Non ci resta che piangere!

Con una larga maggioranza trasversale il parlamento è riuscito ad approvare una nuova legge elettorale che elimina quel mostro dell’Italicum uscito dalle modifiche della Corte Costituzionale. Tuttavia, anche se questa legge assicura lo stesso sistema elettorale alla Camera e al Senato, non riuscirà lo stesso a dare all’Italia una maggioranza politica chiara, mentre le segreterie dei partiti continueranno a nominare di fatto gran parte dei parlamentari. Con 1/3 dei parlamentari eletti con il maggioritario, i due terzi con il proporzionale e soglia di sbarramento per le singole liste al 3%, ciascuna delle tre coalizioni più forti rimarrà molto lontana dal numero dei seggi necessari per governare il Paese. Sia il PD, sia i 5 Stelle che il centrodestra, stando ai sondaggi, si attesteranno intorno al 30% ( tra il 26 ed il 34). Al momento è il centrodestra ad avere maggiori possibilità di arrivare primo. Nonostante le profonde divisioni tra i due maggiori partiti della coalizione, su questioni di primaria importanza, sono molto vicini ad una intesa, anche se spinti dalla sola convenienza elettorale. Seguono i 5 stelle, in netto calo di consensi dopo i deludenti esordi nelle amministrazioni locali, che hanno svelato l’inconsistenza di un disegno politico fondato sull’idea che da una crisi epocale, come quella che attraversiamo, si possa uscire con un elenco di proposte vaghe e demagogiche, una classe dirigente raccogliticcia, senza esperienza e senza amalgama culturale, guidata  da un vertice che mantiene il ferreo controllo del marchio, in barba a tutte le chiacchiere sulla democrazia digitale. Infine il partito di governo, indebolito fortemente dalla testardaggine del suo segretario, rimasto sordo a tutti i chiari segnali inviati dall’elettorato in diverse occasioni, che rischia di arrivare terzo. Anche le residue speranze sulla possibilità di tornare ad una larga coalizione di centrosinistra al momento sembrano chiudersi. Dopo l’inattesa apertura di Roberto Speranza, la fiducia posta dal governo anche al Senato sulla legge elettorale ha spezzato il tenue filo del dialogo, mentre l’assordante silenzio di Pisapia, di fronte a quest’ultima occasione, ha fotografato l’arenarsi del suo tentativo di resuscitare uno spirito ulivista. Ora, nel campo del centrosinistra, tutti attendono la certa sconfitta del pd in Sicilia, il prossimo 5 novembre, per provare a riaprire una prospettiva, anche se, il trionfo della pura tattica elettoralistica e l’assenza di un confronto serio su un programma di governo, non lasciano molto spazio alla speranza. A pochi mesi dalle elezioni politiche – anche se appare impossibile possa prevalere di forze antieuro, e questo è già qualcosa –  è quasi pari a zero la probabilità che l’Italia possa dare un contributo importante al processo di integrazione europea – unica strada per evitare che il nostro continente finisca ai margini di un mondo dominato dai grandi giganti continentali come la Cina e gli USA – attraverso un governo stabile e con un forte e convinto progetto. Non ci resta che sperare che l’asse franco/ tedesco, fondato sulla coppia Macron/Merkel, anche se di segno moderato,  riesca ad evitare le spinte nazionaliste e secessioniste, alimentate dalla folle vicenda catalana che rianima lo spettro di una balcanizzazione dell’Europa. Qualcuno dirà che questo ci passa il convento. A me, che nonostante tutto persevero con il cuore e con la mente  nella ricerca della sinistra che non c’è, la situazione richiama un film della grande coppia Benigni/Troisi: non ci resta che piangere.

2 commenti

  1. Ho pensieri disordinati… Ma e’ mattina presto.
    E se Mario e Saverio fossero dei 5 Stelle?
    Un bel film, senza dubbio. E se ricorda bene, ci fu una lettera che I personaggi di Troisi (Mario) e Benigni (Saverio…) indirizzarono direttamente a Savonarola. In quella lettera, diventata un cult al pari di quella di Toto’ e Peppino, gli sventurati si trovarono finalmente nella condizione di potersi avvalere del vantaggio di vivere in tempi passati a quelli a loro propri rivelando allo stesso Savonarola, direttamente si ma con rispetto, “con la loro faccia sotto i suoi piedi” le conseguenze truci dei comportamenti e predicamenti del prete impegnato all’epurazione della Chiesa cattolica dalle vanita’ umane.
    Ecco, Savonarola mi ricorda Mattarella ed I 5Stelle sono Mario e Saverio. Non firmare la legge. Non approvare… Rimandala al mittente, gridano disperati, ma con rispetto, I 5Stelle.
    Savonarola, nonostante l’opposizione del papa, continuo’ la sua opera, disobbedi’…
    Che fara’ Mattarella?
    Caro Mattarella,
    “o mente che scrivesti ciò ch’io vidi, qui si parrà la tua nobilitate” (avrebbe detto Dante). L
    autore del Mattarellum ora analizza il Rosatellum. E forse chi lo sa… magari gia’ il Presidente comincia a disobbedire… si fa sentire non firmando una qualche leggina sulle mine antiuomo. Eh si, “qui si parra la tua nobilitate”.

