Si può fare … si è aperta una finestra di opportunità per l’Europa

Il Presidente Mattarella parlando in Finlandia ha pienamente colto la finestra di opportunità aperta dalle elezioni francesi e tedesche il cui esito, non scontato, ha bloccato l’avanzata populista che solo un anno fa, con la Brexit e Trump, sembrava inarrestabile: “si apre nuovamente il cantiere di avanzamento all’integrazione europea”. Una dichiarazione che segue i due fatti nuovi degli ultimi giorni. Nel suo importante discorso alla Sorbona, infatti, Macron ha messo sul tavolo, accanto alla ormai vecchia richiesta di un ministro unico delle finanze, una quantità di proposte davvero significative. Proposte che si muovono chiaramente nella direzione della costruzione degli Stati Uniti d’Europa: a) la nascita di una forza comune europea per combattere il terrorismo; b) un ufficio europeo per valutare insieme rapidamente il diritto di asilo e accogliere più degnamente, integrando, chi sbarca sulle nostre coste; c) una forza europea di protezione civile per difenderci insieme da catastrofi e cambiamenti climatici e una tassa sul CO2 per combattere le cause del riscaldamento della terra; d)un budget più sostanzioso per l’Eurozona ed un procuratore europeo che salvaguardi pratiche illegali affinché il mercato unico sia uno spazio di convergenza più che di concorrenza; e) una tassa sulle transazioni finanziarie che finanzi la creazione di una agenzia europea dell’innovazione. Un presidente del paese più nazionalista di tutti che assume posizioni così nette non è cosa di poco conto.  Se poi consideriamo che è già aperto un confronto nella UE su web tax e tassazione unica delle imprese appare più chiaro il rilievo del momento e l’importanza che può assumere, in questa fase, un forte movimento di opinione favorevole a questa prospettiva. L’altro elemento che decisivo per questa finestra di opportunità è certamente l’esito del voto tedesco. Infatti è evidente che ora la Merkel potrà spingere nell’unica direzione in grado di dare il colpo di grazia ai populismi: portare fuori dal guado l’Unione Europea. La Merkel ha già dimostrato sull’immigrazione che nei momenti cruciali sa assumersi le proprie responsabilità anche mettendo in conto tensioni con una parte del suo partito e del suo elettorato. Mi sono forse convertito alla politica di austerità di questi anni o alle timide richieste di flessibilità che arrivano dai governi nazionali? Assolutamente no. La mia idea di politica economica è più a sinistra di tutti. Ma perché l’attuale politica economica ispirata dalla Germania possa cambiare serve un vero Stato federale europeo senza il quale non rimane che il dominio del neoliberismo, delle multinazionali e della grande finanza. Sarebbe un errore imperdonabile se l’Italia non sfruttasse questa finestra e non lavorasse con decisione per l’unica prospettiva in grado di portarci fuori dalla crisi ed evitare il declino del nostro continente. Chi non lo comprende non è anti enstablishement e rivoluzionario. E’ solo rimasto con la testa agli anni settanta e non ha la minima consapevolezza del mondo nel quale vive. In sostanza è un conservatore.

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