S’i fosse PD: 7 proposte e la richiesta di risposte in streaming please

Non sono Cecco Angiolieri e non mi cimento a comporre sonetti. Ma non ho alcun timore a scrivere cosa farei “s’i fosse PD” di fronte all’apertura di Di Maio.

Se io fossi il PD coglierei la palla al balzo e porterei al tavolo sette proposte e una sola richiesta.

La prima proposta è presentare  alla prima seduta di insediamento del nuovo governo una riforma costituzionale per sopprimere il senato e dimezzare il numero dei seggi alla Camera dei Deputati che renda il parlamento più snello ed efficiente, dare una prima sforbiciata seria ai costi della politica (altro che togliere i vitalizi agli ex parlamentari che è cosa incostituzionale).

La seconda, approvare al primo Consiglio dei Ministri una proposta di riforma radicale delle autonomie locali che: preveda di abbattere drasticamente il numero dei Comuni dagli attuali ottomila e passa a poco più di duemila per renderli aderenti alle trasformazioni del territorio e allo sviluppo tecnologico; cancellare di conseguenza tutte le province e i consorzi tra comuni per la gestione dei servizi ( con risparmi enormi sui costi della politica e della pubblica amministrazione ma in particolare per la sua efficienza); accorpare le regioni per macro aree.

La terza: destinare per legge le risorse provenienti dalla spending  review all’incremento dei fondi a disposizione pe il reddito di inserimento al lavoro già varato da Gentiloni.

La quarta: destinare per legge tutti i proventi della lotta all’evasione alla riduzione del cuneo fiscale che grava su stipendi e salari e a misure di sostegno alle partite IVA.

La quinta: approvare una riforma della giustizia civile per dare certezza dei tempi al contenzioso e alle imprese che vogliono investire in Italia.

La sesta: definire un pacchetto di proposte serie e realistiche da presentare alla riunione dell’UE del prossimo giugno nella quale si definirà la road map per accelerare il processo di integrazione: dal completamento dell’Unione Bancaria, al Ministro unico delle finanze, alla trasformazione del fiscal compact in fondo di investimento per lo sviluppo, alla mutualizzazione del debito dei paesi che hanno un rapporto deficit pil al di sopra della media, alla tassazione unica delle imprese in Europa, alla politica estera e della difesa comuni per gestire i flussi migratori e combattere il terrorismo attraverso una forte iniziativa Europea nel Mediterraneo.

La settima; proporre l’incarico di primo ministro a Carlo Cottarelli ex commissario alla spending review, attuale direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Aggiungerei una sola richiesta: la risposta in striming please.

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