Tra i candidati a Sindaco non vedo verginelle della politica. Proviamo ad essere seri …

Diciamoci le cose come stanno. La fase preelettorale non è partita nel migliore dei modi. Abbiamo rischiato una frammentazione del quadro politico mai vista prima, nonostante la deriva personale abbia caratterizzato la vicenda amministrativa di Capua da venti anni a questa parte. Rivendico per il centrosinistra di aver saputo unificare il suo campo, sia pure dopo un lungo travaglio. La nostra unità ha evitato la moltiplicazione dei candidati alla carica di Sindaco e da quel che si percepisce è possibile che possa intervenire qualche altro processo di semplificazione. Vedo anche che non siamo più i soli a non vergognarsi dei simboli dei propri partiti. Mi fa piacere vedere tra le liste di Carmela Del Basso il simbolo di Azione, scelta che probabilmente prelude ad una sua ricollocazione nello schieramento di centrosinistra. Lo auspico. Chi vivrà vedrà. Anche negli altri due schieramenti in via di costruzione si comincia ad ammettere apertamente l’appartenenza al centrodestra in precedenza negata. È un bene anche questo e spero che vengano  dissotterrati i simboli di partito da chi li aveva seppelliti per inseguire una  poco accorta strategia, che alla luce degli eventi non sta riscontrando grandi successi. Capua non ha bisogno dell’antipolitica che è stata il virus responsabile del suo degrado. Serve più politica. Quella vera, ovviamente, non quella politicante. Più politica presuppone un confronto sui contenuti. Purtroppo anche su questo fronte c’è ancora tanto da correggere. Vedo che tutti insistono sulla loro distanza personale dalle vicende amministrative degli ultimi 20 anni. Ma la verità è ben diversa. Nessuno di noi è una verginella della politica. Io ho amministrato nel 1975 per 14 mesi al tempo della giunta di Pompeo Rendina. Poi ho fatto l’assessore al bilancio nei tre anni di Lacerenza, dal1988 al1991, ed ancora 14 mesi da sindaco nel 1994 e 1995. Successivamente ho svolto altri ruoli politici fuori dalla città. Dal 2008 non ho più avuto incarichi politici né ruoli istituzionali, né a Capua né fuori. Brogna, Del Basso e Romano hanno tutti rivestito incarichi diversi dal 2000 in poi, sia nei partiti che nelle maggioranze amministrative. Se qualcuno volesse una campagna elettorale incentrata sul confronto tra le diverse esperienze del passato, dalle quali ciascuno di noi viene, potrei interpretarlo come un invito a nozze. Non perché io sia esente da errori. Di errori ne ho fatti e me li tengo stretti perché gli errori sono preziosi per crescere (se si ha la capacità e il coraggio di riconoscerli). Non credo, tuttavia, vi sia paragone tra ciò che a Capua si è fatto nel decennio a cavallo del 1990 e ciò che si è prodotto dal 2000 in poi.  Ma non è questo ciò che si aspettano i cittadini. Viviamo in un piccolo centro tutti conoscono di ciascuno di noi pregi e difetti. Perciò non mi farò trascinare neppure sul terreno delle torte in faccia. A chi mi ha paragonato ad un incrocio tra Machiavelli e Nostradamus rispondo con un sorriso. Sia chiaro anche quello delle torte in faccia è un terreno che non temo. Nella mia vita ho imparato a cucinare di tutto, anche le torte, e nella situazione data avrei anche tanta farina gratis da prelevare nei mulini dei miei competitor. Ma ritengo che la gente sia stanca di questo teatrino buono solo ad alimentare l’area crescente del non voto. Faccio allora una proposta. Proviamo ad essere seri, a dare vita ad una campagna elettorale diversa dalle solite. Partiamo dalla politica che è l’arte di leggere la realtà che si vuole governare, di elaborare progetti credibili e strumenti utili alla loro realizzazione. Facciano una campagna elettorale “civile”. Io e la coalizione dei progressisti ci proveremo in due modi.  A giorni uscirà un mio libro scritto molto prima della mia decisione di candidarmi. È una analisi delle trasformazioni che hanno investito il territorio della regione, nel quale la nostra città è collocata, a partire dal terremoto del 1980 fino ai nostri giorni. Non è un libro scritto per la campagna elettorale e la presentazione che ci sarà il 10 maggio a Capua non sarà una iniziativa elettorale. Ma non c è dubbio che qualsiasi progetto di rilancio del ruolo di Capua non possa prescindere dalla situazione e dalle prospettive del più vasto contesto del sistema urbano che si estende da Capua a Maddaloni e da quello della grande area metropolitana della Campania. Può essere questo un primo terreno di confronto. Subito dopo il 12 maggio, giorno di presentazione delle liste, e quindi nel vivo della campagna elettorale renderemo pubblico il programma che la nostra coalizione sta elaborando collettivamente. Proveremo ad offrire al dibattito un programma di governo della città incentrato su precisi argomenti e su proposte da tradurre in provvedimenti amministrativi. Certo è un terreno diverso da quello che l’offerta politica ha praticato negli ultimi decenni. Ma è l’unico in grado di produrre qualcosa di utile per la collettività. Soprattutto è il terreno sul quale la politica può provare a recuperare la credibilità perduta e ricostruire un rapporto con la società non più fondato su promesse e clientele da alimentare.

Un commento

  1. Penso che per la tua esperienza e le tue competenze in campo economico, dei trasporti, dell’ urbanistica, solo per citarne alcuni, dovresti vincere a man bassa. Ma so che in politica non è così perché vale ancora tanto la propaganda e i soldi che si mettono in campo. Mi auguro per i cittadini e per la tua bellissima città una tua vittoria che permetterebbe un rilancio politico e culturale. In bocca al lupo!

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