L’opposizione c’è ma serve un progetto credibile

Le due manifestazioni molto partecipare di oggi – quella del PD a Roma contro la manovra demagogica del governo e quella antirazzista di Milano – dimostrano che, in una parte significativa del Paese, c’è consapevolezza della pericolosa deriva verso cui ci sta spingendo l’alleanza di governo tra la destra nazionalista e razzista e il qualunquismo demagogico dei 5 stelle. Tuttavia non basta una opposizione contro che sia priva di una proposta credibile per. Se qualcuno crede si possa incrinare il consenso ancora maggioritario di cui gode questo governo, limitandosi a mobilitare i ceti sociali preoccupati di un rischio Argentina per l’Italia e le tante sensibilità culturali che non accettano la regressione civile in atto, si sbaglia di grosso. L’ondata di destra che attraversa l’Occidente è alimentata da un malessere diffuso, prodotto da una globalizzazione sregolata – che ha devastato la parte più debole della società e le stesse classi medie – e dalla incapacità delle vecchie classi dirigenti, dei governi nazionali, degli organismi europei e internazionali preposti al governo dell’economia, di trovare un rimedio al liberismo che ha favorito le grandi concentrazioni economiche e finanziarie, lasciando la stragrande maggioranza della società priva di tutele e di futuro. Certo la risposta dei nazionalisti alimenta solo l’illusione di poter ritrovare sovranità democratica e sicurezza ritornando a chiudersi dentro i vecchi confini. Tuttavia coglie una esigenza reale e fortemente avvertita: bisogna ricongiungere politica e potere e ritrovare la sovranità democratica perduta. A questa esigenza una opposizione che vuole farsi alternativa di governo deve rispondere non solo denunciando l’inconsistenza delle politiche di destra ma soprattutto indicando una strada credibile. Non serve perciò aggregare tutte le forze che sono contro questo governo. Occorre, invece, aprire un confronto di merito con quelle forze convinte che l’unica prospettiva in grado di ricostruire il primato della politica e della democrazia, di dare credibilità alla lotta alla disuguaglianza è far avanzare, qui ed ora, la costruzione di un vero stato federale europeo. È dentro l’orizzonte europeo che vanno ricostruite alleanze, proposte programmatiche, mobilitazioni, iniziative politiche e sociali di breve e medio termine, per rendere evidente che è ben altra la strada per governare i grandi cambiamenti del nostro tempo e restituire sovranità al popolo. L’opposizione che oggi si è manifestata nelle piazze non ha molto tempo per compiere questo salto di qualità.

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