Adagio piano fino alle presidenziali USA

Dopo un 2019 di crescita eccezionale per i mercati finanziari tutti ora si stanno già chiedendo cosa ci aspetta per il 2020. Per rispondere a questa domanda è fondamentale ricordare che quella crescita così forte si è manifestata nonostante il forte rallentamento registrato dall’economia globale, in gran parte legato alle tensioni commerciali tra Cina e USA. Una contraddizione spiegata dal pronto intervento delle Banche Centrali che hanno ricominciato a pompare liquidità nel sistema a tutta forza. Infatti, grazie ancora una volta alla politica monetaria, l’anno si avvia verso la conclusione registrando un blocco di questo rallentamento e una stabilizzazione dell’economia, segnalata dai recenti dati economici. Tuttavia i mercati tendono ad anticipare gli eventi e se hanno cominciato a correre quando tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2019, nonostante i segnali negativi dell’economia reale, hanno constatato che sia la FED che la BCE si apprestavano a riaprire alla grande i rubinetti della liquidità, perché sapevano che questo avrebbe in qualche modo fermato la caduta, ora non festeggiano affatto, perché sanno anche che più della stabilizzazione la politica monetaria non può fare. Insomma con una economia globale che nel 2020 suonerà un “adagio piano” i mercati non replicheranno di certo le performance del 2019 – che hanno consentito, oltre al recupero delle batoste arrivate nel 2018, un risultato più che soddisfacente. Al massimo potranno crescere moderatamente, pur oscillando tra l’alto e il basso in conseguenza delle notizie, certamente altalenanti, che continueranno ad arrivare dal fronte delle trattative tra le due super potenze. Trattative che difficilmente avranno un esito di rottura o di totale accordo prima delle presidenziali USA del prossimo autunno. Sarà l’esito di quelle elezioni a determinare la prospettiva. Perché l’economia possa tornare a crescere ad un livello accettabile è infatti necessario che alle politiche monetarie accomodanti si affianchino stimoli fiscali da parte dei governi. Stimoli molto robusti perché serve la massa critica necessaria non solo per dare all’economia la spinta giusta, dopo una batosta come quella della crisi del 2008, ma anche per affrontare la grande sfida posta dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici che rappresentano una minaccia seria per il futuro dell’umanità da sconfiggere ora o mai più. Purtroppo, nonostante l’estrema gravità dei rischi, non si scorgono all’orizzonte le condizioni affinché si possa sperare in un nuovo ordine internazionale in grado di farci uscire dal caos prodotto da una globalizzazione sregolata guidata solo dalla logica del profitto e dell’individualismo. E’ infatti evidente che lo sforzo enorme richiesto ai governi è praticabile solo se lo si concerta a livello internazionale. Ma fino a quando negli USA ci sarà un Trump, che si muove nella direzione opposta, e l’Europa continuerà ad essere un progetto incompiuto, non ci potrà essere una vera e fondata speranza. È probabile che il pericolo di recessione che ha colpito la Germania spinga i tedeschi ad abbandonare la storica ossessione per il pareggio di bilancio. Se ciò avverrà sarà possibile veder partire questo piano da 50 miliardi per l’economia verde ipotizzato dal ministro delle finanze e forse prenderà forma anche il piano di investimenti da 1000 miliardi per progetti sostenibili in Europa, di cui si parla da quando si è insediata alla presidenza della Commissione Europea la Von der Leyen. A quel punto l’Europa potrà sperare di tornare ad un livello di crescita accettabile. Tuttavia per vedere un Europa in grado di pesare nello scenario globale – e contribuire con le due altre potenze continentali a ripristinare un governo pubblico dell’economia – servirebbe una effettiva integrazione politica fino ad un vero stato federale, che al momento non si scorge all’orizzonte. Insomma il 2020 per i mercati sarà un “adagio piano” che garantirà un galleggiamento ma nulla di più. Per capire se si determineranno le condizioni per tornare a sperare in una tranquilla e serena navigazione si dovrà aspettare necessariamente il prossimo autunno.