Jeans Levi’s e Harley Davidson: oggi è la volta della risposta europea ai dazi di Trump

Nelle prove di guerra commerciale globale, dopo il botta e risposta di ieri tra USA e Cina, fa oggi il suo ingresso anche l’Unione Europea che ha deciso di imporre dazi su diversi prodotti USA, a partire dai jeans Levi’s e dalle famose Harley Davidson, in risposta a quelli che Trump ha fatto partire su alluminio e acciaio. Per il momento si tratta di una risposta limitata a soli 3000 miliardi di vendite USA, nel tentativo di lasciare ancora un filo di dialogo aperto, ma è chiaro che se Trump risponderà, come aveva preavvertito, con i dazi sulle auto europee sarà molto difficile fermare l’escalation. Le borse, dopo le cadute di ieri, al momento rimangono calme. Gli operatori vogliono ancora credere che Trump stia solo facendo la voce grossa per chiudere in tempi brevi un accordo a lui conveniente, in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre.  Le conseguenze di una vera e prolungata guerra commerciale sarebbero così catastrofiche per la fragile crescita globale che si preferisce esorcizzarla. Tuttavia può essere molto pericoloso continuare a credere che le prospettive considerate improbabili, proprio per la loro palese sconvenienza, alla fine sono destinate a non tradursi in realtà. Quello che accade da un paio di anni dimostra il contrario. Chi avrebbe scommesso sull’esito del referendum sulla Brexit o sull’elezione di Trump alla presidenza della prima potenza economica e militare mondiale? E quante volte abbiamo sentito dire che alla fine gli USA sono un Paese dotato di pesi e contrappesi tali per cui avrebbero trovato il modo di tenere sotto controllo gli eccessi di un presidente così estremista? Eppure alla fine siamo arrivati ai bambini divisi dalle famiglie e messi in gabbia ai confini con il Messico, ai dazi non solo annunciati ma praticati verso la Cina – e addirittura verso alleati come l’Europa e il Canada -, allo spostamento dell’ambasciata USA a Tel Aviv che ha alimentato il fuoco mai spento nell’area più calda del mondo. La verità è che il momento è davvero gravissimo e senza una iniziativa capace di far sentire  con forza anche la voce di quella parte dell’opinione pubblica consapevole, che non si fa incantare dalle sirene populiste e nazionaliste, gli esiti peggiori sono scontati.

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