Proposta al Sindaco e al Consiglio Comunale di Capua: concessione d’uso dell’ex Convento dei Gesuiti all’Università. Coroniamo il sogno del compianto Lucarelli e dei capuani di buona volontà

Capua è una delle città maggiormente beneficiate dal processo di razionalizzazione dell’area metropolitana di Napoli avviato dopo il terremoto del 1980: l’Università, il CIRA e la Scuola Militare ne sono il segno evidente. Purtroppo Capua è anche la città delle troppe occasioni perdute. Ma per raccontarne la storia non basterebbe lo spazio di un blog. Meglio limitarsi a segnalare che è ancora possibile lavorare per evitare che almeno alcune delle occasioni perdute non rimangano tali per sempre. E’ il caso del progetto originario del Consiglio della Facoltà di Economia di Napoli (dalla quale nacque per gemmazione la facoltà di Economia di Capua un anno prima dell’avvio della istituzione del II Ateneo Universitario metropolitano) di localizzare la sede definitiva della facoltà di Capua “nell’insieme costituito dai due ex complessi conventuali dei Gesuiti e delle Dame Monache”. Non voglio fare qui la storia dei provvedimenti governativi e regionali che portarono, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 al secondo polo universitario metropolitano di Napoli. E’ il caso però di ricordare cosa avvenne subito dopo la tormentata decisione del consiglio regionale della Campania nel settembre del 1991 di localizzare a Capua la facoltà di Economia, che secondo il decreto ministeriale avrebbe dovuto avviare le proprie attività a partire dall’anno accademico 1992/1993. Lo lascio raccontare dal compianto Preside di quel tempo della Facoltà di Economia di Napoli, Francesco Lucarelli, al quale la città di Capua deve molto. Ecco un passaggio del suo intervento all’inaugurazione del primo anno accademico della nuova facoltà nel 1992, pubblicato sul numero 26 del 1993 della rivista “Capys”, a quel tempo diretta dal suo fondatore, il preside Rosolino Chillemi: “Non posso dimenticare i 35 docenti che oggi, sia pure in veste di supplenti, sono impegnati in un disegno sociale, economico, evolutivo  di questa splendida città. Io la conoscevo in parte fino ad una mattina del settembre 1991. In quel giorno mi sveglio alle 7.30, prendo “il Mattino” e apprendo che la facoltà di Economia e Commercio è stata assegnata a Capua. Immediatamente attraverso la SIP mi faccio dare il numero telefonico  del Comune e alle ore 8.20 telefono a Capua. Fatto strabiliante trovo al suo posto un assessore, il prof. Paolo Affinito, delegato all’istruzione pubblica. Già questo per me fu un segno che mi tranquillizzò. In quella stessa mattina, dopo un breve incontro a Napoli, mi precipitai con l’assessore a Capua, Da quel momento è cominciato un rapporto di collaborazione straordinario con le amministrazioni che si sono succedute … Da quel giorno abbiamo cominciato a lavorare in maniera parossistica, come dei buldozer … Abbiamo avuto a disposizione questa struttura dell’Istituto Magistrale, abbiamo sfondato pareti, ricavato in pochi giorni un’aula da 250 posti, utilizzando i corridoi, altri accessi, con un lavoro veramente incredibile, perché i primi finanziamenti sono stati forniti dall’amministrazione comunale … per consentire l’avvio che è avvenuto il 13 gennaio scorso. Un avvio immediatamente positivo, 220 studenti immatricolati al primo anno e in gran parte trasferiti da Napoli e da Cassino, segno di interesse e della centralità che veniva ad assumere questa facoltà”. Come si vede non è vero che il nostro comune è stato sempre inefficiente. Ma lasciamo stare. Vi risparmio la storia, che portò alla costruzione della nuova sede nello splendido complesso di Santa Maria delle Dame Monache che pure andrebbe scritta. Ciò che ora conta è che la nostra comunità, perse per sue responsabilità, l’occasione di attuare nel suo complesso quel piano originario, approvato dal Consiglio di Facoltà diretto da Lucarelli, che prevedeva un intervento per la trasformazione delle due ex caserme in sede universitaria, ipotizzando per l’ex Convento dei Gesuiti le funzioni dell’area scientifica, con aule di più limitata capienza, mentre per  l’ex convento delle Dame Monache un uso per l’area didattica e per i servii agli studenti. Per ben due volte tra il 2000 ed il 2007 il comune di Capua non volle trasferire il bene all’EDISU mediante la concessione d’uso dell’ex Collegio, che, non dimentichiamolo,  è di proprietà comunale, perdendo un finanziamento regionale di cinque milioni di euro. Altri erano i progetti del nostro comune per l’ex caserma, ma abbiamo visto che alla fine il risultato è stato il suo abbandono. Io credo che quel progetto originario può essere recuperato se finalmente questa città la smette di piangersi addosso e comincia ad occuparsi dei servizi e delle infrastrutture di importanza regionale e nazionale che pure sono stati localizzati sul suo territorio. Perché non proporre al II ateneo universitario la concessione d’uso gratuito del l’ex Collegio dei Gesuiti? Aspettiamo che il tempo faccia quello che per ora è stato impedito dai lavori di consolidamento realizzati tra il 1995 e il 2000 con finanziamenti regionali? L’occasione c’è: le Universiadi previste in Campania per il 2019 che coinvolgeranno anche le facoltà della provincia di Caserta e per le quali è in campo un importante finanziamento. Il mio appello al Sindaco , alla giunta e al consiglio comunale di Capua è di attivarsi per coronare il sogno che fu di Francesco Lucarelli e di tanti capuani di buona volontà. Capua vive certamente da tempo una situazione difficile ma ha anche le risorse su cui far leva per risalire la china.

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