Variante inglese del Covid e prospettive dei mercati finanziari

Nonostante la seconda ondata della pandemia abbia imposto nuovi lockdown in Europa e negli USA, i mercati finanziari, sostenuti dalla abbondante liquidità garantita dalle Banche Centrali, dalle politiche fiscali dei governi e dall’imminente avvio delle campagne vaccinali, hanno fin qui registrato performance di tutto rispetto. Da inizio anno MSCI World registrava ieri un + 13,1 per cento, che non è solo frutto della ripresa in atto in Cina ed in Asia e diversi paesi emergenti (+13,8%), ormai non più interessati dall’epidemia di Covid. Le performances migliori, infatti, spettano agli indici statunitensi, con lo S&P 500 a +14,8% e il NASDAQ 100 addirittura a +45,9%, nonostante negli USA la dinamica dell’epidemia non si è mai interrotta e il numero dei morti continui a crescere. Ho già sottolineato in precedenti articoli come l’andamento delle borse americane sia legato al fatto che la pandemia abbia accelerato la tendenza già in atto alla innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dell’economia. Alla Silicone Valley, patria delle più grandi imprese specializzate in nuove tecnologie, la pandemia ha fatto crescere il volume di affari. Tuttavia la notizia diffusa nel fine settimana sulla nuova variante di Covid scoperta in Inghilterra, che sembra avere una capacità di diffusione molto forte, ha causato un tonfo delle borse europee con l’Euro Stoxx 50, l’indice delle più grandi società europee, che è arrivato a perdere ben oltre il 3per cento. È un ritorno prepotente della volatilità e dell’avversione al rischio sui mercati o solo l’occasione per una presa di beneficio dopo mesi di rialzi? Certo una mutazione che produce un aumento esponenziale della diffusione del contagio può causare problemi seri ai sistemi sanitari, anche se, come sembra, non comporti una maggiore aggressività. Più contagi significa, comunque, anche più ricoveri e terapie intensive sotto stress. Non a caso assistiamo ad un inasprimento delle misure restrittive in tutta Europa e questo di certo può rappresentare un problema molto serio per il sistema economico. Tuttavia se si confermerà quello che dicono in modo concorde gli scienziati – e cioè che questa mutazione non compromette l’efficacia della campagna vaccinale ormai alle porte – è molto probabile che la fase di ribasso iniziata oggi possa, a ben vedere, rappresentare una occasione di acquisto, soprattutto nei settori destinati a beneficiare maggiormente della futura ripresa. La campagna di vaccinazione, infatti, è garanzia di un tempo ben definito per la fine delle restrizioni e il ritorno ad una fase di relativa normalità. Infatti – anche se, presumibilmente, solo in estate si raggiungerà una copertura vaccinale ottimale – i mercati sono abituati a guardare oltre il contingente e ad approfittare con largo anticipo della ripresa che non potrà mancare, considerando le politiche monetarie accomodanti, ormai strutturali e di lunga durata, e la portata inaudita delle politiche economiche espansive dei governi. Oggi, per altro, è anche il giorno del varo della nuova manovra fiscale USA da parte del Congresso, che porterà a 4000 miliardi di dollari gli interventi complessivi a sostegno dell’economia stanziati dai soli Stati Uniti da inizio pandemia.

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