Crisi al buio “scansata” ma ora serve più “Politica”

Il pericolo di una crisi di governo al buio più pazza di tutte le crisi della Repubblica – perché nel pieno di una minaccia sanitaria, economia e sociale senza precedenti – per ora è stata scansata. Tuttavia un governo già politicamente precario – perché nato tra forze non omogenee tenute insieme da uno stato di necessità – ora è diventato anche più debole sul piano parlamentare. Tuttavia, e questo è l’elemento che conferisce ulteriore drammaticità alla situazione politica, non ha alternative. Un altro governo, istituzionale o tecnico che sia, non è praticabile, dal momento che l’opposizione è composta in larga parte da forze politiche nazionaliste e antieuropeiste in preda a forti pulsioni autoritarie (da ultimo le ambiguità sul tentato golpe di Trump). Per non parlare di eventuali elezioni anticipate, che allo stato attuale riproporrebbero un confronto tra una alleanza politica imperniata su PD e 5 stelle – due forze che non hanno ancora raggiunto una sintesi politica adeguata ma almeno in grado di dialogare con l’Europa, nostra ultima ancora di salvezza – e un centrodestra saldamente in mano a lega e Fratelli d’Italia, due partiti che negano tutto: la pericolosità del Covid, la necessità di una Europa più integrata sul piano politico, la necessità di una decisa transizione energetica, i rischi tremendi che investono il sistema democratico occidentale – sui quali ci richiamano anche le rotture violente in atto nella società della più antica e più grande democrazia del Mondo. Insomma andare alle elezioni ora significherebbe non solo lasciare per mesi il Paese senza una guida, nel pieno di una emergenza inaudita, ma ritrovarsi – nella migliore delle ipotesi – con un governo più o meno debole come quello che c è ora, o – nella peggiore ma più probabile ipotesi – in mano ad avventurieri senza scrupoli che ci porterebbero diritto verso la disfatta definitiva. Dunque il pericolo è scansato ma sempre vivo. L’unica arma disponibile per evitare una deriva molto pericolosa è la Politica (quella con la p maiuscola) anche se il suo stato di efficienza non è certo dei migliori, tanto per usare un eufemismo. Certo il governo dovrà fare ogni sforzo per gestire al meglio le risorse – per fortuna anch’esse senza precedenti – messe a disposizione da una Europa che finalmente sembra decisa ad uscire dal guado nel quale è rimasta impantanata per troppo tempo. Risorse che vanno spese in tempi prestabiliti – pena la loro sottrazione – per affrontare l’emergenza sanitaria e, soprattutto, quella economica e sociale. Risorse fondamentali per rialzare le macerie sociali prodotte dalla pandemia e, al tempo stesso, affrontare quei ritardi che accusiamo da decenni sul piano di una crescita adeguata e della capacità di rispondere alle sfide inedite dei cambiamenti climatici, dell’innovazione tecnologica, dell’allargamento delle diseguaglianze sociali, della crisi dello Stato e della democrazia. Accanto a questa capacità di gestione e di spesa, che è tutta da costruire, serve anche una azione politica efficace in grado di allargare la base parlamentare alle forze consapevoli che prima dei pur diversi orientamenti politici viene l’esigenza di salvaguardare la casa comune europea, l’unica in grado di reggere alle tempeste in atto. Se regge quella – e riusciamo a uscire dalla fase critica ancora in piedi – avrà senso riprendere una normale dialettica politica tra visioni diverse della società e del futuro che si riconoscono però nei comuni valori della democrazia. Ma non è tutto. C’è un altro grande lavoro da fare: quello di ricostruzione di una politica in grado di uscire anche dalla sua crisi e riproporre la sua funzione insostituibile. Nel mentre si contribuisce a tenere ferma la barra del governo del Paese bisogna avviare quel processo di ricostruzione di partiti radicati nella società e di coalizioni politiche omogenee – basate non su equilibri di potere tra persone e gruppi di interesse ma su analisi condivise del presente e soprattutto su una comune visione del futuro che si vuole costruire. È questo, in ultima analisi, la strada maestra che può condurci verso un nuovo più ameno orizzonte.

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