Discorso generico e ambiguo che rinvia sine die le promesse elettorali

Nel suo intervento alla camera Giorgia Meloni ha affermato di voler essere giudicata in base a ciò che dice e che fa. Ovviamente al momento possiamo giudicare solo ciò che dice e devo dire che è di una genericità e di una ambiguità disarmante. Il programma illustrato davanti al Parlamento è quanto di più distante da un piano operativo di governo. Non c è un solo riferimento concreto sul come intende realizzare le tante promesse avanzate in campagna elettorale. Nel suo discorso c è però un passaggio illuminante sulla scarsa credibilità del nuovo presidente del Consiglio, quando afferma senza mezzi termini che il difficile contesto nel quale dovrà operare il suo governo impone di “rinviare” provvedimenti che avrebbe voluto avviare già “nella prossima legge di bilancio”. Ma la gravità del contesto non era forse già evidente nel corso della campagna elettorale? E pensare che tra i primi passaggi del suo discorso c’è stato un riferimento ai cittadini che “reputano sempre più spesso inutile il loro voto” a causa del susseguirsi di “maggioranze drammaticamente distanti dalle indicazioni degli elettori”. Di certo la sua maggioranza non aiuta a cambiare registro visto che per sua stessa ammissione gli impegni che lei ha solennemente assunto con gli elettori non sono realizzabili fino a quando non si sa. Stiamo a vedere quel che farà . Per ora nutriamo il sospetto che sarà distante dalle promesse elettorali e di conseguenza dalle indicazioni degli elettori.

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