Capua: non ci si prepara alle elezioni aspettando Godot

L’attività politica cittadina è monopolizzata dalla ricerca di accordi per le prossime elezioni amministrative che – sviluppi della pandemia permettendo – dovrebbero tenersi in primavera. Il quadro politico rimane incerto. Il centrodestra si è da tempo frammentato in mille rivoli mentre il cantiere del nuovo centrosinistra – che dovrebbe nascere dall’intesa tra PD, 5 stelle e Capua Bene Comune – procede molto lentamente su una strada che appare in salita, soprattutto per le incertezze che si manifestano all’interno del movimento 5 stelle. Incertezze legate solo in parte alle difficoltà nei rapporti sul piano locale tra forze che hanno avuto una diversa collocazione nel precedente consiglio comunale. Quelle difficoltà si possono affrontare con la scelta di un rinnovamento profondo che appare necessario per tutte e tre le componenti, nessuno escluso, oggi tutte in una situazione di obiettiva debolezza, sia pure per ragioni diverse. Molto dipenderà anche dagli sviluppi della situazione politica nazionale e dalla possibilità che il tentativo di Conte, di trasformare il movimento in una forza di governo spendibile, riesca a superare indenne il passaggio complicato dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Chi vivrà vedrà. La debolezza e l’incertezza del quadro politico non sono comunque gli unici elementi problematici che dovrà affrontare l’assemblea cittadina del PD, convocata, causa Covid, non in presenza ma da remoto per lunedì prossimo. L’impressione molto netta che si ricava da una lettura distaccata del momento politico ricorda molto i lunghi mesi di fibrillazione che hanno preceduto lo scioglimento del consiglio comunale. Pochi si preoccupano di provare ad affrontare i gravi problemi della città e i più sono presi esclusivamente dalla solita “politica politicante”, fatta esclusivamente di ricerca di accordi e strategie volte a prefigurare alleanze elettorali e assetti amministrativi slegati dalla ricerca di risposte concrete alle esigenze della città e dei cittadini. Ma mai come ora Capua non può permettersi una paralisi della buona politica che è quella che prova a misurarsi con le sfide del governo della cosa pubblica. Nei mesi che precedono la prossima campagna elettorale, infatti, ci giochiamo la possibilità di portare a casa i risultati di ciò che di buono si è comunque prodotto negli ultimi anni. Proviamo ad elencare le questioni aperte. Dopo la conclusione dei lavori della nuova rotonda e della manutenzione straordinaria del quadrivio e di via Napoli stanno per partire i lavori di messa in sicurezza e di efficientamento energetico dei fabbricati comunali F1 ed F2, mentre rimane aperta la questione del completamento della rigenerazione urbana di Rione Carlo Sant’Agata, per il quale vanno richieste al ministero le risorse necessarie. Si tratta di interventi che possono riqualificare un ampia porzione della città. C’è poi l’esigenza di mettere a frutto tutto il lavoro di revisione del progetto di messa in sicurezza del ponte nuovo che si è basato su complessi sondaggi condotti sull’infrastruttura, a partire da quelli che hanno riguardato le fondazioni e il terreno sottostante. Ora ci sono tutti i dati per decidere il da farsi e poter chiedere il dissequestro. Servono altri 2 milioni e ottocentomila euto da aggiungere al milione e duecentomila euro già finanziati dalla Regione. Bisogna promuovere presto una riunione che coinvolga tutte le parti interessate: dal Comune, al Genio Civile, alla Regione, alla magistratura. Il circolo di Capua del PD ha già interessato il presidente del Consiglio Regionale, Gennaro Oliviero, che ne ha parlato anche con il Prefetto. Lunedì pare sia stato convocato un primo vertice al Comune al quale si spera possa seguire una riunione conclusiva presso gli uffici della Regione o presso la Prefettura. L’urgenza è dettata dall’esigenza di agire nei tempi utili ad evitare la revoca dei finanziamenti già assegnati e a predisporre il progetto definitivo entro i termini previsti