Consultazioni: Francia o Spagna purché se magna ?

Come era prevedibile le consultazioni al Quirinale si sono concluse senza esito alcuno. Le posizioni delle forze politiche sono lontane e serve altro tempo. Queste le dichiarazioni di Mattarella che ha convocato un nuovo giro di consultazioni per la settimana entrante. Ma è facile prevedere che sarà un nuovo nulla di fatto. Basta pensare alle sorprendenti dichiarazioni di Luigi Di Maio che è opportuno riportare testualmente: “Un contratto di governo si può sottoscrivere o con la Lega o con il PD. Questi sono i due interlocutori, ed è chiaro che sono due soluzioni alternative” …  “Noi proponiamo a quelle due forze politiche un contratto sul modello tedesco perché si impegnino di fronte agli italiani sulle cose da realizzare”. E aggiunge: “ci rivolgiamo al PD nella sua interezza” mentre chiarisce di non considera il centrodestra una coalizione perché i partiti che lo compongono hanno presentato tre posizioni diverse e Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno programmi opposti ai suoi. Anche volendo sorvolare sul punto fermo della presidenza del Consiglio a Di Maio e sull’esclusione di Forza Italia, che la Lega al momento non accetta, queste dichiarazioni dimostrano lo stato confusionale dei 5 stelle. Loro possono legittimamente sostenere di non essere né di destra né di sinistra. Tuttavia non possono pretendere di proporre lo stesso programma a due forze politiche che su molte questioni esprimono posizioni opposte, dopo aver escluso di poter discutere con altri due partiti alleati con la lega perché hanno programmi diversi dal loro. Insomma i programmi contano o no?  Di Maio dice che le due soluzioni sono alternative. Questo vuol dire che sono disponibili a sposare indifferentemente le posizioni dell’uno o dell’altro purché siano affidate a loro le poltrone di comando? Una sorta di “Francia o Spagna purché se magna”? Sarebbe l’ammissione definitiva di un interesse esclusivo per le poltrone e di una indifferenza programmatica praticata dopo aver giurato mille volte sul loro interesse esclusivo per le cose da fare che migliorino la vita degli italiani. Ma come ritengono si possa migliorare la vita agli italiani? Rifiutando l’immigrazione come dice la lega o governando il fenomeno d’intesa con gli altri Paesi europei come propone il PD? Varando la flax tax come dice Salvini o concentrando le risorse sulla riduzione del costo del lavoro e quindi del cuneo fiscale come dice il PD? Potrei continuare quasi all’infinito. Chi propone un contratto ha il dovere di dire chiaramente qual’é l’articolato. Una cosa su questo punto è certa. Il presidente Mattarella vuole fermamente che si parta dal rispetto degli accordi europei. Dunque i programmi elettorali possono essere strappati. Quello dei cinque stelle costa 108 miliardi (dal reddito di cittadinanza, al superamento della Fornero e tutto il resto). Con le coperture finanziarie proposte se ne recuperano a mala pena 48 (pur dando per buoni tanti tagli proposti a partire da quelli che eliminano le agevolazioni fiscali che tanto buoni non sono). Dove si trovano gli altri 60 miliardi dovendo rispettare i parametri europei? Un contrato alla tedesca, per dirla con Di Maio, presuppone una base di discussione seria e realistica. Allora bisogna dire come si vuole scrivere il documento di bilancio per il 2019 che a fine aprile va presentato all’Europa. Primo trovare 12 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’IVA e poi individuare le poche altre risorse che è possibile recuperare e dire su quali priorità concentrarle. Un programma di governo non può essere un elenco di buone intenzioni ma una rigorosa selezione di priorità. Il PD ha presentato con chiarezza i 4 punti su cui si batterà in questa legislatura: taglio al costo del lavoro, raddoppio del reddito di inclusione già approvato da Gentiloni, gestione del fenomeno migratorio, rafforzamento del quadro internazionale (che significa più integrazione europea).  Il tutto nel rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici. Se i 5 stelle vogliono fare seriamente devono scegliere. Se la lega davvero non ci sta a tener fuori il resto della sua coalizione e quindi  vogliono discutere con il PD devono partire da qui per vedere dove si può arrivare. Lo faranno? Io non credo. Mi farebbe piacere essere smentito perché significherebbe che davvero quel movimento vuole chiudere con la fase della demagogia e provare a governare. In ogni caso la smettano di giocare sulla pelle degli italiani che dicono a parole di voler tutelare. Il Paese non può perdere tempo. Siano trasparenti davvero.  Se non c’è un governo si torni a votare a giugno. E’ il male minore.

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