    Nel frattempo Grasso lascia. Se ne va. Non si riconosce nel PD… La sua nobilitate e’ ovvia.
    E davvero, chi potrebbe dargli torto. Dieci anni di vita ha subito 5 scissioni e vinto una elezione a “stramacchio”, si insomma, imbrogliando. Napolitano, l’ex mai ex presidente della repubblica di banane continua a scimmiotare colui che non e’ mai stato per “garantire la stabilita’”. E non importa se in questa cosidetta repubblica (si, con la minuscola, perche’ una melma cosi’ non merita la maiuscola dei padri fondatori) non ha piu’ niente di legale. Ma anche questo si sa, anzi, mia nonna lo sapeva gia: “si nasce comunisti per morire fascisti”. Nel suo caso, monarchici.
    “Gentiloni stai sereno” gli sussurra all’orecchio il bulletto Renzi. E lo fa dall’altare di una Chiesa. Incredibile, di in gusto cosi’ basso che se fosse vivo il Che, si sarebbe tolto la coppla per lanciargliela addosso. Ma comunque, non voglio tergiversare “Stai sereno che ti diamo la fiducia. Poi come da patti, te ne vai calmo calmo, zitto zitto.”. Magari in Francia, al fianco di Letta…
    E poi? Poi arriveranno I voti. Quelli che Renzi tirera’ fuori dal suo cappello magico da dietro il “boschetto” di Banca Italia…
    E c’e’ chi ci crede. Si insomma, c’e’ chi crede al ritorno candido di Berlusconi e chi crede a Renzi. Due face della stessa medaglia? Ma noooo. Sono la stessa identica faccia. Sull’altra parte della medaglia ci sono quegli italiani che li voteranno. Quelli che o sono come loro o ci vogliono diventare, insomma I mediocri.
    Non e’ neppure un bel film di serie B. Si insomma, almeno con Berusconi c’erano sussulti comici. Barzellette di dubbio gusto. Qui ora solo conati. Ma si sa, da quando e’ morto Troisi e’ morta tutta la comicita’ dell’improvvisazione.
    E allora, FORZA I 5STELLE… Sono esattamente cio’ che la sinistra merita. E poi a ensarci bene, sempre meglio di quei destroidi di Salvini, Meloni, La Russa che sbraitano e sbraitano. Ma qualcuno riesce a capire se sono parole o rumori gutturali… insomma, rutti?
    Si! Votero’ 5Stelle.
    Anzi di piu’, non votero’. Ecco, non votero’.
    Esercito il principale diritto che ogni persona deve avere per essere e sentirsi tale.
    Non votero’, perche’ continuo a ripetermi che io non sono cane, fedele seguace, servile accolito, discepolo ubriaco.
    Il diritto di non scegliere. Perche’ anche il non scegliere e’ una scelta.

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    • Sui 5 stelle la pensiamo diversamente. Nonostante tutte le colpe della sinistra sono portato sempre a scegliere il meno peggio per il Paese che per me in questo momento è tutto ciò che non sia d intralcio al già traballante processo di integrazione europea. Anche perché se si vuole ricostruire una prospettiva nuova lo si fa meglio se l’Italia non affonda del tutto e non fa affondare anche l’Europa. Altra cosa che ci divide è il giudizio su Napolitano che per me rimane un riformista lucido che ha chiara e forte la convinzione che nella crisi gravissima che attraversiamo la via maestra è quella di un vero Stato europeo. Ovviamente bisogna evitare di giudicare il Napolitano presidente della Repubblica come se fosse stato il capo del governo. Ha dovuto gestire la fase più acuta della crisi politica italiana che aveva portato lo spread alle stelle e l’Italia sull orlo del baratro. Lo h fatto rispettando il ruolo di arbitro che la Costituzione assegna al l’inquilino del colle più alto di Roma. Quanto al film non a caso ho scelto l’immagine di quel treno che può rappresentare al tempo stesso lo stato disastroso della locomotiva italiana ma, ripensando al film di Troisi e Benigni e a Leonardo che con quel treno aveva provato a mettere in pratica gli spunti ricevuto da chi era venuto dal futuro, anche la speranza è la fiducia nell’intelligenza degli uomini e delle donne, nel ruolo decisivo che gli intellettuali possono ritornare a svolgere per rimettere anche la politica italiana sulla giusta strada.

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