Ponte nuovo: ultimati i sondaggi si lavora a revisione del progetto

Nonostante la situazione politica locale sia caratterizzata dagli ormai permanenti conflitti sugli assetti della Giunta e del Consiglio c’è, per fortuna, chi si occupa dei problemi della città. Di certo è questo il caso dell’assessore ai lavori pubblici che, pur con un ufficio ridotto ai minimi termini – coadiuvato dai due consiglieri Davide Castelbuono e Patrizia Aversano Stabile e dal circolo del PD – cerca di portare a conclusione numerose attività decisive per realizzare il programma presentato in campagna elettorale, lavorando quotidianamente con gli uffici della Regione Campania e dei Ministeri più interessati all’attività degli Enti Locali. Attività di cui stiamo dando continuamente conto sulle pagine di questo blog con l’obiettivo primario e doveroso di informare  i cittadini e con la speranza che questo serva a ricordare – a chi è stato eletto per occuparsi delle cose da fare – che, anche quando si discute giustamente di equilibri politici e incarichi di giunta, bisogna sempre lasciarsi guidare dalla consapevolezza che tutte le scelte devono essere finalizzate alla realizzazione degli impegni programmatici assunti con gli elettori. Lo richiedono il ruolo e la funzione della politica e la situazione estremamente critica della città e del tempo tragico che attraversiamo. Purtroppo – con la fine dei partiti veri di un tempo – il campo della politica è stato invaso dall’esplosione dei  personalismi e dei particolarismi. Ma torniamo ai problemi con cui bisogna fare i conti. Se dovessimo indicare una questione sola in grado di rappresentare emblematicamente al tempo stesso la gravità e la complessità dei problemi da risolvere a Capua, non c’è dubbio che la scelta cadrebbe sul Ponte Nuovo, ormai chiuso e sotto sequestro della magistratura da tempo. Sulla gravità della situazione non devo certo sprecare parole. Sulla complessità e le difficoltà che si registrano è invece opportuno soffermarsi per dare a tutti consapevolezza dello stato dell’arte e degli ostacoli di natura tecnica e burocratica superati ed in parte ancora da superare. Come abbiamo già avuto modo di scrivere la nuova amministrazione si è trovata di fronte un iter già avviato, uno studio di fattibilità ed un progetto di primo lotto approvato diversi anni fa ed appaltato nel 2017, un finanziamento parziale – revocato per mancato rispetto dei tempi -, un cantiere sequestrato dalla magistratura. Fin dai primi mesi di attività l’amministrazione è riuscita a: recuperare i fondi del primo lotto; nominare un consulente scientifico per aumentare le competenze impegnate nella progettazione; approvare un progetto di secondo lotto; ottenere un secondo finanziamento (che ha portato le somme a disposizione del progetto complessivo a oltre 1 milione e 200 mila euro), e chiedere il dissequestro del cantiere al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Non deve sfuggire che ciascuno di questi passaggi ha comportato l’esigenza di seguire e portare a termine un iter burocratico. I tecnici incaricati dalla Magistratura hanno però fatto presente che il piano di fattibilità approvato nove anni fa, su cui si sono basate le progettazioni successive, era privo di tutti i sondaggi previsti dalle normative più recenti e necessari per avere un quadro preciso e affidabile della reale situazione della struttura, in particolare della tipologia delle fondazioni e delle caratteristiche dei terreni che le ospitano. Il dissequestro definitivo in sostanza non può che essere legato ad un nuovo progetto complessivo basato su una valida campagna di indagini preliminari. Ciò ha posto l’amministrazione di fronte alla esigenza di ricominciare daccapo e di trovare, oltre ai fondi necessari per rafforzare le competenze in fase di progettazione, le risorse occorrenti per promuovere sondaggi di estrema complessità. Data la situazione del bilancio corrente del nostro comune l’ufficio tecnico ha dovuto rimodulare con la Regione il quadro economico precedentemente concordato e attenderne l’approvazione. Tutto questo nella fase più acuta della pandemia e delle restrizioni imposte dal primo lockdown della scorsa primavera, che ha reso estremamente problematici i contatti con i diversi uffici delle diverse istituzioni coinvolte. Avuta la disponibilità dei fondi ed espletata la gara per la scelta di una ditta dotata delle competenze e delle attrezzature necessarie per condurre la campagna di indagine è stata poi avanzata la richiesta di dissequestro temporaneo, senza il quale non sarebbe stato possibile procedere. Ottenuta l’autorizzazione del magistrato è stata condotta una prima indagine che ha riguardato; a) il rilievo delle pile, delle fondazioni, dell’arco posto a Nord del manufatto e della soletta nervata posta a Sud, attraverso numerosi saggi sulla struttura; b) l’approfondimento del livello di conoscenza della tipologia di fondazione e della sua resistenza, con carotaggi continui; c) una analisi approfitta dell’impalcato, del quadro delle lesioni, dello stato di carbonizzazione del calcestruzzo e di corrosione delle armature; d) approfondimento delle caratteristiche geotecniche dei terreni ove posano le fondazioni. È stata poi necessaria una seconda fase di indagine, dopo che le quattro prove di carotaggio continuo alla profondità di 30 metri – condotte per accertare la profondità di imposta delle fondazioni – evidenziavano per la spalla in sinistra idraulica una difficoltà ad intercettare tutta la profondità di imposta delle fondazioni (ne abbiamo parlato in un precedente articolo del blog). Questa seconda fase ha richiesto una nuova autorizzazione da parte della magistratura e si è conclusa nei giorni scorsi. Non è ancora stata prodotta una relazione definitiva su questi ultimi sondaggi attesa ormai a giorni. Tuttavia il consulente scientifico e il progettista hanno seguito da vicino tutte le prove e sono già a conoscenza dei risultati. Dalle indiscrezioni raccolte il maggiore livello di conoscenza delle caratteristiche geotecniche, strutturali e geotermiche delle infrastrutture impone una attenta revisione del progetto, con una estensione significativa degli interventi e di conseguenza dell’importo complessivo dei lavori di messa in sicurezza. L’assessore Luigi Di Monaco ha assicurato che il consulente scientifico e il progettista sono già al lavoro per la revisione del progetto e del quadro economico e che entro la fine del mese sarà perciò possibile chiedere il dissequestro definitivo del cantiere in modo da poter far partire, ottenuto formalmente il dissequestro definitivo, i primi lavori appaltati con le varianti che la nuova progettazione richiederà. Contemporaneamente bisognerà – con Regione e Ministero delle Infrastrutture – trovare le risorse per finanziare un terzo lotto di completamento dell’intervento. Ovviamente continueremo a monitorare gli sviluppi del progetto e a dare tutte le informazioni non appena avremo i risultati della seconda fase di indagine e conoscenza delle nuove definitive scelte progettuali.

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