dalla legislazione regionale per l’accesso agli ulteriori finanziamenti necessari. Bisogna inoltre: a) appaltare velocemente il milione di euro per la rifunzionalizzazione di tutto il sistema delle pompe di sollevamento del centro storico, ora reso possibile dalla progettazione esecutiva completata di recente; b) recuperare il finanziamento per completare la ristrutturazione dell’ex Facem; c) far partire i lavori di rinaturalizzazione e riqualificazione del bosco di San Vito, di recente appalti; d) assegnare la progettazione esecutiva per la messa in sicurezza del borgo medievale di Sant’Angelo, realizzata con i fondi messi a disposizione dal ministero, senza la quale non è possibile accedere ai finanziamenti relativi agli interventi di sistemazione idrogeologica entro i termini previsti dalla legislazione del settore; e) rivedere le schede progettuali dei 4 fabbricati (ex Liceo, ex Monte dei Pegni, palazzo dell’Udienza e scuola di via Martiri di Nassiriya) la cui ristrutturazione è stata di recente finanziata dal ministero dell’interno, per un importo vicino ai 5 milioni di euro, sapendo che entro settembre bisognerà concludere la fase di appalto, pena la revoca del finanziamento. Affinché l’ufficio tecnico possa reggere questo notevole carico di lavoro non è più rinviabile il rafforzamento dell’apparato, ormai ridotto ai minimi termini. C’è poi da completare il lavoro avviato dalla precedente amministrazione sui progetti di area vasta: dalla linea tranviaria Capua Santa Maria Aversa, il cui progetto è stato già approvato dalla Regione; al prolungamento della tangenziale di Napoli fino ai caselli autostradali di Capua e Santa Maria; dalla metropolitana leggera Capua Maddaloni alla elettrificazione dell’ex Alifana e alla modernizzazione della stazione di Sant’Angelo in Formis; dal completamento dei sevizi per l’internazionalizzazione dei Dipartimenti Universitari al prolungamento della pista dell’aeroporto Salomone, da troppo tempo appaltato dall’ENAV ma non ancora assegnato; fino alla possibilità di promuovere il riuso del Castello di Carlo V, da tempo nella disponibilità della società pubblica Difesa Servizi spa, che gestisce i progetti con cui l’Amministrazione della Difesa promuove la valorizzazione di asset immobiliari dismessi. Sono questioni su cui bisogna impegnarsi qui ed ora. A giugno sarebbe troppo tardi, non solo per rispettare i termini entro i quali spendere i finanziamenti già ottenuti ma anche per agire, d’intesa con gli altri comuni della conurbazione casertana e con la Regione, in vista della presentazione dei progetti da finanziare con la seconda tranche dei fondi del Recovery Plan, su cui si deciderà alla fine del prossimo mese di giugno. Serve dunque una iniziativa politica per stimolare la gestione commissariale del comune con spirito di positiva e fattiva collaborazione. Il PD non può perdersi solo in lunghe ed estenuanti trattative politiche in vista delle elezioni. Il rinnovamento non si produce solo attraverso la sollecitazione all’impegno di forze fresche ma soprattutto con un nuovo modo di fare politica che sia ancorato ai problemi e che sia capace di sollecitare la più ampia partecipazione dei cittadini. È una svolta necessaria qui ed ora anche per aiutare un processo di costruzione di coalizioni politiche per le prossime elezioni amministrative in grado di produrre novità e incoraggiare competenze e forze nuove a scendere in campo. In una situazione di così grave crisi, senza una forte azione di rinnovamento delle forze politiche e senza una presa di coscienza e un nuovo protagonismo dei cittadini, che non possono limitarsi alle sterili lamentele nei confronti della politica, lo stato della città non potrà che aggravarsi. Il PD si attrezzi con le forze della potenziale coalizione, se disponibili a stare su questo terreno, o anche da solo per promuovere questa fase politica nuova. Limitarsi ad aspettare Godot non serve a costruire il futuro. Può solo prolungare frustrazione ed agonia.

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