Capua: il Sindaco ritira le dimissioni ma i problemi politici restano

Nella giornata di ieri il Sindaco ha ritirato le dimissioni. Credo che questa scelta sia stata dettata dalla urgenza imposta dai problemi della città e dalle tante scadenze che incombono. Tuttavia non mi risulta che in questi giorni sia stata raggiunta una intesa di programma in grado di consentire la formazione di una nuova e più larga maggioranza, come pure da più parti auspicato, né una ricomposizione della maggioranza che aveva vinto le elezioni. Purtroppo la verifica amministrativa è stata fin qui caratterizzata dalla assenza di un confronto sulle prospettive della città e sulle cose da fare. L’opposizione non ha dato alcuna disponibilità in tal senso e i gruppi della maggioranza hanno continuato ad occuparsi esclusivamente della distribuzione di assessorati e deleghe. È vero che l’attuale maggioranza un dettagliato programma elettorale lo aveva. Ma nel corso di questi mesi è emerso con chiarezza che in realtà su quel documento diverse adesioni sono state formali e che anzi in molti hanno dimostrato di considerare programmi di medio e lungo termine – e perfino piani operativi di breve termine – solo un optional. Purtroppo l’esperienza insegna che quando mancano una visione condivisa della città, una condivisione delle scelte operative da mettere in atto e un assetto dell’esecutivo che faccia sentire tutta la maggioranza una squadra coesa e determinata, le amministrazioni non sono in grado di durare. E non basta constatare l’effettiva urgenza dell’azione amministrativa, l’inutilità del ricorso a nuove elezioni, per evitare di scivolare sulla prima buccia di banana che si incontra lungo il cammino. Senza risolvere prima i problemi che hanno determinato la crisi, compiere gesti dettati solo da buona volontà e dal desiderio di mettersi al lavoro per la città, rischiano di avere l’effetto contrario a quello desiderato. Da tempo avevo avvertito le contraddizioni che rendevano problematico il cammino di questa maggioranza, che pure su tante questioni sta facendo un buon lavoro. Quando ho constatato che inviti al dialogo e alla responsabilità non bastavano ho lanciato pubblicamente dalle pagine di questo blog l’allarme sul rischio di andare a sbattere e di lasciare la città nel vuoto politico e amministrativo che la affligge da decenni. Purtroppo abbiamo visto come è andata. Sembra che neppure l’apertura formale di una crisi amministrativa serva a suscitare buon senso. Voglio rinnovare l’appello ad un confronto serio sui nodi da sciogliere. Concordare un piano operativo stringente e definire un assetto di giunta da tutti condiviso è il minimo sindacale per provare ad andare avanti e portare almeno a conclusione il lavoro avviato su diverse urgenze della città. Non mi risulta che al momento queste condizioni siano già presenti. Forzare la mano è controproducente. Durare qualche mese in più in un contesto di tensioni e polemiche non solo non serve alla città ma non è utile per nessuno.

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