Capua: il saluto a Ludovico Prezioso “il medico di tutti”

Caro Ludovico, 

quando mi è giunta la notizia sono rimasto un attimo incredulo poi mi è tornata alla mente la fragorosa risata con cui reagivi ogni volta che ti chiamavo “l’Achille capuano”, per collegare la tua tempra fisica alla leggendaria invulnerabilità dell’eroe dell’Iliade. Ovviamente scherzavo ma nella parte più profonda e inaccessibile della mente, che è il subconscio, ho coltivato la speranza che  potessi ambire al traguardo dei 100 anni, avendoti visto superare prove impossibili che avrebbero piegato e spezzato chiunque altro. Ma tu sei stato unico, ineguagliabile, irripetibile. La singolarità della tua personalità è testimoniata dall’impossibilità di poterla ricondurre dentro qualsiasi stereotipo, qualsiasi schema rigido e generale. Ricordo quando, dopo 17 anni dal primo trapianto, un tempo ben oltre la media dell’aspettativa di vita di un trapiantato di allora e quindi già sufficiente a rendere  il tuo un caso da manuale di medicina, dato anche il tuo stile di vita poco incline alla prudenza, andammo insieme da un luminare della Chirurgia Epatobiliare e del Trapianto di Fegato, per verificare la praticabilità di una seconda possibilità. Non appena sembrava tu fossi a distanza di sicurezza il professore mi disse: “ammesso che arrivi in tempo un organo compatibile, nel suo caso c’è solo il 10 per cento di probabilità che possa farcela”. Non so come tu riuscisti a sentire ma ricordo bene ciò che mi dicesti “non dargli retta è più che fattibile”. E, infatti, arrivò, dopo qualche tempo, dalle Molinette di Torino la notizia della disponibilità di un fegato e di un rene compatibili ed il professor Salizzone, che ti voleva un gran bene, nonostante le perplessità manifestate dalla sua equipe, eseguì la complessa operazione in due tempi, lasciando trascorrere una notte tra il primo intervento e quello successivo. Seguirono diverse settimane di sala di rianimazione. Ne uscisti vivo e forte ma soprattutto pronto a riprendere il tuo certo non tranquillo stile di vita: medico a tempo pieno, sempre a disposizione di tutti, impegnato anche come amministratore della città; gli aperitivi e le tavolate con gli amici. Sei andato avanti così altri vent’anni, vissuti pienamente anche quando hai avuto bisogno della dialisi. Sei stato una vera forza della natura e hai affrontato l’insopportabile con una leggerezza, oserei dire una serenità, un coraggio davvero esemplari. Si esemplari perché la tua non era incoscienza, irresponsabilità. Nessuno più di te era pienamente consapevole dei pericoli estremi ad altissimo rischio per la tua vita. Era frutto di ottimismo? Certo ma anche di un grande amore per la vita, l’amore che dà speranza. Ed era anche la fortuna di aver avuto sempre accanto una grade donna, paziente e forte, come Cinzia e due figli come Luca e Marco che ti hanno voluto bene e ti sono stati sempre vicino. Era forza d’animo impareggiabile. Ricordo la telefonata che ti feci poco prima dell’imbarco in aeroporto per recarti alle Molinette a Torino. Pensavo potesse essere l’ultima telefonata e provai a non far trasparire il mio stato d’animo. Fosti tu a farmi coraggio dicendomi con tono estremamente sereno “non ti preoccupare andrà tutto bene”. Tu eri questo. Un medico con un intuito non comune, basato su una preparazione profonda e solida che conviveva con alcuni tratti di ingenuità, nel senso buono del termine, nel senso di spontaneità, assenza di malizia che ti portavano a dire le cose con quella schiettezza priva di ogni preoccupazione di dare di te una immagine che poteva non piacere a tutti. Ma sei stato soprattutto una persona buona, dotata di grande umanità che viveva anche per gli altri, per servire il prossimo. In queste ore lo hanno riconosciuto tutti. Ho sentito un sol coro: Ludovico è stato il medico di tutti, a disposizione sempre, senza risparmio. Il tuo studio sono stati anche la strada, la piazza, il telefono sempre acceso. Si medico di tutti ma l’espressione non è esaustiva del tuo modo di esercitare la professione. Sei stato soprattutto il medico degli ultimi. Perché se è vero che sei stato a disposizione di tutti, hai dato ancor di più quando ti sei trovato di fronte a chi non aveva risorse finanziarie disponibili né agende telefoniche da consultare per poter affrontare adeguatamente situazioni di serio pericolo. In quei casi diventavi l’amico, il parente che si mette alla ricerca dell’aiuto. Ne sono stato testimone più volte. Quando da consigliere regionale condividevo l’incarico in commissione sanità con un grande chirurgo di fama nazionale, un altro medico con un grande cuore, il compianto Mario Santangelo e mi chiedevi di affidargli casi particolari di cui Mario si faceva carico con estrema disponibilità e senza il minimo interesse personale. Un incontro di due medici generosi che è passato attraverso di me e di cui hanno beneficiato alcuni capuani. Umanità, attenzione agli ultimi sono stati anche i valori che hanno ispirato il tuo impegno da amministratore comunale. Siamo entrati insieme nel corso degli anni Settanta in consiglio comunale, eletti nella lista del Partito Comunista Italiano. In quegli anni, così diversi dai tempi dominati dall’individualismo che attraversiamo oggi, la nostra generazione arrivava all’impegno politico avendo coltivato nel movimento studentesco o nei luoghi di lavoro, valori di libertà, intesa come libertà eguale che, cioè, per essere vera doveva coniugarsi con l’uguaglianza delle opportunità. Sei stato consigliere comunale per oltre quarant’anni, fino al 2022, presidente del consiglio comunale e per un breve periodo anche di assessore agli eventi. In questi ruoli sei stato coerente, a modo tuo s’intende, a questi valori. Sei rimasto fedele al PCI fino al 1989, fino al suo scioglimento. Poi  sei rimasto legato al campo progressista quando si trattava di esprimere un voto nazionale, pur senza avere più un legame forte di partito, mentre sul piano della politica locale hai fatto le tue scelte lasciandoti guidare più dai rapporti personali e dagli interessi cittadini che dall’appartenenza politica. Ma la tua coerenza si è manifestata con la scelta di provare sempre a rappresentare e dare voce alle periferie, al disagio sociale.  Per tutto quello hai dato, come professionista e come amministratore, posso oggi salutarti ricordando che nessuno muore davvero fino a quando ci sarà qualcuno che si ricorderà di te e farà tesoro del tuo vissuto. E per ciò che ho visto  e sentito in queste ore, sono certo che tu vivrai ancora a lungo nel cuore e nella mente di tutti i capuani e di tutti quelli che ti hanno conosciuto, apprezzato, voluto bene. Dimenticarti sarà impossibile. Il tuo ricordo rimarrà vivo e ci aiuterà, soprattutto nei momenti difficili che chiunque di noi dovrà attraversare nel corso della vita. Ci aiuteranno il tuo esempio di coraggio, di voglia di vivere, di forza tranquilla.Ciao amico mio. Fai buon viaggio e riposa nella pace dei giusti.

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