Quel che ancora manca alla “piazza grande” di Zingaretti

In una intervista a Repubblica Nicola Zingaretti chiarisce il senso della campagna denominata “piazza grande”, che a partire dal 13 settembre accompagnerà la sua corsa alla segreteria nazionale del PD. La mia opinione è che nell’intervista vi siano spunti interessanti e condivisibili ma manca ancora la discriminante fondamentale dalla quale bisogna partire se si vuole dare una risposta alle cause profonde della crisi gravissima che la sinistra attraversa non solo in Italia e ritrovare la credibilità perduta. Comincio con le cose che mi convinco e che elenco in modo schematico: 1) ripensamento della collocazione politica del PD rimettendo al centro le sue stesse ragioni di esistenza: giustizia e chiudere la forbice tra chi ha e chi non ha; 2) porre fine al partito delle correnti, dei feudatari locali e della preoccupazione sui destini personali per ritrovare il senso di una comunità, di una presenza nei luoghi della vita e nella rete, con un partito che esca dalla sola dimensione di governo e rimetta le mani nel fango della società, per affrontare con le nostre ragioni la complessità di un popolo che  è tornato ad essere plebe subalterna; 3)”l’immigrazione è un problema reale. Ingigantito, però, dalla destra xenofoba di Salvini, che trae un vantaggio elettorale dagli allarmi che lancia. Va compreso meglio che il mancato governo dell’immigrazione colpisce soprattutto la vita della povera gente, già così travagliata. Si deve dare una risposta duplice. Accogliere umanamente gli immigrati regolari, i profughi. Gestire con giustizia e fermezza gli irregolari, prevedendo il loro rimpatrio”; 4) “sostenere i servizi, risanare i quartieri più difficili, investire nelle periferie” 5)bisogna cambiare una Europa che si è piegata ad una politica di austerità e ciò non esclude una alleanza con Macron per difendere l’Europa ma la sinistra non può fare come Macron perchè “il nostro futuro non si può infilare dentro a quel modello elitario, repubblicano ma rappresentativo dei piani alti della società francese”; 6) “ci vuole una nuova agenda che tenga finalmente insieme crescita ed equità”. Trovo tutto giusto ma insufficiente per far uscire la sinistra dallo stato di impotenza nel quale si trova. La domanda alla quale bisogna rispondere è: perchè dopo la stagione delle grandi conquiste sociali e politiche del dopoguerra, di cui la sinistra è stata protagonista in tutto l’Occidente, negli ultimi trent’anni la forbice tra ricchi e poveri si è allargata in modo inaudito? La risposta non può essere banale né parziale e richiede una analisi approfondita delle cause di fondo della crisi sistemica che attraversano le società avanzate. E’ una questione sulla quale cerco di riflettere da tempo anche con contributi scritti ma che non trova la necessaria attenzione nei partiti della sinistra, totalmente appiattiti sulla tattica di corto respiro. Cerco anche qui di sintetizzare al massimo. Se il punto centrale della crisi della democrazia è nella separazione, prodotta dalla globalizzazione sregolata, tra la politica – rimasta chiusa nei vecchi stati nazione – e il potere reale – sempre più nelle mani di grandi concentrazioni economiche e finanziarie globali – come si possono rilanciare le ragioni del mondo del lavoro senza indicare una via di recupero della sovranità perduta? Se la sovranità è il potere autonomo dello stato rispetto ad ogni altro potere il tema non può essere lasciato  al sovranismo della destra estrema, che alimenta, facendo leva sul malessere dei ceti medi, la falsa illusione di poter ricostruire le certezze perdute tornando alla sovranità delle vecchie nazioni in un mondo interdipendente fatto di grandi giganti continentali e di un grande mercato globale? Senza un orizzonte in grado di riaffermare il primato della politica e della democrazia non c’è progetto politico che possa reggere, se non quello delle forze che stanno dalla parte dei veri poteri forti che oggi sono tutti extraistituzionali. Ma alla sinistra che vuole e deve rappresentare gli ultimi, dare dignità e centralità al lavoro, servono la mediazione e la forza di uno stato democratico che abbia la massa critica necessaria per imporre le sue regole agli attori economici e finanziari globali. L’Europa che c’è è rimasta in mezzo al guado e non è certo la soluzione. Qualsiasi ipotesi di rilancio della sinistra deve perciò fare i conti con una strategia e un progetto di dimensione sovranazionale che rendano credibile la prospettiva di una nuova Europa. Un progetto fatto di obiettivi concreti di breve, medio e lungo termine, intorno ai quali mobilitare interessi sociali e opinione pubblica consapevole. Una strategia di alleanze politiche in grado di dare forma e sostanza ad un movimento paneuropeo che si contrapponga al sovranismo nazionalista della destra. Voler rilanciare una battaglia per l’uguaglianza oggi fuori da questa strategia più ampia è velleitario, così come sarebbe stato velleitario nel corso della guerra del secolo scorso pensare di poter riaffermare la democrazia in Italia senza battere, con una grande alleanze politica e militare, il fascismo e il nazismo.  Se la piazza grande di Zingaretti vuole promuovere un confronto largo e concreto, se vuole ridare speranza alle tante energie di una sinistra diffusa, oggi frustrata e avvilita, deve partire da qui. Senza dare gambe alla prospettiva di un ripristino della sovranità democratica perduta, le affermazioni sulla  ricollocazione del pd e sulla ricerca di un nuovo rapporto con la società rimangono parole al vento, rappresentano una base di discussione fragile poggiata sulle sabbie mobili. Un confronto che vuole suscitare speranze, energie e grandi mobilitazioni, deve saper offrire basi culturali e politiche solide, all’altezza delle sfide epocali del nostro tempo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...