Il DEF del governo tra ammissione degli errori e nuove promesse elettorali

Sono state approvate dal governo le linee guida del Documento di Economia e Finanza posto a base della finanziaria per il 2020. In esse c’è una ammissione importante: quella di aver sbagliato tutte le previsioni su crescita, deficit e debito. Insomma, dopo aver etichettato come gufi e nemici dell’Italia coloro i quali avevano messo in guardia da quelle che apparivano chiaramente fin dall’inizio pericolose illusioni, hanno preso atto, come se nulla fosse, che il PIL nel 2019 non segnerà un più 1% ma al massimo un modesto 0,2%. Di conseguenza il deficit del2019 non sarà del 2.04 ma del 2.4 e il debito, anziché segnare una timida riduzione, arriverà al 132,7 del PIL. Fatta questa premessa il governo si impegna a “congelare” 2 miliardi di spesa della Amministrazioni centrali, come previsto dalle clausole di salvaguardia concordate con l’Europa. Non si sa su quali capitoli si faranno questi tagli ma di certo non basteranno a riportare i conti in linea con gli impegni assunti con l’Europa. Purtroppo non è questo il solo “buco” del DEF. Infatti il governo ribadisce l’impegno a non aumentare l’IVA e ad estendere la “flat tax” ai redditi delle famiglie dei lavoratori dipendenti fino a trentamila euro. Una misura quest’ultima presentata come un aiuto ai “ceti medi”. Ma (a parte l’incongruenza di definire un taglio delle tasse per i redditi più bassi come flat tax – che ha tutt’altro significato – e “ceto medio” le fasce più povere) dove si prenderanno gli oltre 40 miliardi necessari per finanziare queste due misure? E come si pensa di fare fronte all’aumento della spesa pensionistica che nel 2020 – oltre a fare fronte per tutto l’anno alle pensioni della quota 100 maturate nel 2019 – dovrà coprire anche la spesa per la quota 100 che maturerà l’anno prossimo? Come è possibile coniugare questi consistenti aumenti di spesa con l’obiettivo dichiarato di voler rispettare i parametri europei? Insomma il lupo perde il pelo ma non il vizio. Da un lato prendono atto degli errori commessi, che hanno contribuito ad affossare l’economia del Paese, dall’altro continuano a fare promesse elettorali impossibili, che dopo le elezioni europee si tradurranno o in una nuova finanziaria irresponsabile e demagogica, destinata a portare l’Italia definitivamente allo sfascio, o in una colossale presa per i fondelli degli italiani. Come si fa a sostenere che sia possibile al tempo stesso: non fare manovre correttive, tagliare le tasse, evitare l’aumento dell’IVA, aumentare la spesa e rispettare i parametri europei su deficit e debiti? Il Paese si farà nuovamente sedurre dal canto delle sirene e darà ancora credito a questi cialtroni? Speriamo di no.

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