Dati economici ancora positivi ma le borse non festeggiano più.Cresce l’incertezza politica

I dati sullo stato dell’economia mondiale continuano a migliorare. L’Europa è la maggiore novità del momento. Il prodotto interno lordo dell’Eurozona, infatti, ha registrato un incremento nel terzo trimestre del 2,5% anno su anno, superiore a quello degli Stati Uniti che è del 2,3%. L’altra novità viene dal Giappone, la cui economia è cresciuta, sempre nel terzo trimestre,  di un 1,4% annualizzato. Da anni non si registrava un periodo espansivo così lungo.  Queste novità segnalano come la crescita economica mondiale sia sincronizzata nei più grandi mercati: USA, Cina e Asia, Europa e Giappone. Segno che le politiche accomodanti delle banche centrali hanno dato ossigeno all’economia e che ora, se arrivano anche le politiche fiscali dei governi, si può davvero voltare pagina. Tuttavia la corsa delle borse mondiali, che ha caratterizzato l’intero 2017, se escludiamo lo storno estivo legato alle tensioni con la Corea del Nord, ha subito una battuta d’arresto nell’ultima settimana. Normale presa di beneficio o qualcosa di più? La verità è che accanto alla crescita della ripresa mondiale si registra anche la crescita dell’incertezza politica. Nel corso di quest’anno è stata forte la perplessità sulla tenuta della presidenza Trump negli USA, questione di cui ho ampiamente dato conto in diversi articoli del blog ai quali rimando la vostra attenzione. Anche sulla riforma fiscale presentata da Trump e lungamente attesa dai mercati si registrano non poche perplessità. Intanto ritorna anche l’incertezza sull’Europa. A distanza di circa due mesi dal voto la Merkel non è riuscita ancora a dare un governo alla Germania. Il partito liberale pare essersi definitivamente tirato fuori. La riproposizione della grande coalizione è stata esclusa con fermezza, fin dalle prime ore del dopo voto, dai socialdemocratici. L’ipotesi di un nuovo ricorso alle urne diventa, a questo punto, sempre più probabile. Nei primi mesi del 2018 si voterà, inoltre, in Italia e le prospettive sono tutt’altro che rassicuranti. Il PD incontra difficoltà a costruire una coalizione larga, vista la chiusura netta da parte di MDP. Sul centrodestra pesa l’ipoteca di una forza come la lega. Insomma non c’è uno schieramento in grado di ottenere i voti necessari per dare un governo al Paese mentre lega e cinque stelle porteranno in parlamento un numero consistente di parlamentari populisti. E’ normale che in questo contesto possa tornare la volatilità sui mercati. Se il processo di integrazione Europea invece di accelerare fosse messo in discussione sarebbero guai seri per una ripresa mondiale ancora fragile, nonostante l’indubbio miglioramento registrato nel corso dell’anno.

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