Niente rifondazione dell’Europa e sui migranti ciascuno farà come gli pare

Il Consiglio Europeo che doveva approvare una road map per rifondare una Europa che non può più rimanere in mezzo al guado e ha urgente bisogno di maggiore integrazione politica per rispondere alle grandi sfide del nostro tempo alla fine ha discusso solo di immigrazione. Ma anche su questo punto le decisioni sono assolutamente deludenti. L’unica buona notizia è che formalmente è stato approvato un documento unitario che tuttavia lascia nei fatti le cose come stanno. Sulla riforma del regolamento di Dublino che dovrebbe ridefinire  i criteri di riparto dei rifugiati e prevedere sanzioni per i paesi che rifiutano di farsi carico delle loro quote c’è un nulla di fatto. Anzi aver accettato l’imposizione dei paesi dell’Est Europa di decidere su questa questione solo all’unanimità e non a maggioranza qualificata significa di fatto che quella riforma non ci sarà. Quanto alla gestione degli sbarchi non c’è nessun accordo. Infatti su questo punto cruciale he ha determinato le tensioni nelle ultime settimane nel documento è scritto testualmente: “sul territorio dell’Ue chi viene salvato secondo il diritto internazionale debba essere preso in carico sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti in alcuni Stati membri, solo su base volontaria”. In sostanza se non vi sono Paesi disponibili a costruire sul proprio territorio questi centri controllati, i migranti che sbarcano rimangono un problema del Paese di approdo. Una situazione certo non proprio ideale per un paese come l’Italia che rimane quello più esposto per la sua collocazione geografica. Ovviamente anche sulla costruzione di hot spot in paesi terzi Africani si agirà per ottenere il consenso dei governi interessati, e qui davvero si è scoperta l’acqua calda. Di come regolare i flussi di migranti economici non si è neppure parlato. In realtà dunque l’accordo è solo formale perché  l’approccio nuovo basato sulla condivisione di tutti gli Stati è scritto solo sulla carta mentre nei fatti tutto continuerà come prima e ciascuno continuerà a comportarsi come meglio crede. Ovviamente tutti si dicono soddisfatti perché alla fine uno straccio di documento c’è ed è stato votato all’unanimità. Ma nei fatti quello che non c’è è l’avvio di una Europa nuova: non c’è sulla gestione dei migranti, non c’è sull’unione bancaria, non c’è sull’accelerazione del processo di integrazione economica e politica. Peggio di così …

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