Insieme abbiamo vinto. Insieme bisogna affrontare la salita

Sì abbiamo vinto con Luca sindaco, Pasquale vice e 10 consiglieri. Ma non è stata una passeggiata. L’esplosione di felicità – che poco prima della mezzanotte ha salutato la vittoria (in una piazza dei Giudici bellissima e affollata come ci piacerebbe vederla sempre) – è stata incontenibile e partecipata, come avviene nei momenti di svolta, al pari del lavoro che ha visto tutti protagonisti: candidati, dirigenti politici, militanti e sostenitori, tantissime donne e giovani. Tutti hanno dato un contributo e ciascuno in questa vittoria ha messo qualcosa di soggettivo, di esclusivo. È stata una vittoria collettiva, costruita da tutti e da ciascuno, passo dopo passo, giorno dopo giorno. La vittoria di tutti coloro che ci hanno creduto e che hanno faticato per conseguirla. Abbiamo vinto, insomma, perché ci siamo uniti e siamo riusciti a fare squadra. Comprendere le ragioni della vittoria è ora fondamentale per cominciare bene il difficile lavoro che ci attende e soprattutto per portarlo a termine con successo. Vincere non è stata una passeggiata. Non era scontato per tante ragioni: la fase politica generale, caratterizzata da una ondata di destra estrema che non si vedeva dai tempi del fascismo; la grande e diffusa sfiducia nella politica, segnalata dalla generale crescita dell’astensionismo di elezione in elezione; la storica frammentazione del centrosinistra che ancora una volta è stata causa dello scioglimento anticipato della consiliatura e si era riproposta allo stesso modo nella fase della costruzione della coalizione. Se siamo riusciti a superare questi ostacoli non è grazie al caso né alla fortuna. Hanno pesato innanzitutto il buon senso e la pervicacia con cui abbiamo costruito l’unità del nostro campo. Unità innanzitutto delle forze politiche tradizionali del centrosinistra, realizzata intorno al tandem tra Luca e Pasquale. E poi la grande apertura verso la società, le sue forze più sane, più sensibili all’innovazione e più vive, senza frapporre steccati ideologici, se non nei confronti della destra xenofoba e nazionalista. Era questa la condizione minima per giocarci la partita ma non di certo sufficiente per vincere. La chiave della vittoria sta nella scelta di ritornare con umiltà e con convinzione al primato della politica. Potevamo sfruttare il terremoto giudiziario che ha travolto il centrodestra, limitarci ad aggregare tutti gli interessi elettorali occasionali. Invece abbiamo scelto di non farlo, perché consapevoli che puntare il dito sulle colpe degli avversari, aggredire le persone non solo non è bello e non è giusto ma alla fine distrugge tutto e non costruisce niente. Abbiamo detto no ad imbarcare tutti pur di vincere, abbiamo preferito selezionare in base a criteri politici. Abbiamo reagito con stile ad una campagna di aggressione personale, basata su insinuazioni e menzogne, tipiche di una destra senza idee. Abbiamo scelto la politica perché sappiamo che una città in ginocchio non si risolleva senza partire dalla politica con la p maiuscola. Quella Politica vera che è capacità di analizzare il presente, di immaginare il futuro e di definire un progetto chiaro. Abbiamo scelto di costruire un amalgama capace di dare un anima politica alla coalizione, ascoltando e lavorando, al tempo stesso, alla definizione di un progetto di governo all’altezza del profilo politico e culturale di una città dell’importanza storica di Capua. Ciò ha dato alla coalizione fiducia in se stessa e alla città la certezza che era la nostra la classe dirigente all’altezza della fase. Per tutto questo abbiamo vinto. Ma tutto questo ci serve ancora, e ora ancora di più, per affrontare l’ardua salita che ci aspetta. Serviranno tutte le capacità e tutta l’unità della squadra che abbiamo mandato nel Palazzo. Ma una città come Capua – pur così ricca di potenzialità ma dissestata sul piano finanziario e sgangherata su quello della macchina comunale – non si governa solo dal Palazzo. È essenziale ricostruire un tessuto politico, ricostruire i partiti, le sedi autentiche della elaborazione e della costruzione dell’iniziativa collettiva. Possiamo farcela nonostante tutto se la partita la giochiamo bene su entrambi i fronti, quello istituzionale e quello politico. A tutti quelli che hanno lavorato insieme per fare vincere questo nuovo centrosinistra bisogna saper dire che è decisivo, ora più che mai, l’apporto di tutti, ciascuno con il suo ruolo e la propria autonomia. Insieme abbiamo vinto. Tutti insieme dobbiamo ora continuare a fare squadra per conseguire il risultato più difficile: fare vincere finalmente una città nota per il suo grande passato che merita anche un grande futuro.

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