Nel contratto il no euro c’è. Premier ai 5 stelle in cambio del programma alla destra

Tra le infinite bugie che hanno detto i 5 stelle in questi primi mesi di “non legislatura” l’ultima è quella dell’annunciata scomparsa dal contratto di governo con la lega dell’uscita dell’Italia dall’Euro. Basta scorrere le 40 pagine del programma per accorgersi che non è così. A pagina 36, all’articolo 38, che ha come titolo “Unione Europea”, è scritto tra l’altro: “Con lo spirito di ritornare all’impostazione pre Maastricht … si ritiene rivedere, insieme ai partner europei, l’impianto della governance europea (politica monetaria unica … )”. Ora tutti sapete cosa c’era prima di Maastricht. ma per chi lo avesse dimenticato dovrebbe bastare quel passaggio. Cosa vuol dire rivedere la “politica monetaria unica”?. Senza una politica monetaria unica, infatti, non può esserci moneta unica. Ma è tutto l’articolato che porta a questa conclusione. Infatti senza il ritorno alla moneta nazionale e al controllo del governo sulla moneta è tutto l’articolato a risultare irrealizzabile. Basta considerare che i punti fondamentali sono tutti presi pari pari dal programma della coalizione di centrodestra, nella versione più oltranzista della lega. Dalla flax tax con le due aliquote ( 15% secco per le società e dal 15 al 20% per famiglie e partite iva in base al reddito), pugno duro con gli immigrati e chiusura dei campi Rom, difesa in casa sempre legittima, pene più dure e più strutture carcerarie, via le sanzioni alla Russia di Putin, eliminazione della Fornero, eliminazione di alcune accise sulla benzina, condono fiscale (anche se mascherato ma non troppo). I cinque stelle hanno avuto il contentino del reddito di cittadinanza, però a tempo. In realtà è un reddito di inserimento di 780 euro mensili a persona che si perde dopo aver rifiutato tre proposte di inserimento al lavoro in due anni. Dove si possono trovare i soldi per fare tutto questo se non attraverso l’uscita dall’Euro e la stampa di moneta da parte dello stato? Chi ha letto con pazienza il “contratto di governo” ha anche trovato una ulteriore conferma di quel che affermo. A pagina 10 all’articolo 7, dal titolo “debito pubblico e deficit”, si legge testualmente che “il finanziamento delle proposte oggetto del presente programma” avverrà “attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la gestione del debito e un appropriato ricorso al deficit”. Più chiaro di così si muore. Chi ha un minimo di conoscenza dei meccanismi e delle cifre della spesa pubblica italiana sa bene che attraverso la revisione della spesa si può ricavare poco meno del 10% delle risorse necessarie per attuare quanto inserito nel contratto di governo. Insomma alla fine Salvini può più che giustificare davanti al suo partito la concessione ai cinque stelle del presidente del consiglio. In ultima analisi il programma è tutto il suo: una riforma fiscale per togliere ai poveri e dare ai ricchi, concedendo in cambio ai ceti medio bassi un pochino di assistenza e la promessa del pugno di ferro verso migranti e piccola delinquenza e un contentino ai noTav e noVax. Qualcosa di molto simile accadde già negli anni 20 con Mussolini e con il fascismo. Come volevasi dimostrare il qualunquismo alla fine finisce sempre per aprire le porte del governo alla destra più estrema. Chi voleva il cambiamento sarà accontentato. Come si sa c’è cambiamento e cambiamento. Anche il ritorno al passato più buio è un cambiamento rispetto all’attualità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...