Il manifesto di partecipazione dell’amministrazione comunale alla improvvisa scomparsa di Franco Fierro, lo saluta come “un protagonista instancabile della vita politica, sociale e culturale della città” negli ultimi sessant’anni e anche più. Definizione corretta ma forse non sufficiente a esprimere tutto ciò che ha rappresentato per Capua. Credo si possa dire che è stato un protagonista e partecipe di tutto ciò che è accaduto in città in ogni campo della vita pubblica negli ultimi settant’anni. Quando ho pensato a tutto ciò che Franco è stato ho creduto che fosse più semplice individuare le cose di cui non si è mai interessato. Poi mi sono accorto che sbagliavo perché non trovavo nessun campo, nessuna vicenda, nessun evento della vita cittadina di cui Franco non si sia occupato nel corso della sua vita. La sua presenza è registrata in tutti gli accadimenti intervenuti a Capua dagli anni Cinquanta in poi, per cui davvero possiamo dire che con lui se ne va un lungo arco di tempo della nostra storia. Nei tanti saluti che gli fono stati tributati in queste ore “online”, come ho scoperto aveva chiesto nelle sue ultime volontà, prevale il riconoscimento del ruolo politico e del suo amore per Capua. Certo Franco è stato un dirigente politico fin dagli anni della gioventù. Un socialista dalle profonde convinzioni, sempre coerente con gli ideali del socialismo “nella buona e nella cattiva sorte”. Socialista quando il PSI esercitava un ruolo forte nel sistema politico italiano, socialista nel momento della caduta, della marginalizzazione del suo partito. Un socialista nel vero senso della parola, nelle idee e nei comportamenti, sempre vicino alla vita degli ultimi, sempre impegnato nelle battaglie per l’emancipazione delle classi lavoratrici. Ma Franco è stato anche un amministratore di lungo corso della città: consigliere comunale dal 1966, più volte assessore, in diversi settori della macchina comunale, vicesindaco a metà degli anni Novanta. Da amministratore ha svolto diversi ruoli: spesso all’opposizione, più volte in maggioranza. Ma sempre con lo stesso approccio propositivo, sempre attento agli interessi della città, sempre per e mai contro. La politica è stata certo una sua grande passione. Ma Franco è stato anche molte altre cose perché ha vissuto pienamente inseguendo tutte le sue passioni. Franco è stato uno sportivo e un dirigente di associazioni sportive. Giovane portiere della squadra di calcio del Capua e poi dirigente della società calcistica, sempre vicino alla società pugilistica Beniamino Ferrone, prima con Franco Maciariello e poi con Diego Giacobone. Franco è stato un giornalista a tutto tondo: era lui, insieme a Carlo De Vivo, a pubblicare il Crogiolo, giornale della sezione socialista di Capua e poi Block Notes, unico giornale di carta stampata rimasto ancora attivo in città, autore di libri propri e promotore della pubblicazione di libri di autori locali. Fondatore e anima di Rete Capua, televisione libera che è stata il principale punto di riferimento dell’informazione cittadina per diversi decenni. Franco è stato un organizzatore di eventi: “la ribalta della canzone Capuana”, i Carnevalini d’oro per i più piccoli, il Ferragosto sulla riviera organizzato con Diego Giacobone, tanto per citarne alcuni. Franco è stato sto un presentatore perché ha presentato sempre la gran parte e degli eventi che ha organizzato. Franco è stato un compositore. Ieri il dottore Ugo Picillo, che ha avuto anche lui un passato di musicista, mi ha riferito che conserva gelosamente gli spartiti, scritti rigorosamente a mano delle canzoni composte dal trio: maestro Acunzo, Franco Fierro e Ugo Picillo. Franco è stato un insegnante amato dai suoi alunni perché anche quello che era il suo lavoro, la sua unica fonte di reddito di una vita certo non agiata dal punto di vista economico, l’ha vissuto con passione. Dimentico certamente qualcosa perché è evidente a tutti a questo punto che Franco Fierro è stato un vulcano di idee ed una eruzione permanente di iniziative e di attività in tutti i campi della vita cittadina. Un cittadino attivo esemplare, partecipe di tutto, sia delle iniziative che lo vedevano primo attore sia di quelle organizzate da altri, alle quali dava una mano anche svolgendo le mansioni più umili. L’ultima volta l’ho visto aiutare i dipendenti comunali a spostare le transenne in piazza dei Giudici. Insomma Franco si è interessato di tutto ciò che riguardava Capua ma non è stato mai un solista. Ha sempre cercato di coinvolgere tutti, ha sempre promosso la partecipazione dei cittadini, ha sempre alimentato il protagonismo delle persone di qualsiasi età, a partire dai bambini, ha sempre provato a fare emergere i talenti nascosti di ciascuno. Franco è stato l’amico di tutti, senza distinzione di orientamento politico e di ceto sociale. Franco è stato una delle anime di Capua al punto che io non riesco ad immaginare le nostre piazze e le nostre strade senza Franco Fierro. Franco è riuscito a vivere come voleva ed anche a morire come avrebbe voluto: improvvisamente in un attimo senza accorgersene, mentre usciva dal bar parlando con amici, cadendo nella strada, il Corso, che lui preferiva, mentre mostrava il numero speciale del suo Block Notes dedicato all’Ottantesimo anniversario del bombardamento del 9 settembre del 1943, che voleva distribuire durante la commemorazione a cui teneva molto, anche perché all’età di 4 anni aveva perso suo padre, sottufficiale dell’Aeronautica militare, sotto quelle bombe, mentre prestava servizio nell’aeroporto Oreste Salomone. Ci saranno altre sedi e altri momenti per riflettere sull’eredità che lascia a tutti noi. Ora è giusto fermarsi qui. Franco ha chiesto un funerale sobrio. Voglio perciò a questo punto esprimere la vicinanza mia e di tutta l’amministrazione alla moglie, ai suoi figli, a tutti i parenti e a tutti i suoi cari. Noi non lo dimenticheremo. Capua non lo dimenticherà. Io voglio salutare Franco ricordando una cosa che mi ha ripetuto più volte nel corso della nostra antica amicizia e comune militanza nella sinistra: “quando morirò potete scrivere sulla lapide della mia tomba solo il mio nome e cognome e una parola: Franco Fierro… amo’ .. “. Non so fino a che punto scherzasse. So pero’ che io oggi sento il dovere di dirgli grazie, non solo a nome mio ma di tutta la città. Grazie Franco. Grazie per l’amore, la passione, l’impegno, la dedizione totale che hai donato alla nostra Capua. Ora riposa in pace.
