Basta con la continua ricerca del capro espiatorio. Serve maturità

In questi giorni a Capua si vive una certa difficoltà a causa di una agitazione dei lavoratori della società che gestisce la raccolta dei rifiuti e dello stato di degrado di molte strade. Tutti conoscono le cause di questa difficoltà e quello che l’amministrazione sta facendo per superarle. Tutti sanno che abbiamo alle spalle venti anni di incuria e di malgoverno. Per i rifiuti la città fa parte di un ambito troppo piccolo di cui Capua non è capofila. La società di gestione è stata imbottita a dismisura di personale con i metodi noti ed oggi è in amministrazione controllata, quindi è tecnicamente fallita. La nuova amministrazione comunale ha aderito ad un nuovo ambito di gestione del ciclo dei rifiuti con Santa Maria Capua Vetere e altri comuni che servirà una popolazione di 100 Mila abitanti. Tra pochi mesi sarà tutta un’altra storia. Nel frattempo deve gestire al meglio il contratto con la Fanzarano. Un contratto che non ha partorito ma ereditato. L’assessore al ramo ha spiegato dalle pagine di questo blog quali sono le difficoltà. Interrompere un contratto con una società oggi gestita da un tribunale fallimentare non è cosa semplice. Sbagliare significa rischiare un contenzioso pericoloso sia per l’ente che per gli amministratori che devono decidere. Lasciamoli lavorare poi giudicheremo. Lo stato fatiscente delle strade è frutto di venti anni di mancata manutenzione. Anche coprire le buche costa e gli amministratori hanno sudato le famose sette camice per rastrellare nel bilancio di un comune in dissesto (non per loro colpa) 50000 euro. Poi per rispetto delle procedure hanno atteso l’esito di una gara. Lunedì cominciano i lavori di copertura delle buche. Sarà come rattoppare un vestito ormai logoro. Per risolvere il problema oggi servono diversi milioni. Nel bilancio non c è un euro. Si possono chiedere finanziamenti alla regione ma servono progetti esecutivi. Il personale del Comune è ridotto ai minimi termini e assunzioni non se e possono fare (per ora). Per affidare le progettazioni all’esterno bisogna indicare la copertura finanziaria che, come è noto, non c è. L’amministrazione ha ottenuto risorse dal fondo di rotazione per le progettazioni da parte del ministero. Sui pochi progetti disponibili ha chiesto e in parte già ottenuto finanziamenti. Sono in corso alcuni appalti e verrà il tempo di inizio dei lavori. Per distruggere ci vuole poco e a Capua si è distrutto molto per venti anni. Costruire è difficile quando non hai soldi e devi operare rispettando leggi e procedure. Basta pensare al ponte nuovo. Dopo aver ottenuto una variazione di bilancio dal consiglio regionale e un contributo per avviare i lavori (nei tempi necessari) ora si attende il dissequestro da parte della magistratura per partire. In questa situazione, in una città che per venti anni consecutivi ha votato male ( perché è chiaro che in democrazia lo scettro lo hanno gli elettori), vediamo e sentiamo critiche generiche a getto continuo. Le classi dirigenti non nascono sotto i cavoli. Sono lo specchio della società. Se vogliamo davvero che le cose cambino dobbiamo prima cambiare noi. Non serve la ricerca continua del capro espiatorio. Smettiamola. Lasciamo lavorare questo Sindaco e questa amministrazione e chi può dia una mano. Verrà il tempo per giudicarli. Nel frattempo facciamo tutti uno sforzo per diventare più maturi. La democrazia vive e si alimenta con la responsabilità di tutti.

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