Per Salvini una vittoria di Pirro

Intorno al 280 a. C. Pirro re dell’Epiro sconfisse i Romani a Eraclea e ad Ascoli Satriano. Tuttavia il suo esercito subì perdite tali da determinarne la sconfitta definitiva. Non è azzardato prevedere che andrà così anche per Salvini. Ha ottenuto un risultato straordinario facendo della lega – che era una forza significativa ma concentrata nel solo Nord – il primo partito italiano con una percentuale da capogiro (nella storia repubblicana raggiunta solo dalla DC e dal PCI e cioè dalle due grandi forze intorno a cui ha ruotato tutto il sistema politico nella prima fase della Repubblica fino a tangentopoli). Lo ha fatto sapendo cavalcare l’ondata populista e nazionalista che ha scosso tutto l’Occidente dopo la Grande Crisi del 2008, approfittando della difficoltà di leadership della parte più moderata della coalizione di centro destra (un Berlusconi ormai al tramonto anche per ragioni anagrafiche) e cannibalizzando l’ingenuo e sprovveduto alleato di governo. Ora però si ritrova senza il vecchio centro destra (spazzato definitivamente via) e leader indiscusso di una nuova destra estrema che mai in questo paese aveva raggiunto tali livelli di consenso dai tempi del fascismo. Ma proprio qui sta il suo tallone di Achille. Infatti Salvini ora non ha più alibi. Deve attuare le promesse estreme che ha fatto al suo elettorato e cioè blocco totale dell’immigrazione e soprattutto un taglio drastico delle tasse. Deve cioè fare il miracolo ma per questo non bastano comizi e conferenze stampa con il crocifisso in mano. In Europa l’ondata nazionalista è fallita. Nessuno farà sconti all’Italia salviniana (in realtà non ne avremmo avuti neppure se quell’ondata fosse passata perché avrebbe segnato la fine dell’Europa e il si salvi chi può). E in estate si dovrà mettere mano ad una manovra lacrime e sangue per tentare di porre riparo ai danni causati dalla prima finanziaria allegra del traballante governo gialloverde. Altro che flat tax. Il re è nudo. Ci porterà fuori dall’Europa e ci farà fare la fine della Grecia? O si smentirà e deluderà i suoi elettori? Altre strade non ci sono. In entrambi i casi è destinato a fare la fine di Pirro. Il modo in cui vinci le elezioni segna sempre l’esito della prova di governo. E per la lega è certo che è stato toccato il punto più alto della parabola dal quale comincia la fase discendente.

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