del provveditore per le Opere Pubbliche Campania e Molise dichiarava l’intervenuta efficacia dell’aggiudicazione definitiva delle operazioni di gara concluse dalla SUA il 9 marzo 2018 (e qui una riflessione andrebbe fatta sui tempi eccessivamente lunghi della gara e sul funzionamento della SUA e di tutto il sistema). Sei anni dal finanziamento per progettare ed appaltare. Un tempo inaccettabile;
  7. A quel punto tutto lasciava ritenere che ormai i lavori potessero partire ma la Regione Campania comunicava nel luglio del 2018 che, a causa dell’entrata in vigore della legge regionale 38 del dicembre 2017, qualora l’ente non fosse stato in grado di dimostrare l’aggiudicazione definitiva dei lavori entro il 30 marzo del 2018 si sarebbe proceduto alla revoca del contributo straordinario regionale;
  8. il 22 settembre del 2018 il Tribunale di Santa Maria CV emanava “decreto preventivo di sequestro preventivo del ponte nuovo sul fiume Volturno
  9. nel giugno del 2019 si insedia la giunta Branco che, trovandosi di fronte una gara già aggiudicata dalla Stazione Unica Appaltante sulla base di un progetto approvato nel 2014, si mette alla ricerca del finanziamento necessario per fare eseguire i lavori del primo lotto e comincia a lavorare alla ricerca del finanziamento per la progettazione esecutiva del secondo lotto. A fine Luglio il Consiglio Regionale approva una variazione di bilancio con la quale impingua il capitolo della protezione civile. La variazione di bilancio diventa legge regionale il 5 agosto e si avviano le procedure (delibera di giunta ecc…) che portano al Decreto dirigenziale del 25 ottobre con il quale si affidano al Comune di Capua 492 mila euro, sufficienti a realizzare il primo lotto tenendo conto dell’offerta presentata dall’impresa aggiudicataria della procedura di gara (in sostanza con un ribasso di 108000 euro sul prezzo a base d’asta);
  10. a novembre il Sindaco chiede alla magistratura il provvedimento di eliminazione temporanea del vincolo cautelare limitatamente alla durata dei lavori stimati in 90 giorni;
  11. Il magistrato chiede consulenza tecnica sullo stato di conservazione statica del Ponte Nuovo per valutare l’adeguatezza dell’intervento e decidere sull’istanza di dissequestro;
  12. i tecnici incaricati il 3 dicembre consegnano al magistrato una corposa relazione che in estrema sintesi ritiene che la verifica effettuata per le scelte progettuali non sia stata completa perché “nel modello numerico adottato è del tutto assente la soletta nervata posta sul lato Sud del ponte e non vi sono indicazioni sulla valutazione del livello di sicurezza globale raggiunto con l’intervento. Rileva inoltre che “mancano indagini geognostiche per la caratterizzazione dei terreni e la loro classificazione sismica”. Insomma non si può togliere la inagibilità della infrastruttura fino all’espletamento di una completa verifica di sicurezza sismica;
  13. sulla base di questa relazione l’ufficio del giudice per le indagini preliminare rigetta la richiesta di dissequestro e nei giorni successivi lo comunica al Sindaco.

Di fronte a questi fatti inequivocabili vedere tanti personaggi, che hanno condiviso la gestione che ha prodotto questo disastro, agitarsi in modo smodato per mettere sotto accusa l’attuale amministrazione è davvero inaccettabile e segno di grave irresponsabilità. Dopo aver sostenuto gestioni che hanno prodotto un dissesto finanziario non ancora risolto, portato al degrado la macchina comunale, lasciato la città nel più completo abbandono, ora si pretende di poter sparare a zero su chi deve affrontare una situazione drammatica che fa tremare le vene ai polsi. La realtà è troppo seria per consentire infantilismi, pressapochismo, strumentalizzazioni, sciacallaggi. L’amministrazione nei prossimi giorni sarà impegnata a trovare con il Tribunale e con la Regione una strada praticabile per utilizzare il finanziamento già disponibile. Speriamo si possa concordare di procedere preventivamente ad una integrazione delle indagini esistenti e poi, sulla base di questa verifica completa di sicurezza, realizzare l’intervento parziale più appropriato con il finanziamento disponibile del primo lotto e contemporaneamente progettare in modo consapevole l’intervento del lotto conclusivo, sul quale va avviato subito un confronto con la Regione per trovare il modo di finanziare l’intervento completo con il bilancio regionale del 2020. Nel frattempo vanno verificati anche gli effetti del maggiore carico che in questi mesi di chiusura del ponte nuovo sta sopportando il vecchio ponte e sulla base dei risultati chiedere un intervento dello stesso Ministero delle Infrastrutture. Come si vede c’è poco da scherzare e da strumentalizzare. La situazione è drammatica. Si metta da parte la cialtroneria. E’ il momento del confronto costruttivo. Chi ha idee e proposte valide, chi ha la possibilità di aiutare il difficile lavoro dell’amministrazione si faccia avanti. Capua è in ginocchio ma ha anche le potenzialità per risollevarsi. Serve però una politica più matura e più responsabile. Da parte di tutti.

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