I due vicepremier come Stanlio e Ollio

Ricordate la frase di Oliver Hardy?: “Il mondo è pieno di persone come Stanlio e Ollio. Basta guardarsi attorno: c’è sempre uno stupido al quale non accade mai niente, e un furbo che in realtà è il più stupido di tutti. Solo che non lo sa”. Lo scambio di battute tra Di Maio e Salvini, dopo l’ approvazione del DEF in Consiglio dei Ministri, mi ha fatto ricordare questa celebre coppia di comici che ci ha fatto sbellicare dalle risate. Come è noto – nonostante il documento in questione ammette la triste situazione di un paese in recessione nel quale aumentano solo deficit, debito pubblico e disoccupazione – i due polemizzano sull’obiettivo dell’ estensione della flat tax alle famiglie di lavoratori dipendenti. In realtà una flat tax non è stata ancora introdotta nel nostro sistema fiscale, se non per la tassazione degli utili delle società. Eppure si ipotizza proprio una “estensione” di questa tassa dai lavoratori autonomi al lavoro dipendente. A ben vedere i due in realtà parlano di una riduzione della prima aliquota IRPEF per i redditi delle famiglie dei lavoratori dipendenti fino a 30000 euro da praticare nel 2020. Proprio come è accaduto nella finanziaria 2019 per le partite IVA con fatturato fino a 60000 euro. Perché allora parlano di flat tax? Se si analizza nel dettaglio lo scambio di battute cui accennavo in premessa si può spiegare l’arcano. Di Maio, infatti, afferma di non essere del tutto d’accordo con Salvini perché i 5 stelle vogliono “una flat tax progressiva” in modo tale che “non favorisca solo i ricchi”. E in questo passaggio, c è poco da fare, Di Maio ricorda Stanlio che è l’ emblema dello stupido cui, tuttavia, non accade mai niente. Ma ecco Salvini ricordargli che la flat tax è una “imposta piatta” e in quanto tale non può essere progressiva. E aggiunge, dal momento che nel contratto di governo si parla proprio di flat tax, si deve fare come la Lega vuole. Si può non condividere il fine ma indubbiamente il personaggio dà l’ impressione di essere una persona che almeno sa di cosa parla. Ma quando poi gli chiedono come pensa di finanziare una misura così costosa, visto che di soldi nel DEF non se ne vedono neppure per evitare il previsto aumento dell’ IVA, ecco che lui risponde: con i soldi che arriveranno “dalla crescita”. Peccato che poco prima di rilasciare questa dichiarazione ha votato a favore di un documento nel quale si riconosce che nel 2019 la crescita del PIL non sarà dell’ 1%, come avevano previsto a dicembre, ma dello 0,1 oppure, nella migliore delle ipotesi, dello 0,2, con tutte le conseguenze che questa dichiarazione comporta per riportare in linea i conti pubblici. Ditemi voi se non vi ricorda Ollio, il furbo che combina un sacco di guai perché è il più stupido di tutti ma non lo sa. Peccato che in questo caso c è poco da ridere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...