L’enigma estivo dei mercati si chiama Trump

Con le rassicuranti parole pronunciate di recente dalla Yellen anche l’ultima delle preoccupazioni che avevano riportato da agosto del 2015 grande volatilità sui mercati si può dire superata. I rialzi dei tassi in USA proseguiranno ma con tutta la prudenza necessaria. Molto probabilmente anche Draghi domani avrà toni rassicuranti. Le grandi banche centrali manterranno un atteggiamento accomodante e continueranno a fornire la liquidità che serve per tenere a galla l’economia globale. E come potrebbe essere diversamente? I rischi per l’economia cinese e per il prezzo del petrolio sono calati di molto già da tempo. La vittoria di Macron in Francia e i sondaggi sul voto politico di settembre in Germania allontanano il rischio politico in Europa. Certo rimane la frammentazione italiana ma anche qui le probabilità di un voto anticipato sono ridotte al lumicino. Sulla Brexit si è capito da un bel po’ che i tempi saranno lunghi perché diventi chiaro in cosa consiste davvero. Anche la situazione geopolitica è diventata meno incerta grazie alle pesanti sconfitte subite dall’ISIS. Insomma la grande paura di un nuovo 2008 si è allontanata. Il mondo non è uscito dalla crisi ma la situazione di bassa crescita, bassi tassi di interesse e bassa inflazione dovrebbe continuare a tenere a galla l’economia globale. Tuttavia c’è un nuovo enigma per i mercati. E questo enigma si chiama Trump: l’uomo arrivato nella sorpresa generale fino alla presidenza della prima potenza mondiale. Nei primi sei mesi ha smentito tutto ciò che aveva promesso in campagna elettorale. Ieri si è capito che non riuscirà neppure a smontare l’Obamacare, la riforma che ha esteso a 20 milioni di americani l’assistenza sanitaria. I proclami su immigrazione e protezionismo sono rimasti tali. E fin qui nulla di male. Certo ha ritirato il consenso agli accordi di Parigi (anche se nella visita a Macron ha riaperto la questione) ma Europa e Cina su questo punto tengono forte. Il problema è che anche sulle promesse del più grande taglio delle tasse della storia d’America e dei grandi investimenti in infrastrutture la sua credibilità è prossima allo zero. Intanto il Russiagate diventa un affare sempre più serio dopo la notizia dei due incontri avuti con Putin. Cosa farà quest’uomo nei prossimi mesi? E’ questo l’enigma estivo per i mercati.

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