Sotto il manto romano son finite le stelle “solitario il mio cuor disilluso d’amor”

Virgina Raggi licenza un altro assessore al bilancio. Mazzillo, terzo assessore al ramo in un solo anno di vita della giunta a 5 stelle, è stato il mandatario della sua campagna elettorale ma, qualche mese fa, aveva osato dichiarare: “Qui serve una svolta, continuando così andiamo a sbattere. Va a sbattere tutta la città”. Nel partito, proprietà escusiva di Grillo & Casaleggio, neppure un Grillino della prima ora ha il diritto di criticare. Anche se dice una verità incontestabile. Qual’è,  infatti, il bilancio di un anno di governo della capitale?  Tra dimissioni e siluramenti un continuo ricambio di assessori e dirigenti.  Ben tre assessori al bilancio, con un quarto che sta arrivando da Livorno, nonostante lo slogan elettorale della sindaca è stato “Roma ai romani”. Le penose vicende dell’assessora all’ambiente Paola Muraro e di quello all’urbanistica Paolo Bernini. Due capi di gabinetto e il vice capo di gabinetto Raffae Marra, protagonista di uno scandalo che ha coinvolto direttamente la sindaca. Quattro amministratori delegati dell’ azienda dei rifiuti AMA. L’amministratore delegato e il direttore generale dell’azienda dei trasporti ATAC. Il capo della segreteria della Raggi. In un anno su 227 ordinanze emanate due su tre riguardano nomine o revoche. Nessun problema risolto e la rinuncia ad ospitare le Olimpiadi del 2024 che ora si terranno a Parigi, dove già si lavora a riorganizzare i servizi della città. Roma non è un comune qualsiasi ma la capitale d’Italia. Il giudizio perciò non riguarda solo una amministrazione ma l’intero progetto dei 5 stelle. La dimostrazione che l’onestà non si rivendica prima ma si verifica sul campo. E soprattutto che l’onestà non basta ad un programma di governo, così come una classe dirigente non si improvvisa raccogliendo persone per strada o consultando curriculum inviati online. Dopo il guazzabuglio romano il pifferaio non ha più nulla di magico.  “Sotto il manto di stelle” è rimasta solo la disillusione. Prima il voto ai 5 stelle rappresentava la protesta, la richiesta di moralità,  la speranza che per voltare pagina poteva bastare un mero ricambio dei vecchi politici con l’uomo della strada. Ora nessuno può far finta di non aver capito. La politica è sempre lo specchio fedele della società. Il voto che raccoglieranno i 5 stelle nelle prossime elezioni politiche darà solo la cifra della crisi della politica e del livello di smarrimento della società italiana.

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